Amico inseparabile e fedele; qualità a rischio d’estinzione di questi tempi.
Affettuoso e allegro. Non soffre di disturbi dell’umore, non è meteoropatico, non rincasa contagiandoci le sue angosce lavorative.
Ci ascolta, non sempre e non del tutto.
Scodinzola festoso quando ci rivede dopo averci perso di vista soltanto per qualche istante.
Soffre in silenzio, non esagera e non somatizza.
È dignitoso e coerente: quando è timoroso diventa evitante, quando è arrabbiato aggredisce, se ci ama lo farà per il resto della sua vita.
Il suo amore per noi è scorporato da ogni convenzione sociale: non è interessato al nostro reddito, posizione sociale e lavorativa.
Se siamo mal vestiti o in sovrappeso, per lui non fa differenza alcuna.
Parla in silenzio e ha un filo diretto con il nostro cuore.
Lo ripara quando è infranto, ci strappa un sorriso quando siamo di pessimo umore.
Non chatta con altro da noi, ci guarda negli occhi, ama il tatto e il contatto.
Ha un pelo morbidissimo e uno sguardo liquoroso. Odora l’aria e vive il presente, come se assaporasse ogni goccia di vita.
Oggi, ventisei agosto, si festeggia la giornata internazionale del cane.
Dare e ricevere amore ripara anche i cuori più maltrattati e li mette al riparo da malattie cardiache. Lo hanno dimostrato tre ricercatori catanesi.
Un amico a quattro zampe ci obbliga a schiodarci dal divano di casa almeno tre volte al giorno. Le sue passeggiate olfattive diventano la nostra boccata d’aria fresca.
Ama giocare e fare movimento con noi, e con il suo bagno d’infinito amore ci rende delle persone migliori.

Fonte: La Zampa La Stampa

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