Questione di punti di vista. Il relativismo amoroso

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Ascoltavo i racconti dei miei pazienti e riflettevo sul triste destino dell’Amore.
L’amore grazie al quale nasciamo, rompiamo l’uovo-famiglia, cadiamo e ci rialziamo.
L’amore che ci rende insonni, tachicardici, affamati di aria e di vita.
Quel sentimento dirompente che rende i timidi coraggiosi e gli avari generosi, quell’energia che muove le montagne sembra essere a rischio di estinzione, chiuso a chiave nell’armadio dei tabù.
Quell’Amore di cui parlava Platone nel suo Simposio: quello che non risiede nell’oggetto ma nel soggetto, non in chi é amato ma in colui che ama, sembra non risiedere più nemmeno in quello.
Siamo diventati degli analfabeti amorosi a piede libero.
L’etere coniugato al sentimento elitario dell’amore lo ha trasformato in amore in condivisone, in amore online, in amore ad ogni click.
Il vero lusso è diventato incontrasi.
Ed ecco che va di gran moda il fare l’amore con il pensiero, come spesso accade nelle situazioni di bigamia emotiva online.
Fare l’amore senza corpo, tipico del corteggiamento senza corpo della rete, niente di più di un autoerotismo assistito, immune da rischi di reale coinvolgimento.
Fare l’amore senza amore, triste destino delle coppie longeve che hanno smesso di desiderarsi da tempo, ma che non si separano.
Fare l’amore con amore, quello che sigilla patti eterni.
Ebbene sì, anche questo accade, di rado ma accade, e quando accade è davvero l’apoteosi del piacere.
I segnali sono chiari, ci sono tutti e riguardano psiche e corpo, mai l’uno senza l’altro.
Così, cambia il rapporto con il tempo e con l’attesa: vorresti che il tempo non finisse mai, talvolta ti arrabbi anche con lui, perché passa troppo in fretta, ed addirittura, vorresti fermarlo, ma non puoi.
Insomma, quando l’amore vero ti ammanetta alle maglie del bisogno dell’altro, questo è Amore.

By |2018-05-03T09:51:55+00:003 maggio, 2018|

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