Diventare e, soprattutto, rimanere coppia, oggi è davvero molto complesso.

Bionde, brune, rosse.
Belle e pensanti, fatue e cinguettanti.
Palestrati, intellettuali, single o sposati.
Adulteri o fedeli.
Per  una notte o per qualche mese, i partner sembrano avere una data di scadenza. Esattamente come lo yogurt.
Rapporti a termine, difficoltà importanti nell’investire e nel concimare i legami d’amore: questi, e altri ancora, sono gli scenari delle coppie di oggi.
Sembra proprio che l’Amore eterno non arrivi mai.

  • Cosa accade davvero?
  • Perché la popolazione di single, o meglio di anime sole, è in crescente aumento?

Forse vivere in coppia non è proprio per tutti e non proprio facilissimo.
Al centro dei desideri, ma non sempre dalla facile attuazione. L’amore è un sentimento anelato e tenuto al tempo stesso, cammina su un reticolo di paure, ansie e tentazioni.
Molti lettori mi scrivono perché non riescono a vivere un amore a tutto tondo: hanno paura, sono diffidenti e non sanno come lasciarsi andare ai flutti delle emozioni.
Entrare in rapporto con l’altro significa lasciarsi andare, perdere il controllo dell’aspetto razionale, lasciarsi sorprendere dall’aspetto emozionale e tuffarsi nel mare – anche in tempesta – delle emozioni che non sempre siamo in grado di affrontare.
Uno dei conflitti più frequentemente presente in amore è quello tra desiderio e paura, tra razionalità e sfera emotiva, tra testa e pancia.

Note cliniche

La coppia non è formata – come spesso si crede –  semplicemente da un lui e da una lei, ma da tantissimi altri “abitanti” del legame.
La coppia è sempre molto di più della somma delle sue parti ed è veramente molto affollata.
Il protagonista della coppia –  il partner scelto – che non è mai disgiunto da quanto è stato ereditato dai genitori di entrambi. Insomma, una gran confusione.
Quindi, ricapitolando: due persone reali e quattro fantasmatiche che vivono nel nostro inconscio.
Il modello ereditato dai genitori, quello che si respira in famiglia, è davvero condizionante: quando è positivo, si verrà rapiti dall’inconscio piacere e desiderio di riproporlo dentro la nuova coppia, quando invece non è stato dei migliori, si vivrà con la paura di poterlo riproporre all’interno del nuovo legame d’amore.
Il modello passato, in un modo o nell’altro ci modella e condiziona.
Lo psichiatra e psicoterapeuta Rodolfo De Bernard, presidente dell’European Association of Psychoterapies, ha coniato per spiegare questo super affollamento fantasmatico il termine molto evocativo, “sindrome del letto a sei piazze“.
La famiglia d’origine, come un tatuaggio indelebile, scolpisce su ognuno di noi una sorta di imprinting comportamentale, sensoriale e inconscio che  poi porteremo in dote dentro la nuova coppia.
In famiglia si osservano – anche quando sembra di non cogliere nulla – comportamenti e dialoghi, parole e silenzi, bronci e sorrisi, si carpisce il rapporto con il denaro, con la sfera del dovere e del piacere e, per finire, i codici affettivi o di litigiosità.
Per evitare la sindrome del letto a sei piazze, la coppia dovrà elaborare i propri vissuti e decidere cosa “portare dentro” la nuova coppia, e cosa invece, “lasciare fuori” dalla porta di casa.
Amare e vivere in coppia significa costruire un codice comune, uno stile di vita condiviso, il che non significa omologarsi o fondersi con il partner, http://www.valeriarandone.it/articoli/1549-coppie-in-crisi/
ma trovare un linguaggio e uno stile di vita che facciano da concime al nuovo giardino che la coppia si troverà a progettare e costruire durante il cammino comune.

Coppia, genitori e suoceri

La famiglia d’origine, a seconda delle sue dinamiche, può facilitare e incoraggiare, o compromettere e rallentare la nascita o la crescita della nuova coppia.
Il legame d’amore è anch’esso uno strumento per crescere, può aiutare il partner a crescere dentro e grazie al rapporto di coppia, può facilitare la nascita di parti psichiche nuove, nate proprio grazie a quel partner.
Alcuni incontri con alcuni partner però possono anche tarpare le ali della crescita personale e impedire sia l’autonomia che la felicità.
La coppia ideale, o per lo meno ottimale, è quella all’interno della quale la crescita del singolo partner viene aiutata potenziata e non ostacolata dall’altro.
Affinché questo progetto arduo e faticoso possa attuarsi è indispensabile che entrambi i partner siano già cresciuti a loro volta, che abbiano già sperimentato sulla loro pelle una sufficiente separazione e una differenziazione dalla famiglia d’origine.

Conclusioni

Il letto “da sei piazze” – per essere il più possibile immuni da rischi e per far sì che la coppia sia longeva – dovrà diventare “a due piazze“.
Certo, può essere faticoso, ma la dimensione della fatica appartiene alle imprese importanti. E l’Amore lo è.