PSAS Sindrome da Eccitazione Sessuale Persistente

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  • PSAS - Sindrome da Ecitazione Sessuale Persistente

La PSAS o sindrome da eccitazione persistente è una sgradevole condizione al femminile che obbliga le donne a praticare autoerotismo, ma senza sortire nessun beneficio.

Una fitta al basso ventre, a tutte le ore del giorno e della notte.
Un disagio perenne, improvviso.
Un’eccitazione persistente, perentoria.
Un orgasmo che non appaga.
Uno stato di ansia diffusa.
Paura.
Vergogna.
Disagio.
Malessere.
E, soprattutto, il non sapere cosa stia succedendo davvero.

La donna viene rapita dallo sconforto e dal panico.

La PSAS, di cosa si tratta?

Solitamente la problematica più frequente è la mancanza di desiderio.
Esiste invece una “sindrome da eccitamento sessuale permanente“, che è il contro altare del desiderio sessuale ipo-attivo.
La PSAS, “Persistent Sexual Arousal Syndrome“, è la “sindrome da eccitamento sessuale permanente”.
È un fenomeno raro, doloroso, e meno gradevole di quanto si possa pensare.
Trattasi di una sindrome molto complessa ed altrettanto rara, che colpisce esclusivamente la popolazione femminile.

PSAS o iper sessualità femminile, quale differenza?

I due quadri clinici vanno assolutamente differenziati.
Il primo è subito, associato ad un vissuto sgradevole e di disagio psico-fisico.
Il secondo no.
La PSAS va distinta dall’ipersessualità femminile, per caratteristiche e vissuto della donna e, soprattutto, per l’assenza dell’appagante e risolutiva risposta orgasmica successiva.
La PSAS è caratterizzata da un corteo di sintomi disturbanti, spesso invalidanti, che rendono la vita di chi ne soffre scadente dal punto di vista qualitativo.

La sintomatologia è caratterizzata da un’eccitazione genitale persistente, che viene percepita come autonoma, ed immodificabile.
Questo stato eccitatorio non è conseguente ad una normale fase di desiderio sessuale, né conseguente ad una stimolazione visiva o tattile, uditiva o immaginativa.
Lo stato eccitarorio crea disagio e malessere.
Lo stato eccitatatorio della PSAS infatti, viene percepito come intrusivo e non gradito, e soprattutto, non  risolutivo in fase post-orgasmica.
La paziente a seguito di una masturbazione, o più orgasmi multipli, non trova la sua serenità, e non ritorna allo stato quo ante stimolo eccitatorio.

PSAS e vissuto delle donne

Questa eccitazione genitale persistente causa spesso alle donne che ne soffrono notevole stress, disagio ed imbarazzo, e difficoltà nel celare durante la vita di coppia, professionale e ludica, questa sintomatologia.
La maggioranza dei casi presenta una eziologia sconosciuta, anche se talvolta vi è una correlazione con un’infiammazione o un’infezione nell’area pelvica che stimola reiteratamente la zona clitoridea.
Anche l’utilizzo, pregresso ed in itinere, di alcuni antidepressivi può causare la PSAS.
Oppure può essere espressione di un disagio emozionale ed esistenziale della donna che ne soffre.

Diagnosi differenziale tra la PSAS e la sindrome da iper sessualità femminile

1 – Il disturbo da eccitazione sessuale persistente (“Persistent Sexual Arousal Syndrome”) ha le seguenti caratteristiche:

“Persistente eccitazione sessuale genitale (congestione, pulsazione, lubrificazione vaginale) percepita  come spontanea, intrusiva e non gradita, in assenza di desiderio e di interesse sessuale.
L’eccitazione non è ridotta o estinta da uno o più orgasmi.
La sensazione di eccitazione fisica genitale può persistere per ore, giorni o più.
Lo stato di eccitazione può essere causato anche  in presenza di stimoli neutri o comunque privi di connotazioni sessuali, sia soggettivi che oggettivi, come per esempio le vibrazioni anche minime dell’auto, del motorino, dell’asciuga capelli, sensazioni ad alto impatto genitale, che obbligano la donna alla masturbazione ai fini di poter trovare un po’ di sollievo.
Lo stato di eccitazione però, non si riduce od esaurisce completamente, né con l’autoerotismo né con il rapporto, lasciando la donna nervosa ed irritabile”.

