Tra la paura e l’incontro c’è un lungo cammino. Tra l’incontro e il ritorno della paura, molto meno.
Quando avviene un incontro amoroso, paura e passione si sfidano a duello utilizzando tutto quello che è in loro possesso: parole e voce, chat e immagini, intimità e meccanismi di difesa della psiche.
L’incontro intimo tra due persone è un percorso irto di difficoltà, di dossi e di rallentatori, di rotatorie e di vicoli bui. Di dialoghi silenti tra inconscio e coscienza.
Di speranza e di paura.
Di frammenti di passato che inquinano il presente, di spezzoni di presente che scaldano cuore e corpo.
Quando nasce un amore, le paure lentamente lasciano il posto allo straripare delle emozioni, per poi tornare a galla quando l’emozione diventa sentimento.
Sino a quando la coppia non impara la difficile arte della fiducia.
Appare all’orizzonte la paura di abbandonarsi e di essere abbandonati. La preoccupazione di smarrire il proprio baricentro psichico, che precede quel buco allo stomaco che si chiama mancanza, gelosia, paura.
L’amore porta con sé la paura di perdere il controllo delle proprie emozioni e il bisogno di viverle, quelle emozioni.
La fedeltà, seppur desueta, diventa il tassello su cui costruire un incontro.
Alcuni partner hanno un rapporto complicato con la fedeltà, altri con la fiducia.
Altri ancora con il curriculum erotico del partner scelto.
Il passato amoroso, talvolta, inquina come una nube nera e si trasforma in una minaccia.
Quando nasce un noi, che ci piaccia o meno, non è il frutto dell’incontro di due metà, ma di due identità. Preferibilmente risolte e non zoppicanti.
Due identità con le loro ferite e le loro mancanze. Alcune cicatrizzate, altre ancora doloranti. I rispettivi fantasmi e le rispettive fragilità.
Può anche capitare di essere colti da ipocondria amorosa: la paura di amare e di essere amati.
Ma di questo ne parlerò in seguito.