“A te e famiglia. Da estendere ai tuoi cari”.
Pace, amore, bene e prosperità.
Per tutti, da tutti. Da intimi e da perfetti sconosciuti.
Con queste frasi fatte si concludono la maggior parte dei messaggi che, da qui a breve, all’insegna del cicaleccio petulante di whatsapp, creeranno un ingorgo sui nostri cellulari.
Questo è il periodo dell’anno dell’ingordigia di messaggi: messaggi a profusione per tutti e da tutti, e quasi tutti terminano con “a te e famiglia”.
Messaggi inviati e altri ricevuti; i peggiori sono quelli riciclati o girati su whatsapp, più o meno tutti uguali, senza scomodare la creatività residua.
Copia incolla docet!
Non ci facciamo mancare i video piccanti, audaci, assolutamente acontestuali rispetto alle festività, che dovrebbero strappare un sorriso e che a me evocano tanta tristezza.
Senza mai omettere amore a profusione, più o meno millantato, sempre da estendere ai nostri cari. Come se i cari (i tuoi cari) fossero un bene comune.
Per proseguire con bene, pace e prosperità, corredati da aforismi e frasi celebri. Invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia: noia mista a fastidio.
Ci sono anche i messaggi ben scritti.
Scritti con la penna del cuore.
Ma quelli sono pochi e appartengono a poche persone: quelle che hanno sempre un posto privilegiato nel nostro cuore. Per le festività e per sempre.
Coloro i quali,  nonostante il tempo e lo spazio li abbia portati via, sono rimasti incastrati nelle pieghe della nostra psiche.
Sono i messaggi che sono stati pensati per te, solo per te, da chi, per un motivo o per un altro, ti vuole bene davvero.
Quelli che indossano i panni di un significato affettivo, avvolti dalla coperta del valore emotivo, cucita da parole pensate, sentite, scritte.
Ecco, questi sono gli auguri che hai voglia davvero di trasferire alla tua famiglia. Anche in silenzio, senza colonna sonora.
A chi vuoi bene davvero: i tuoi cari.

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