Adescata un un bar e lusingata perché straniera. Trasferita in un altro con una scusa, e obbligata a salire in macchina per poi subire un abuso sessuale.
Il centro della movida catanese, agghindato da bei negozi e abitato da adolescenti riuniti a tutte le ore del giorno e della notte, si è tinto di nero, diventando la sede di uno stupro di gruppo.
I protagonisti di questa notte brava sono tre ragazzi appena maggiorenni appartenenti alla Catania bene, e una giovane ragazza americana alla pari ospite da tre mesi in sicilia per imparare al meglio l’italiano.
Ma non finisce qui, alla violenza del corpo e dell’anima segue quella che non si estingue e che regala l’immortalità. Quella dell’etere.
Dopo lo stupro, per la giovane americana, è iniziato un viaggio senza ritorno nell’inferno del passaparola.
Lo stupro è stato filmato istante per istante, ferocia per ferocia, e condiviso online in attesa di consensi e plausi.
Come accade in questi casi, la slavina di fango diventa inarrestabile.
Tra lacrime e rabbia, la ragazza trova il coraggio per aprire il lucchetto del silenzio e racconta l’accaduto alle due famiglie; quella americana e quella siciliana.
Così, supportata dagli adulti, denuncia l’accaduto e i ragazzi vengono fulmineamente arrestati.
Il silenzio uccide, e il web anche.
Ma questa volta hanno vinto il coraggio e la tempestività.

Fonte: La Repubblica