Uomini e preservativo, un rapporto difficile

Uomini e preservativo, un rapporto difficile

Il preservativo spaventa.
Il preservativo terrorizza.
E ancora, il preservativo viene associato a tutti i possibili e variegati guai sessuali.
Sempre e soltanto il preservativo viene correlato alle figuracce sotto le lenzuola
E, per finire, a una sfortuna in itinere.

Ma è davvero così?

Uomini e protezione

Da sempre imputato di colpe immani, di defezioni sessuali, di essere il maggiore responsabile dell’ansia da prestazione.
Il preservativo sembra essere il protagonista assoluto di un rapporto difficile tra uomini e protezione.

Preservativo ed adolescenti

Il profilattico, soprattutto nell’immaginario giovanile, viene accusato di recare meno sensibilità e di compromettere l’erezione, rendendola vulnerabile e incerta.
Ma ne siamo davvero così certi?
Il preservativo, inoltre, viene considerato una  vera “barriera” durante l’intimità, a causa del  materiale con cui è fatto, che è ben altro dalla pelle.
Il doverlo indossare interrompe dal punto di vista temporale l’intimità, spesso compromettendola.

Un po’ di storia

La storia del preservativo testimonia già la sua scarsa accettazione durante i vari periodi storici nei vari  paesi.
Nel medioevo, per esempio, il preservativo fu prontamente  bandito perché  ritenuto un mezzo per il controllo delle nascite.
Lo scopo della sessualità era esclusivamente di tipo procreativo, non era contemplata una sessualità ludica e scevra dalla possibile fecondazione, ogni possibile impedimento delle nascite veniva messo al rogo, come testimonia la scrittrice Aine Collier, nel suo libro “Storia del preservativo”.
Il primo preservativo, invece, nasce in Italia, grazie allo studioso di anatomia il DR. Gabriele Falloppio, passato alla storia per aver scoperto le tube dell’apparato genitale femminile.
Il Dr. Falloppio introdusse nel mercato il moderno preservativo al fine di combattere la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili (MST).

  • Come vivono i giovani l’utilizzo del preservativo?
  • Quali emozioni e paure abitano la non scelta ed il non utilizzo del profilattico?
Leggi anche:
Dalla coppia di ieri a quella di oggi

La grande preoccupazione degli adolescenti sembra essere quella associata al concetto di “impreparazione sessuale”, spesso amplificato dall’ansia da prestazione e ansia da dimensione che caratterizza ed accompagna le “prime volte” dell’intimità.
I ragazzi per ovviare a tale angoscia, foriera di rapporti sessuali difficoltosi o poco spontanei, studiano e si documentano su internet, mediante l’utilizzo massiccio di materiale pornografico oppure adoperano le esperienze dei compagni più navigati sessualmente, non rivolgendosi mai ai genitori, ai clinici o agli insegnanti.
La sessualità viene vissuta come una “prestazione”, quasi  come un compito in classe, come se ogni momento di intimità dovesse passare dal “saper fare”, più che dall’aspetto di scambio e di empatia di coppia.

Il denominatore comune è spesso l’ansia

L’ansia di non essere all’altezza del ruolo/compito
l’ansia da prestazione
l’ansia da dimensione
l’ansia della “durata ideale” e così via
elementi fortemente destabilizzanti che, sicuramente, compromettono e danneggiano l’intimità.

L’ “ansia da prestazione”, per esempio, è  l’ansia anticipatoria di un fallimento, che pone l’uomo nelle condizioni psico-fisiche affinché  il fallimento si realizzi.

Il preservativo, alla luce di queste riflessioni cliniche,  proprio perché blocca la spontaneità del rapporto, viene vissuto come un “intruso” e come colui che  rallenta  l’eccitazione.
I giovani, soprattutto, si percepiscono impacciati, goffi e profondamente inadeguati, preferiscono non partecipare alla ragazza la loro necessità di proteggersi e di proteggere, spesso fanno fare al caso ed evitano di indossare il profilattico perché potrebbe essere responsabile di una possibile deflessione della loro potenza sessuale.
Nella realtà clinica non vi è nessuna relazione tra utilizzo del preservativo e il possibile deficit eretivo, i ragazzi, invece, tendono a dare la “colpa” ad altro da sé, della perdita dell’erezione, investendo il preservativo di  “maledizioni sessuali”.

