Presunto paradosso in termini, ma intanto succede.
Amare obbliga alla reciprocità e alla cura. Talvolta, la vita impazzisce e ferisce, maltratta e strapazza, e il dopo non sarà più uguale al prima.
E le paure prendono il posto del sorriso e del futuro.
Durante il corso della vita può capitare di inciampare in un amore violento e intermittente, saltuario e ambivalente. Virale. Un’infezione d’amore.
Un dolore che il balsamo del tempo che passa cerca di cicatrizzare, ma nonostante ciò, lascia dopo di sé una ferita come dote: una letale eredità.
In questo caos che è la vita, e ancor di più quella amorosa, molte coppie stanno insieme senza amore e senza il coraggio di cambiare.
E altre, invece, si amano e non hanno il coraggio di rischiare.
Talvolta la coppia è avvolta da un malessere cupo e sordo, nutrito da dispetti e disprezzi, gridati o peggio ancora taciuti. Una sorta di sincronia triste e immobile.
Il dialogo si svuota di significato e il silenzio viene ingannato da finte parole.
Ma nonostante ciò, non cambiano, non si lasciano. Non abitano l’altrove.
Quando nasce un nuovo amore sulle macerie del precedente, il decollo è lento e faticoso, e l’entusiasmo dell’uno diventa la paura dell’altro, e viceversa. Un rincorrersi senza prendersi.
“Amare quando l’altro può”, quando apre la porta del cuore, senza effettuare un furto con scasso o una violazione di domicilio, senza insediare e insidiare la sua vita come se si abitasse al fronte, diventa la strategia vincente per amare ancora.
Senza fretta il passato fa meno paura, e le infezioni d’amore hanno il tempo di cicatrizzare davvero.
Per poter passeggiare ancora nei giardini della memoria senza sentire troppo dolore, senza sbronze erotiche e amori traghetto.
Perché anche la paura di amare può essere una meravigliosa geografia inesplorata. Da esplorare.

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