Per non dimenticare, scrivo. In un tempo sospeso tra ieri e domani c’è un dilatato e infinito oggi. Un oggi senza data di scadenza, straripante di immobilismo e di incertezze.
I giorni della settimana sembrano tutti uguali e tutti rossi: una domenica senza tempo e senza lunedì. Eravamo in trepidante attesa del tanto agognato tre aprile, del quale non abbiamo alcuna notizia certa. L’attesa, come sempre, non è dalla facile attuazione. Viene riempita di angosce, di buio e di nebbia, delle nostre più cupe paure e dei nostri più intimi paesaggi emotivi. Inesplorati o inesplorabili. Ingredienti e luoghi forieri di tormenti e di angosce del cuore.
Nei nostri viaggi da fermi abbiamo spiato il 3 aprile, il 4 e anche il 5. Li abbiamo immaginati più rosei, con meno contagi e meno carcerazioni. Abbiamo aspetto e sperato, sperato e aspettato. Ogni sera alle venti il nuovo bollettino ci raggiunge nelle nelle case, raccontandoci con più numeri e meno presagi dei malati, dei contagiati, dei morti e dei guariti. Ci fa visualizzare il virus mentre avanza da una regione all’altra, nonostante le trincee e le apnee, come una marea africana inarrestabile, unitamente alla nostre preoccupazione.
Il tempo del fare la lasciato il posto a quello dell’essere, del pensare, del sentire, dell’ordine: degli armadi, della dispensa, dei ricordi.
Mi guardo intorno e dentro e cerco di capire se quello che ho fatto sino ad adesso è congruo con quello che vorrò ancora fare quando oggi sarà ieri. Rifletto. Aspetto. Lavoro. Scrivo.
Questo nuovo e inaspettato tempo ritrovato, vuoto e pieno, dilatato e contratto, è un tempo da vivere più che da riempire. Da sentire sulla propria pelle più che da demonizzare.
Ognuno di noi, in casa, da solo o in compagnia, da solo o falsamente in compagnia, in compagnia e desideroso di solitudine, indossa la propria storia, le proprie paure, le proprie risorse.
Le intemperie, in mare e nella vita, ci obbligano a valutare altre rotte, ad attivare le più segrete risorse e le più impensate strategie che in situazioni di calma piatta non avremmo mai pensato di avere in corpo e nel cuore. A breve oggi sarà ieri, e noi vivremo il nostro meraviglioso domani.

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