Gli amori affamati, tra eccesso e vuoto

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La fame d’amore è quel buco allo stomaco che non si sazia in alcun modo.
È la email che latita nell’etere e che strazia le viscere.
È whatsapp senza notifiche, e senz’anima.
È una notte senza girono, l’inverno senza estate.
È lo sguardo invisibile di chi ami, di chi guardi e da cui non vieni guardato.
È la mano che non accarezza, e quella che punisce.
È il silenzio al posto delle parole, e l’abitudine al posto delle emozioni.
È l’attacco di fame notturno quando le emozioni affiorano e si fanno strada dall’inconscio alla coscienza disturbando il sonno.
È il cibo dolce, molle, salato, regressivo, consolatorio e vano che non nutre.
È una sigaretta che tira l’altra e che fa compagnia con il finto calore e la sua gestualità.
È la compulsione da shopping che non serve e che intasa gli armadi già intasati.
È l’amore sbagliato che segue e che precede un altro amore sbagliato.
È quel tarlo che ammanetta all’accondiscendenza e alla paura, alle briciole di presenza e ai macigni di assenza. Agli amanti e alle anime in affitto. Agli stalker e agli incantatori di serpenti. Ai narcisisti e ai pifferai magici.
È l’infanzia che fa male; è la vita che scorre e non ripara.
La fame d’amore è tutto e niente.
È l’eccesso e la mancanza.
È il vuoto e al tempo stesso l’eccesso.
Di fame d’amore si può morire, ma si può anche guarire, come è successo ad Adele, la protagonista di “Ex/forse ex. Amori affamati”. Il mio ultimo libro.

By |2019-01-13T12:54:07+00:0013 Gennaio, 2019|

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