Parole che accendono i sensi, e parole che i sensi li silenziano. Pensieri e freni inibitori che naufragano al timone delle parole. Sussurrate o scritte.
Sensualità o audacia lessicale che si accompagnano a notti d’amore.
La vita intima non è silente, ma si presta a svariate gradazioni emozionali e sensoriali. Uditive e sonore. Non sempre, e non per tutti, però.
Quando le paure e i tabù diventano un reticolo ordinato e si fanno gabbia, il mutismo trionfa e le fantasie piombano in un silenzio assordante.
Unitamente a quello dei sensi.
Nel silenzio delle lenzuola, la vita sessuale può essere graffiata o arricchita dalle parole.
I partner possono addentrarsi nelle parole, abitarle e fruirne, oppure, evadere dai dialoghi imbarazzanti o da una voce estranea, esattamente come farebbero dei detenuti da una prigione.
In un gioco di parole e silenzi, di sospiri e intimità, il corpo si lascia accarezzare dalle parole e dalla voce, che giunge sino a un nucleo inscalfibe di pudore e censura, infiammando i sensi.
All’interno di questo mondo sonoro, un ruolo decisivo è giocato dal tono della voce. Dalla sua intensità e vibrazione.
Quando la voce incontra i contenuti e si fa corpo, alcuni dialoghi tengono al caldo, abbracciano e diventano una promessa di passione.

P.S: A breve, sul canale salute de La Stampa tratterò questo tema, affascinante e labirintico, in maniera più dettagliata e approfondita. Vi aspetto.