Protezione fa rima con manipolaIazione, ma non ha nulla in comune con l’attività più becera che ci sia. La prima dona, la seconda prende.
La protezione appartiene a chi ama, a chi vuole bene. Quando scatta non c’è un motivo esatto, ma un sentire profondo. Il tutto per un bene grande: il privilegio che appartiene all’esserci (e volerci restare) nella vita altrui.
Proteggere è innato, è potente, prepotente. Parte delle viscere, non può essere stemperato, forse, può essere mediato da qualche sprazzo di razionalità.
Scatta e non puoi farne a meno. Il tuo cuore batte per chi ami o vuoi bene, non diventa per nessun motivo (nemmeno per colpa del tempo) anemico, pallido, scontato. Mai.
Così quando sei dentro un legame proteggi: per rispetto, per passione, per educazione.
Il bisogno di proteggere si impossessa dei genitori, degli amici, degli amanti. Domina la scena in tanti momenti e circostanze della vita; si manifesta in tanti modi.
Quando ti si stringe il cuore se a chi ami accade qualcosa. Quando faresti di tutto per proteggere i tuoi affetti. Quando osservi da lontano ma non ti fai sfuggite niente. Quando doni. Quando previeni un dolore. Quando lenisci un dolore. Quando fai una sorpresa, quando sei una sorpresa. Quando regali sorrisi e gentilezze, quando sei sorriso e gentilezza.
Quando senti la mancanza di chi ami, quando sei la mancanza di chi ami. Quando non c’è bisogno di parole, ma ci sono i gesti parlanti.
A volte si abbraccia senza braccia, si protegge senza parole, si è presenti nell’assenza. La protezione è passione e resiste all’inedia. Lega senza legami, si fa sentimento senza annientamento.

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