Un Natale virtuale che Natale è?

Il Natale virtuale è una definizione aberrante. Il Natale è profumo di ciambella calda nel forno. Le zie e le nonne cosparse di farina che confezionano tradizioni e ricordi. Il freddo fuori e il caldo dentro. Il profumo di cannella e di casa. Il pigiama rosso e felpato, i bambini in casa sempre in pigiama. Disordine e amore miscelati in maniera indissolubile. Un andirivieni di parenti, anche quelli non graditi o pressoché sconosciuti. Il cibo della sera precedente scaldato il giorno successivo che trasmette le intenzioni di chi lo ha preparato con cura e dedizione.
Il Natale è tatto e contatto, calore e intimità: di cuore, di sguardi e di braccia che abbracciano. Senza mascherine, gomito a gomito, schermo a schermo.
Un Natale online non è Natale!
Un Natale senza nonni, senza tavole imbandite, che si trasferisce dentro un ennesimo monitor non è Natale.
Un Natale recintato da un divieto, dentro un comune, vissuto con la paura di un dpcm e delle sue multe salate non è Natale.
C’è, però, un bene più grande del furto del Natale. Il bene più grande del Natale rubato è il ritorno alle nostre vite. Alla libertà di andare in giro, dove, con chi e quando vogliamo, a viso scoperto. Stare a un centimetro di distanza da uno sconosciuto che potrebbe diventare conosciuto. Baciare chi ci pare. Stringere la mano in maniera vigorosa quando salutiamo. Ridere con le labbra e non soltanto con gli occhi. Prendere un volo al volo. Andare a cena nel nostro ristorante preferito. Chiacchierare al bar con estranei mentre leggiamo il giornale della nostra città o di quella che ci ospita.
Accompagnare i nostri figli a scuola, riconsegnarli alle loro vite e noi alle nostre. Recuperare lavori messi in pausa, amori interrotti, iniziarne di nuovi (di lavori e di amori). Insomma, vivere.
Quindi, per favore, guardiamo un po’ più in là del nostro naso, cercando di spostare lo sguardo oltre il calendario con i suoi giorni rossi. Stringiamo i denti. Se saremo bravi (tutti, nessuno escluso), ci rifaremo. Io mi rinchiudo in casa e sarò più prudente del solito.

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