2 – Iper-sessualità femminile, anche se rara, diversamente dalla PSAS, ha le seguenti caratteristiche:

“Desiderio elevato, con frequenti fantasie sessuali, volontarie e involontarie, detti sexual day dreams, o sogni sessuali ad occhi aperti. Sogni che si affacciano alla coscienza costantemente e spontaneamente, spesso con modalità intrusive, quando la donna è impegnata altrove.
Alta frequenza di masturbazione, in genere riferita come piacevole. Comporta piena risoluzione dell’eccitazione, con successivo appagamento, quiete e  serenità post-orgasmica.
Ricerca di  rapporti sessuali  frequenti e ricerca di frequente autoerotismo”

L’ipersessualità femminile, è spesso “ego- sintonica”, cioè in sintonia con l’Io della donna, quindi percepita come gradita. Nella PSAS, viene percepita come assolutamente “ego -distonica”, ossia sgradevole, intrusiva ed invalidante.

La testimonianza di una donna.

Gentile dottoressa,

non sapevo di questa sindrome fino a quando, per caso, non ho letto il suo articolo. Mi sentivo una pervertita, una depravata, sempre in grande disagio. Il mio ginecologo mi ha chiaramente detto che non era mai possibile che mi succedesse questo, e che non avevo nulla.
Anche se, devo dirle, ho iniziato ad avvertire questi disagi dopo una infiammazione che si è alternata ad un’infezione, ed uno stress psico/fisico importante, oltre che alla fine del mio matrimonio.

Ero arrabbiata, delusa, frustrata.
Adesso sto male, ma sto male davvero.
Dopo ogni orgasmo, obbligatorio, non trovo la serenità, ma sento il bisogno di proseguire ancora, ed ancora.
Lei può immaginare il mio disagio ed il mio senso di colpa.
Adesso che so di cosa si tratta, e che non sono impazzita, proverò ad ingarare ancora ed a rivolgermi al neurologo.

Grazie davvero, Sara.

Conclusioni

Un suggerimento che sento di dare alle donne che ne soffrono, è evitare che un velo di imbarazzo e censura ammanti la loro vita, percependosi come inadeguate o ninfomani, atteggiamento mentale punitivo, che paralizza e danneggia la qualità di vita delle donne e della coppia in cui abitano.
Obbligatoria diventa una diagnosi clinica ginecologica, neurologica e  sessuologica, ai fini di un contenimento dell’ansia e di una possibile strategia terapeutica.

2 Commenti

  1. Os 19 febbraio 2017 al 11:11 - Rispondi

    Salve dottoressa. Ho letto l articolo, e mi ha sorpreso perché pur essendo un uomo mi ritrovo nei sintomi. Sto sempre con un ansia assurda alla pancia che mi provoca queste pulsioni genitali continue e senza controllo, e soprattutto vanno aumentando quando sto con i miei amici, facendomi credere di esserne attratto, ed in quei momenti comincio a guardare i loro corpi, e più li osservo più aumenta l ansia e le pulsioni, che ho anche ora che sto nella mia stanza solo e le scrivo. Non ce la faccio più, sta diventando tutto un ossessione, non riesco più a vivere, a stare in armonia con i miei amici, non esco più di casa, i miei non capiscono il grande disagio che provo, a nulla stanno servendo i farmaci….sto davvero male ;( non riesco a credere che a 39 anni, dopo avere avuto relazioni etero possa scoprirmi gay….penso al suicidio ;(

    • Valeria Randone 20 febbraio 2017 al 7:17 - Rispondi

      Gentile Signore,
      la problematica può manifestarsi anche al maschile, solitamente in percentuale minore.
      La diagnosi clinica deve essere scrupolosa e competente. Chi si è occupato di Lei?
      Perché assume dei farmaci?
      Per cosa?
      Cosa le hanno diagnosticato, e chi?
      Potrebbe trattarsi di un disturbo ossessivo, ma lo prenda con le pinze perché siamo online, quindi sono solo ipotesi da appurare de visu.
      Un cordiale saluto.

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