Con il termine “sexting”, dall’inglese Sex (Sesso) e texting (inviare un testo), si intende una nuova tendenza – prima degli adolescenti, poi di tanti, forse tutti coloro che chattano per amore -,caratterizzata dall’invio di tipo seduttivo e provocatorio di MMS audaci, ammiccanti e dal contenuto esplicito.

Tra rischi e farfalle nello stomaco
Il sexting è il degno rappresentante di questa epoca dedita all’apparire, al postare, all’immagine, più che ai contenuti. Anche in amore e nella seduzione.
Il vecchio concetto di intimità e di riservatezza sembra essere in caduta libera, lasciando il posto a una nuova forma di apparire e comunicare di tipo mediatico, pubblico, sbilanciato a favore dell’immagine e dell’etere, a scapito del contenuto e della reale comunicazione di emozioni e sensazioni.
Molti giovani e meno giovani adoperano il web come se fosse un luogo altro dell’esistenza, vivono relazioni virtuali, corteggiamenti online, amplificati sul piano sensoriale dall’assenza del corpo e dell’altro, pubblicano di continuo immagini e link, che si sostituiscono a una reale comunicazione emozionale.
Tra i giovani che abitano l’etere vi sono anche giovanissimi, ovviamente minorenni, che scarsamente consapevoli dei possibili rischi di questa moda si imbattono in pericolosi e destabilizzanti invii.
Le immagini, oltre ad avere un contenuto chiaramente audace, non sono affatto protette dalla privacy, perché inviate via etere e perché rischiano di essere adoperate a loro volta, per gioco, per vanto o per possibile ricatto o vendetta.
Gli scenari del “sexting” sono caratterizzati da una totale disinibizione, da un approccio immediato, senza faticose mediazioni e, soprattutto, da un impatto visivo estremamente forte per chi le riceve.
Nell’immaginario di chi le invia più sono audaci ed esplicite più sono eccitanti e trasgressive. Del dopo e dei rischi connessi, soprattutto i ragazzi, non se ne occupano sino a guaio conclamato.

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Indivuduazione, adolescenza e guai
Moltissimi adolescenti, magari introversi o impacciati sul piano della relazione, adoperano il telefonino o le chat, come chiari sostituti dei datati corteggiamenti, dove il tempo dell’attesa e dell’incontro amplificava ogni forma di piacere.
Cercano di surrogare la mancanza di dimestichezza con le emozioni proprie e altrui con l’utilizzo di tipo compensatorio delle immagini. Il tutto a scapito dell’intimità, quella vera, fatta di tempo, di pazienza, di attesa e di intime confessioni.
L’intimità è una rara ma possibile conquista, che per essere attuata necessita di una forte “individualizzazione” dell’adolescente, oltre che una dose di sicurezza sufficiente per essere fuori dal coro, tanto quanto basta per non mettersi nei guai!
Le mode, gli usi e costumi del momento, che siano gradevoli, intriganti, o pericolosi, catturano adolescenti non individuati, che per esistere devono appartenere al gruppo dei pari.
Un percorso di educazione emozionale e sessuale, svolto in maniera sinergica tra la scuola e famiglia, diventa indispensabile per formare e informare  giovani e non sui rischi della rete, sui possibili guai e sull’importanza della riservatezza e dell’intimità nella sessualità.
Una sessualità vissuta a fianco dell’affettività e non scissa dall’altro e dal sentimento potrebbe rappresentare un potente afrodisiaco.

Dottoressa Valeria Randone

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