Ci sono dei momenti nella vita in cui consideri i tuoi demoni una maledizione, un difetto di fabbrica.
Ti senti sbagliata, eccessiva, mai abbastanza, creativa, banale, giudicata, sempre un po’ fuori posto. Poi cresci e ti accorgi che i tuoi demoni in realtà sono dei doni di cui non potresti più fare a meno, il tuo timbro di fabbrica.
Negli anni hai tentato di rimpicciolirti e di omologarti per non sentirti dire che sei ingombrante – una donna ingombrante, una mamma ingombrante, una moglie ingombrante – , per tentare di non disturbare chi ti sta accanto.
Così cerchi di stare in quegli spazi angusti del cuore che in fondo non ti appartengono, perché a te piace la luce, non gli anfratti.
I tuoi demoni in fondo sono una sorta di lente d’ingrandimento sul tuo mondo interno e quello esterno, soprattutto.
Una sorta di parabola che ti consente di percepire ogni vibrazione. Un battito del cuore che cambia in funzione di chi hai dinanzi a te o di chi pensi di avere e che in realtà non hai. Così ringrazi i tuoi demoni perché ti hanno resa così fragile e forte al tempo stesso.
Per tanto tempo hai considerato quell’esubero di sensibilità una maledizione, quella capacità di intuire in maniera profonda le emozioni altrui una condanna, la capacità di vedere ciò che gli altri ignorano – quel famoso essenziale che è invisibile agli occhi – un ulteriore peso della vita.
Alla lunga, da adulta, comprendi che questi sono dei doni, ma anche i luoghi in cui abitano i tuoi demoni.
Nel gioco della vita e dei legami, quello che a prima vista sembrava un dono insperato può rivelarsi un demone sotto spoglie seducenti. Poi, con il tempo e l’esperienza, con qualche acciacco e il cuore sbucciato, capisci che l’ordine delle cose è esattamente il contrario: i demoni che a lungo hanno dimorato dentro di te e hanno mosso le fila delle tue scelte, non scelte e passioni, in realtà, sono semplicemente dei doni che andavano compresi e accolti.
In fondo, i tuoi demoni nel tempo diventano i tuoi guardiani sobri che cosentino ai doni di essere degli strumenti di pura libertà e mai di prigionia.
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