Figura funesta di cui non avevamo mai sentito parlare prima di adesso, pur lavorando in sordina (o in laboratorio) per proteggerci da tutti i microbi del mondo, ha colonizzato ogni scenario, fantasia, incubo. Personalmente inizio a non sopportarla più.
Parlano di numeri, del tutto scorporati dalle persone, di sciagure, di catastrofi imminenti e postume. Ignorano del tutto la salute psichica di chi li ascolta, non correlando la possibilità di non contagiarsi, ammalarsi e aggravarsi, con le difese immunitarie e del cuore di ognuno di noi.
Forse chi è felice e meno spaventato, a parità di esposizione al virus, si ammala di meno? Sarebbe una domanda buona e giusta da porsi.
I virologi sono le nuove star del web. Litigano in diretta, si contraddicono, ci confondono. Abitano tutte le trasmissioni televisive con la loro mimica facciale preoccupata e preoccupante.
Sono diventati dispensatori di terrore con il loro lessico perentorio e punitivo, come se noi fossimo dei carnefici e non delle vittime di questa pandemia.
Degli untori inconsapevoli e in cattiva fede che si divertono a vivere alle spalle delle persone caute o ammalate, e degli scienziati, ovviamente.
La pandemia ha stravolto tutto e tutti, ha affamato famiglie intere e ha dispensato morti e tragedie; rendere ancora più buio il buio nel quale viviamo da oltre un anno, senza una parola di conforto o equilibrata (non dico di speranza), non serve a niente. Si corre il rischio di farci assuefare alle minacce e alle direttive, rendendole vane.
Sarebbe davvero auspicabile, soprattutto per mettere in salvo il nostro sistema immunitario così maltrattato dal cattivo umore, utilizzare un lessico nuovo, meno ridondante e aggressivo, che come abbiamo potuto tristemente appurare scivola addosso a tanti.
Per fortuna mia figlia non studia medicina perché se avesse scelto virologia, non avrebbe apprezzato le mie parole.

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