Essere madre, stili e copioni di maternità

Home/Articoli/Essere madre, stili e copioni di maternità
  • essere madri

Che fatica essere mamma.
Abbiamo sempre sentito dire che “fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo”, ed infatti, è proprio così.
Esiste davvero la mamma perfetta?
La mamma adeguata?
La mamma acrobata tra il lavoro, la maternità, e se stessa?

La mamma buona: chimera o realtà
La figura femminile “adeguata” è sempre stata dipinta come l’angelo del focolare, dolce e garbata, che non perde mai la pazienza, che accudisce e rinuncia a se stessa per amore, rassicurante e contenitiva.
Che spalma Nutella sul pane caldo, che spiega amorevolmente i compiti, e che rassetta casa, nonostante tutto.

Cara Dottoressa
Nell’intimità e riservatezza del mio studio, mi ritrovo a custodire confessioni e turbamenti dell’animo, di mamme che frequentemente si interrogano sul loro stile di maternità.
Sarò una brava madre?
Sarò migliore, o peggiore, di mia madre?
Il peso del bambino sembra essere tutto sulle braccia affaticate della madre.
ma ne siamo davvero certi?
Queste riflessioni vengono spesso amplificate dagli attacchi acuti ricevuti dai figli adolescenti o dalle dolorose ribellioni al nucleo familiare.

C’è una correlazione tra lo sviluppo psico-fisico del bambino e lo stile di maternità adottato dalle madri?
Esiste una correlazione tra l’equilibrio dell’ambiente domestico e l’armonia della crescita dei figli?
I figli dei genitori separati, tenderanno a ripetere inconsapevolmente il copione genitoriale?
Quanto i nonni influenzano inconsciamente i comportamenti dei genitori e di conseguenza l’affettività e l’educazione dei figli e dei nipoti?

                            Essere madri oggi, è forse più complesso di ieri

Le madri di oggi, sono madri acrobate tra casa, figli, lavoro, coppia e bisogni personali. Sono madri che sentono l’ “obbligatorietà alla perfezione”, contro media che sdoganano madri disturbate, inquiete ed inquietanti che tendono ad estremizzare l’aspetto peggiore del tema della maternità.

La mamma che abbiamo avuto
Il confronto con la figura materna è per tutte le donne il trampolino di lancio, il palcoscenico: il debutto o l’insuccesso.
Faticosamente elaborato poi, e non sempre, si può procedere con il diventare la madre che si immaginava di essere.
Spesso si sa bene come non essere – come la propria madre per esempio – ma non si sa come poter essere, come diventare.
È una fatica immensa.
In realtà non esistono vie di mezzo.
O abbiamo avuto delle mamme adeguate, dalle quali abbiamo interiorizzato amore, il loro modus operandi e vivendi, la loro dolcezza ed il loro temperamento, ingredienti che diventeranno poi gli strumenti per il nostro essere mamme, oppure sarà davvero un percorso irto di ostacoli e dossi.

Maternità e sensi di colpa
L’essere madre, oggi, è frequentemente accompagnato da feroci sensi di colpa, sostenuti da una moderna colpevolizzazione del ruolo della madre, come se tutto, soprattutto il futuro equilibrio psichico del figlio, fosse deputato alle capacità materne.
I figli indubbiamente, respirano e si nutrono, giorno dopo giorno, di quello che vivono all’interno delle mura domestiche.
Impareranno se è lecito stare con la porta aperta della loro stanza, se darsi il bacio della buona notte, se augurarsi un buon pranzo, se pranzare con la televisione spenta, se guardarsi negli occhi, se adoperare un linguaggio emozionale o di servizio, se essere gentili o aggressivi, conflittuali o remissivi.
Queste, e tante altre abitudini e stili di comunicazione e di comportamento,  si tramandano da genitore in figlio, con la verbalizzazione, e con il non detto, diventando poi una dote per il futuro sentire e vivere dell’adolescente ed adulto di domani.

Ed i figli dei genitori separati?
I figli dei genitori separati vivono, spesso,  una condizione di vulnerabilità psichica, e nella maggior parte dei casi, tenderanno a ripetere il copione familiare, nutrito dal dolore e dalla sofferenza provata.
Tutto quello che non verrà adeguatamente elaborato, attraversato, e superato, verrà riproposto in maniera identica.
Il bambino però, può sopravvivere e superare la separazione dei genitori, se entrambi i genitori remeranno a favore, verso lo stesso obiettivo e stessa traiettoria (la genitorialità), senza svalutare l’altro, screditarlo, danneggiarlo, ma custodendo con e per il figlio, un’immagine di “genitore buono”, in modo che il bambino possa introiettarla, custodirla ed adoperarla in seguito.
In questi casi, meno destruenti, con elementi di elaborazione dei vissuti dolorosi, la “coazione a ripetere” del copione familiare, può non manifestarsi.
Così l’adulto di domani, potrà essere libero dalla disfunzionale dote familiare.

Cosa fare nei casi dolorosi ed irrisolti
Il sessuologo clinico, esperto in dinamiche di coppia, rappresenta un clinico di riferimento per conflittuali e confuse elaborazioni, al fine di salvare coppia, famiglia, talamo e qualità della vita di coppia.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-02-09T10:11:19+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Articoli|Tags: , |

Scrivi un commento

error: Content is protected !!