Nonostante faccia rima, deresponsabilizzare il tradimento perché si consuma sotto l’egemonia del pagamento rimane una frase e una pratica tanto abusata quanto drammaticamente dolorosa.
Molti uomini credono che fare sesso a pagamento, quindi con una escort o una prostituta, non sia equiparabile al tradimento. Si tratta di sesso e nulla di più, di un incontro più o meno asettico di corpi e di genitali, le labbra e il cuore rimangono fuori da quelle lenzuola.
C’è chi sostiene fermamente che per tradire bisogna amare, bisogna congiungere un cuore con un altro cuore, un fiato con un altro fiato, delle labbra con altre labbra, bruciare di desiderio e di passione, fare un progetto, scriversi e amarsi a lungo. Chi, invece, sostiene che anche la sessualità mercenaria è tradimento.
Che anche scrivere a uno sconosciuto e aprirgli il cuore, farlo entrare dalla porta di servizio tra le pieghe della propria solitudine, è tradimento.
Nonostante la pandemia, la crisi economica, i disagi e i Green Pass indispensabili per molte attività, la sessualità mercenaria non conosce crisi, non si deflette, non arretra.
Ci sono uomini belli e colti che preferiscono non avere impegni sentimentali o complicanze erotiche e postume, che amano la scissione tra sessualità e amore, che fuggono da orpelli relazionali e scelgono una escort.
La cercano, la incontrano, consumano qualche ora o una notte di sesso e la situazione si chiude lì, senza strascichi da sensi di colpa o possibili sentimentalismi vari ed eventuali. Altri che amano il potere del denaro, del pagare una donna, del possesso a termine, della sessualità regolamentata da una sorta di contratto tra acquirenti.
Uno scambio equo tra richiesta e offerta, senza passare dalle maglie del cuore o dalle mogli che si insospettiscono.
Quindi, la domanda da porci non è se a pagamento è tradimento – anche se le parole hanno un peso specifico enorme, raccontano il mondo, le emozioni, le cose che facciamo o non facciamo, le definiscono, le trasformano e deturpano -, ma perché la sessualità a pagamento piace e deresponsabilizza così tanto.
Continuo a pensare che è molto meglio trasgredire che tradire, anche e soprattutto all’interno di una coppia.

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3 Commenti. Nuovo commento

  • Il mio compagno mi ha sempre detto che se dovesse tradirmi lo farebbe così perché non vuole impegni.
    La sua vita va bene, ma lo farebbe sentire piacente.
    Chissà se lo ha già fatto!
    Per me è un tradimento.
    Per me desiderare l’altro è un’emozione che poi svanisce, ma ha prodotto emozioni, interesse, ha svegliato qualcosa che nn lo emozionava più.
    Ma non vuole rinunciare alla sua sicura donna.

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  • Buongiorno,
    secondo me è più grave tradire com una prostituta, oltre al fatto dello schifo di andare con una persona che è stata magari pochi minuti prima con un altro ecc. perché perdere la testa, una sbandata è un’emozione e le emozioni non le controlli, mentre agire cercare e andare con una prostitute é un atto voluto. Mina il rapporto forse nel modo peggiore perché andare con una prostitute è umiliante anche per il partner che viene a saperlo.

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  • Salve, sono d’accordo con Silvia. Ho scoperto che il mio compagno di vita con il quale ho costruito una famiglia e tanto altro in 32 di matrimonio aveva l’abitudine di andare con le prostitute. L’ho scoperto nel peggiore dei modi, durante uno dei suoi incontri gli è partita una telefonata verso di me ed ho assistito al suo incontro con la meretrice. Sono distrutta e schifata. Mi sento umiliata. Lui dal canto suo minimizza, ma io non capisco il motivo del suo agire

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