Quando muore un padre, trema la terra sotto i piedi e il cuore si crepa in tante spaccature.
Da queste ferite, che non sempre e non subito diventano ferirorie, entra dolore e freddo, sofferenza e fame d’amore.
L’amore però, come sempre e più di sempre, rimane immutato.
Chastity Patterson, ventitreenne di Newport, dopo la morte del padre, continua a mantenere un dialogo muto con un genitore che abita altrove.
Gli scrive giorno dopo giorno degli sms: li legge e si legge dentro, li rilegge e si rilegge, e li fa recapitare al numero del suo adorato papà. Gli scrive ogni giorno comunicandogli le sue emozioni, i suoi successi e insuccessi, la sua malattia e la sua lotta per rimanere ancora in vita e raggiungerlo il più tardi possibile.
In realtà scrive a sé stessa, immaginando di parlare al cuore di suo padre e quindi al suo.
Le parole mute corrono sul filo invisibile della linea telefonica che congiunge due anime sino a sfiorarsi, e giungono dove è impensabile arrivare.
Partono da lei e arrivano a lui.
In realtà, dall’altra parte del filo, non soltanto non c’è più suo padre, ma c’è un altro uomo al quale la vita ha strappato via la figlia e ha donato questo numero di telefono, intrecciando i loro destini.
Qualche giorno addietro questo signore, mosso da coraggio o forse da incoscienza, ha deciso di rispondere alla ragazza e di raccontarsi.
Entrambi in questi anni di buio dell’anima si erano fatti compagnia aiutati della deriva della linea telefonica, e entrambi avevano dato spazio a un’alternativa del cuore.
In silenzio, nella speranza di essere ascoltati.
È proprio vero che una storia d’amore, anche la più bizzarra, nasce dall’incontro tra due mancanze.

Fonte: La Repubblica

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