La pirateria dell’anima. Gli amori tossici

La pirateria dell'anima

Quando si ama davvero, si ama tanto, con enfasi e impegno, passione e slancio. Onestà, dedizione e cura. Non esiste la moderazione, il risparmio energetico, la ponderazione.Il cuore vince sulla mente. L’anima sul destino.
La passione travolge e stravolge i meccanismi di difesa della psiche; quei binari, con i suoi dossi e rallentatori che la psiche ha sapientemente costruito nel tempo per non farsi troppo male e per proteggersi dal dolore.
Quando si ama si è generosi, si acquistano doni, regali, mille oggetti concreti e simbolici.
Si fa di tutto – dall’irrazionale all’esagerato, dal folle all’assurdo, dall’inusuale alle tantissime prime volte di tutto – per la persona amata. Scelta.
Si lotta contro il vento, contro le mareggiate, contro tutto e tutti. Si difende il proprio amore con le unghie e con i denti, anche da se stessi. Dal proprio brutto carattere, dalle asperità della vita, da quanto possa soltanto sfiorarlo o esporlo a rischi e intemperie.

Un amore ti avvolge – non ti stravolge – come un baco da seta. Ti tiene dolcemente nel bozzolo, ma ti lascia libera di respirare.
Ti trasforma facendoti diventare farfalla.
La sua farfalla. Ti da le ali per volare, e i motivi per restare.
Insomma, un Amore è un Amore, non la sua brutta copia. Però, come sappiamo, non sempre l’amore si presenta in queste vesti.

  • Un amore forma o deforma?
  • Ti riconsegna alla vita?
  • O ti riconsegna la tua vita saccheggiata?
  • Depredata?
  • Perdere un amore, quando fa troppo male, è una vittoria o una sconfitta?

Il dopo. Il saccheggio. La pirateria dell’anima

Il dopo, talvolta, per tutta una serie di eventi della vita, toglie valore al prima.
Non tutti gli amori, infatti, si concludono con civiltà, con un sano e inevitabile divorzio psichico e con una restituzione di parti psichiche, di oggetti – concreti e simbolici – in comunione di beni, di animali domestici.
Il dopo ti obbliga ad abitare te stessa. A tornare a casa. Alla casa d’origine, la tua anima. Ti obbliga ad abitare i tuoi silenzi.
I tuoi rassicuranti sentieri interni, in perfetta solitudine difensiva.
Cerchi quelle parti di te che avevi prima, che erano nate grazie a quell’amore, e non le trovi più. Ti sentì come quando passano i pirati, i ladri: depredata, ingiustamente derubata, saccheggiata. Tutto è stato raso a fuoco.
Ogni piega della tua anima necessita di cure, di medicazioni, di parole nuove e di silenzi.
Ti senti separata dentro.
Orfana di protezione e di cure.
Non avresti mai voluto cancellare il tuo passato, perché nel bene o nel male, nella sofferenza e nella gioia, ti ha fatto diventare quello che sei oggi. Ma il dopo, quando sei obbligata a superare il punto di non ritorno della pazienza e della speranza, non è mai uguale al prima.
Sei arrabbiata con te stessa per avere dato tanto, per avere avuto così tanta pazienza, per non avere visto né sentito – anzi non hai voluto né vedere né sentire, ma in fondo sapevi -, per avere concesso a chi pensavi fosse diverso di derubarti, esattamente come fanno i pirati con le terre preziose, lasciandole rase al suolo.
Poi, alla fine, la capacità riparativa è parte di noi, di tutti gli esseri umani, così, basta un sorriso, lo sguardo dolce del nostro amico fedele, una carezza al suo morbido pelo, o un tramonto e il mare, che ringrazi te stessa per avere avuto il coraggio di cadere e la forza di rialzarti. Di rinascere dalle tue stesse macerie. Di essere ancora più forte.
E, come succede dopo gli amori tossici, sei perfettamente in grado di sapere davvero cosa vuoi e, soprattutto, cosa non vuoi più. Mai più. E ringrazi anche il cielo per averlo vissuto.

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6 Commenti. Nuovo commento

  • Giancarlo Romano
    17 Aprile 2018 08:37

    Tutto al femminile. Mi chiedo se vale anche per il genere maschile.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      17 Aprile 2018 12:44

      Buongiorno e grazie per essere intervenuto.
      La sofferenza in amore non ha genere, ho voluto dare voce alle mie pazienti donne.

      Rispondi
  • Cara dottoressa ha descritto in maniera esaustiva il sentimento di vuoto che lascia dietro di sè il predatore…. Quello che mi risulta inconcepibile è come si fa ad essere coscienti di tutto e sperare ancora? Anche le/i codipendenti sono abitati dalla follia?
    E quanto incontrare un personaggio del genere in età matura può essere ancora più pericoloso?
    grazie del suo impegno e complimenti
    Giorgia

    Rispondi
    • Valeria Randone
      7 Febbraio 2019 21:39

      Buonasera Giorgia,
      grazie per le belle parole.
      È complesso capire sin da subito in quale baratro ci si trova, ma il corpo non mente mai e, prima o poi, inizia a esprimersi con l’unico linguaggio che conosce: i sintomi.
      Quindi, notti insonni, ansia, e disturbi neurovegetativi.
      Il partner del vampiro emotivo non è abitato dalla follia, ma dal bisogno. Dalla fame d’amore.
      Direi che è pericoloso a tutte le età, e non è mai troppo tardi per prendersi cura di sé. Nel mio ultimo libro ne parlo a lungo.
      Un affettuoso saluto

      Rispondi

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