A quel legame non appartieni più

Quando hai dei legami stabili credi e speri che una parte di te abiti dentro il legame che hai concimato e costruito a lungo (mi riferisco anche ai legami di sangue), così come una parte dell’altro dimora o ha dimorato dentro di te.
In fondo cos’è una relazione? È una miscela ben riuscita di ingredienti personologici di entrambi i protagonisti del legame, di istanze psichiche dell’uno e dell’altro, tra buone maniere, esempi viventi, gentilezze, gesta concrete, e tanto altro di entrambi.
In quel travaso di mondi, che nulla ha a che fare con la simbiosi inutile e claustrofobica, che rende saldo un legame, che sia amicale, parentale o amoroso, abbiamo il tempo trascorso insieme, le condivisioni, i ricordi.
Capita però che nel tempo alcune relazioni si sdruciscano talmente tanto sino a diventare trasparenti, evanescenti, per poi sgretolarsi del tutto.
Può capitare per traumi, strappi o incomprensioni mai sanate o inconsciamente adoperate per attuare un processo separativo. Per sciatteria emotiva, per noncuranza, per quella pessima abitudine di dare l’altro per scontato – anche se si tratta di un genitore, sorella o fratello -, per mancanza di quei rudimenti di base chiamati empatia, gentilezza, capacità di mettersi nei panni dell’altro.
Alcune relazioni non finiscono con episodi eclatanti, ma con un lento e inesorabile scivolamento verso la disillusione.
Solitamente più è profondo il legame e più è insanabile la disillusione.
La delusione nelle relazioni – che si tratti d’amore, d’amicizia o parentali – è uno dei sentimenti più complessi da metabolizzare che ci sia.
Non è semplicemente figlio dall’azione dell’altro, ma dal divario tra ciò che ci aspettavamo e ciò che si è rivelato reale (divario tra idealità e realtà).
Quando stai male, per esempio, ti spetti che l’altro ci sia nella sua vita, in maniera simbolica e concreta, con le parole e con i gesti. Ma spesso questo non accade, così ti ritrovi le presenze assenze e le assenze assenti.
Talvolta annaspi, vai avanti per il bene di tutti, ma non il tuo, sino a quando ci sono eventi della vita che diventano banchi di prova dopo i quali c’è chi rimarrà nella sua vita e chi andrà via per sempre.
Nel tempo, poi, scorgi quella dolorosa e non superabile, soprattutto a una certa età, disconnessione di valori, ne senti il tanfo, la guardi negli occhi, la riconosci subito.
Piccole e grandi incoerenze trascurate all’inizio (come la gestione dell’empatia, la lealtà, il rispetto degli impegni o della reciprocità, l’esserci) nel tempo diventano crepe strutturali impossibili da riparare.
La delusione si accumula nei non detti, nel tempo che passa, nelle cattive abitudini e della sciatteria del cuore. Quando si smette di fare chiarezza per evitare il conflitto, il silenzio inghiotte ogni cosa e si trasforma in una distanza siderale e il dopo non sarà mai come il prima.

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