Verginità, la fatidica prima volta

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La verginità ha ancora il suo valore?
La verginità correla con un simbolismo?
La deflorazione è ancora un dono, un gesto d’amore?
E’ ancora importante che una donna si conceda per amore?

Dalla prova d’amore al togliersi il pensiero
La perdita della verginità, interiorizzata nell’immaginario collettivo, come un rito iniziatico alla vita adulta, in passato correlava al concetto di “prova d’amore”.
Nell’entroterra della mia Sicilia, agli inizi del novecento, la deflorazione veniva associata inevitabilmente ed irreversibilmente al matrimonio.
Necessitava che la donna giungesse vergine al talamo nuziale.
L’avvenuta deflorazione veniva esibita, con connotazioni di un rituale pubblico.
L’indomani della fatidica prima notte, veniva steso al balcone, il lenzuolo con tracce ematiche a testimonianza della mantenuta verginità fino al matrimonio.

Come è cambiato l’approccio delle donne verso la verginità.

Nel corso degli anni, a seguito di un radicale cambiamento della cornice culturale, anche la sessualità ha assunto nuovi significati.
È stata disgiunta dall’aspetto procreativo e, purtroppo, dall’aspetto affettivo.
I media ed internet hanno infatti proposto un modello di sessualità ginnica, coitale, con scari riverberi emozionali.
Molti studi hanno dimostrato come l’età del primo rapporto sessuale si è notevolmente abbassata,  si aggira in un range che va dai tredici ai diciassette anni.
È anche associata ad un elevato livello di disinformazione sessuale per quel che riguarda contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili.

Assenza di educazione sessuale e prima volta
Proveniamo da un’epoca caratterizzata da una scarsa/assente educazione ai sentimenti ed alla sessualità (analfabetizzazione emozionale).
La maggior parte delle scuole e dei genitori, non formano i giovani in tal senso.
Inoltre non c’è nessuna legge che obbliga all’educazione sessuale.
I giovani d’oggi apprendono e si sperimentano sul campo, non avendo nessun riferimento adulto con cui condividere ansie, preoccupazioni, emozioni e disavventure sessuali, ma esclusivamente il gruppo di pari a cui appartenere obbligatoriamente ed in cui identificarsi per comportamenti, vestiario, linguaggio ed ovviamente usi e costumi sessuali.
Il rito iniziatico alla vita adulta, si è svuotato di significato ed è solo una “tappa esperenziale” (e non emozionale).
Ma è davvero possibile disgiungere la sessualità dal sentimento?
Un coito vuoto, e svuotato da significati simbolici e di scambio, cosa lascerà in chi lo vive?
La ginnastica da camera, o da auto, che emozioni regala?

Prima avviene e meglio è?
La verginità oggi, viene vissuta come una tappa scomoda, da transitare velocemente, quasi con un sentimento di vergogna per essere ancora vergini, con l’intento di togliersi il pensiero prima possibile.
L’educazione emozionale e sessuale potrebbe aiutare sia genitori che figli nel trovare le parole giuste per dirlo: “parole adeguate ed appropriate”per aiutare i nostri figli a non correre, ma ad assaporare i momenti dell’amore.
L’educazione sessuale potrebbeaiutare i nostri figli a trovare significati congrui alla vita sentimentale e sessuale e preziose informazioni inerenti l’aspetto della prevenzione, sanando divari generazionali e colmando le assenze di comunicazione.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-02-09T10:22:18+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Disfunzioni Sessuali Femminili|Tags: |

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