Quando la vita tornerà, perché tornerà, le chiederemo scusa.
Scusa per averla ignorata, maltrattata, ingannata, data per scontata come si fa con un amore longevo. Oltraggiata.
Le chiederemo scusa per quella volta che eravamo al bar con la nostra migliore amica e invece di essere lì eravamo altrove. Scrivevamo su whatsapp, rispondevamo a una email urgente, pensavamo alle cose da dover fare domani e a quelle ancora dolenti di ieri. Così abbiamo smarrito il sapore intenso del caffè e l’amica.
Le chiederemo scusa per quel bacio distratto, dato di sfuggita o mai dato.
Per quella volta che avevamo sonno e non abbiamo fatto l’amore. Che non avevamo fame e abbiamo rinunciato agli spaghetti cacio e pepe.
Per esserci rintanati in un ricordo e in un rimpianto invece che in un incontro.
Le chiederemo scusa per le parole non dette, ingoiate, tacitate; e per quelle abusate, dette in più, perfettamente fuori posto.
Per quei sintomi che non abbiamo ascoltato, e nonostante ciò, abbiamo perseverato a sbagliare. Ad amare male. A non scegliere. A farci scegliere o sfruttare.
Le chiederemo scusa per il tentennamento e l’indecisione, per aver buttato via del tempo prezioso: senza riflettere e senza agire.
Le chiederemo scusa perché più volte siamo stati degli infingardi del cuore, schiavi di una colpevole inerzia.
Perché abbiamo tenuto in vita amori moribondi, intubati e nutriti con la flebo della speranza e dell’illusione.
Le chiederemo scusa perché ci siamo smarriti in vicoli bui del ricordo smarrendo albe e tramonti, tuffi al mare e cene in buona compagnia.
Perché siamo rimasti imbrigliati e imbrogliati in una ragnatela di dilemmi che ci ha impedito di vivere e di spiccare il volo.
Le chiederemo scusa perché durante i nostri viaggi, reali o da fermi, non abbiamo collezionato attimi di eterno, ma ci siamo ubriacati di ieri e domani. Perché non abbiamo guardato il cielo, il mare, la campagna. Ascoltato il rumore e il silenzio del mondo e del nostro cuore.
Le chiederemo scusa perché abbiamo indossato tanti dolori non scegliendo, piuttosto che evitarli scegliendo.
Per avere rimproverato aspramente nostro figlio mentre, in realtà, con altri metodi e una buona dose di garbo avremmo ottenuto di più e meglio, e saremmo stati meno male con la nostra coscienza.
Con quel misto di nostalgia e di entusiasmo aspettiamo di uscire di casa per tuffarci con prudenza e avidità nella tanto agognata fase due.

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