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Vi sono anche altri fattori che impediscono l’utilizzo costante del preservativo

  1. timore che la partner possa interpretare male questa proposta.
  2. stigma sociale a causa del retaggio culturale che correla il  profilattico alla prostituzione
  3. giudizio morale sulla “qualità” della persona (utilizzo il profilattico, perché non mi fido dei trascorsi sessuali del/della partner)
  4. diffidenza, che mal si sposa con l’amore
  5. interruzione dell’intimità e della spontaneità sessuale.
  6. gesto poco romantico, quasi anti-coppia ed intimità
  7. paura del deficit erettivo, spesso imputabile alla pausa temporale  dell’eccitazione che intercorre per indossarlo.

Tra i tanti slogan adoperati da chi si occupa di educazione emozionale/sessuale ricordiamo i seguenti:

  • “Mi fido di te, mi proteggo”
  • “Mi amo, mi proteggo”
  • “Aids, proteggiti semplicemente”
  • “Usare il preservativo è un segno di maturità sessuale”

(Graziottin, Pasini, Lila, Veronesi, white space, Isc, Fiss….)

L’obiettivo delle tante campagne di prevenzione e di sensibilizzazione è quello di educare all’ “auto/protezione”, alla coscienza sessuale e soprattutto decondizionare l’associazione mentale tra preservativo, guai sessuali e stigma sociale.

Dottoressa Valeria Randone

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6 Commenti. Nuovo commento

  • Il mio amante ha sempre avuto problemi col preservativo.
    21 anni fa, quando eravamo ben più giovani ed avevamo una relazione libera e senza sensi di colpa, non riusciva ad usarlo.
    Oggi, che ci siamo ritrovati come coppia clandestina, stesso problema, come lo vede…perde l’erezione.
    Io compio cinquant’anni a breve, quindi le possibilità di una gravidanza indesiderata sono veramente scarse,
    Lui ha da sempre praticato il coito interrotto (anche con la sua compagna ufficiale) e a me sembra una vera tortura doversi controllare sul più bello…Pensa che io possa aiutarlo in qualche modo?

    Rispondi
    • Valeria Randone
      10 Gennaio 2018 14:48

      Buonasera,
      può capitare che il profilattico generi ansie, ma può anche capitare che le ansie siano celate dietro il profilattico.
      Oltre alla gravidanza non desiderata, diventa indispensabile fare attenzione al contagio di malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto oggi che sono in costante aumento.
      Prima di pensare come aiutarlo, bisognerebbe effferruare una diagnosi sessuologica del suo disagio sessuale.
      Un affettuoso saluto.

      Rispondi
    • Ciao, secondo me la dottoressa ha ragione, spesse volte sono le ansie a celarsi dietro il preservativo! Viene inoltre considerato come un qualcosa di tutto sommato inutile di cui l’uomo non ha bisogno! Può farne benissimo a meno! Il fatto che pratichi il coito interrotto con la sua compagna la dice lunga! E invece no! Devi tranquillizzarlo e fargli capire che indossare il preservativo è una cosa assolutamente normale e necessaria, da indossare sempre! Anche se vi conoscete da tanto tempo è una forma di amore e rispetto verso di te! E se lo indossa, la cosa ti fa molto piacere!

      Rispondi
      • Valeria Randone
        7 Febbraio 2018 11:20

        Grazie davvero per questo messaggio.
        Il rispetto vero se stessi non dovrebbe “mai” essere sottovalutati, e la prudenza non è mai eccessiva.
        Un affettuoso saluto

        Rispondi
  • Buongiorno,
    Ho lo stesso problema di cui si legge sopra. Perdo l’erezione nel momento in cui devo indossare il preservativo. Prima della mia nuova attuale fidanzata, non mi era mai successo prima d’ora. Cosa mi consiglia di fare?
    Grazie in anticipo

    Rispondi
    • Valeria Randone
      15 Febbraio 2021 16:37

      Buonasera,
      prima di capire cosa fare bisogna capire di cosa si tratta davvero.
      Le ipotesi diagnostiche sono tante e non sono omologabili; ogni paziente è diverso da un altro, così come ogni storia di vita, di coppia e così via.
      La prima tappa che le suggerisco è una consulenza-diagnosi psico-sessuologica con un sessuologo clinico certificato.

      Un cordiale saluto

      Rispondi

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