Anna e le Rame di Napoli

Sei anni addietro, quando mia figlia Lucrezia si è trasferita a Milano per iniziare il suo percorso universitario, una sua cara amica mi ha portato in studio un vassoio stracolmo di dolci tipici: le Rame di Napoli.
Anna, a suo tempo, aveva l’età di mia figlia ma il cuore grande di una donna adulta (psichicamente adulta, non dal punto di vista anagrafico).
Ricordo che era autunno, pioveva e lei con la sua minicar cinquanta di cilindrata mi ha raggiunta in studio, ha citofonato e mi ha detto che il cioccolato mi avrebbe aiutata nei momenti di malinconia e nostalgia.
Quel gesto, in quel momento buio e pieno di luce, non lo scorderò mai più.
Così, ogni anno, più o meno in questo periodo, quando le nostre dolcerie iniziano a sfornare questi buonissimi dolci, mi torna in mente Anna, che nel frattempo è cresciuta e si è laureata in medicina, e il suo cuore luminoso.
Oggi è il compleanno di mio padre, che ormai da tanti anni si è trasferito altrove. È una giornata per me intrisa di nostalgia e di mancanza, di profumo di cioccolato, di peperoncino e di caffè d’orzo, gli ingredienti che ci accomunavano.
Questi dolci rappresentano per me un’alchimia di memorie e di aromi. Di mancanze e di presenze.
A me capita spesso di sentire la mancanza di chi ho fisicamente accanto – perché corpo e cuore non sempre vanno nella stessa direzione – e di trovare conforto e presenza in chi non c’è più o abbaia, miagola, nitrisce o raglia. Così, questa mattina, tra il dolore alla spalla che a quando pare ha imparato a volermi bene e a non lasciarmi da sola nemmeno per un istante, la febbre e la pioggia, ho comprato una Rama di Napoli appena sfornata, l’ho mangiata nel ricordo di mio padre e abbiamo festeggiato in silenzio.
Al primo morso mi è tornata in mente Anna, con la sua immensa dolcezza.
Ormai la mia equazione affettiva è chiara: Rame di Napoli, Anna, mancanza e riparazione, affetti cari.
Sono sicura che sarà un bravo medico e che aiuterà tante persone.
Soltanto chi ha un cuore luminoso può curare davvero.

P.S: Memorie di una giornata autunnale uggiosa e piovosa, tra le mie mancanze che sono presenze e il cioccolato che consola.

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