Sfera Ebbasta addolorato per l’accaduto si fa tatuare sulla fronte sei stelline.
Una per ogni vittima del suo concerto.
Un gesto che strazia il cuore, e la vista.
Una lapide perenne sulla sua fonte. Povera fronte!
Il cattivo gusto continua a imparare, unitamente all’ostentazione del dolore e alla pornografia dei sentimenti.
Ed eccolo che al tg 5, tra un dente d’oro e i suoi capelli rosa, mostra la sua fronte scolpita a fuoco in segno di sofferenza, abbellito – si fa per dire! – da un paio di occhiali scuri con delle aste bianche griffate.
Avrà avuto gli occhi tumefatti per il pianto? Le occhiaie per le notti insonni? Oppure il suo bisogno di ostentazione vince su tutto?
Senza dubbio la sua musica, la musica del nulla, senza contenuto alcuno se non qualche rima assurda e senza senso; una musica che brandisce sentimenti confondenti, obnubila la coscienza dei nostri ragazzi.
Vietarla significherebbe remare a suo favore, e rinforzare il potere della proibizione.
Alcuni ragazzi di oggi sono i figli del divorzio, alla ricerca di modelli che modellano; altri sono adolescenti, figli della ribellione, che emulano il cattivo gusto per andare contro vento.
Tra dieci anni o forse meno, questi ragazzi nutriti di pane e di nulla, di musica senza contenuti, corrono il rischio di diventare una carovana omologata e omologabile con una totale assenza di un pensiero critico.
Il rischio è che, se da adulti dovessero incontrare per strada il buon gusto, potrebbero non riconoscerlo più.
Possiamo solo sperare in tempi migliori e aspettare che questa fiumara di solitudini possa trasformarsi in tante identità pensanti.