Coppie e Covid. La storia di Gianni, running per amore

Coppie e covid

Povere coppie, e poveri single. Il Covid ha stravolto le abitudini, l’intimità, la giusta distanza e le certezze. Ha strappato via il futuro e i sogni, ha maltrattato famiglie e lavoratori e ha messo a dura prova l’amore, sino a intrappolare tutto e tutti in un infinito e incerto presente.

Siamo passati dalla fase uno alla due e poi alla tre, per attraversare l’estate con affanno nella segreta speranza di allontanarci il più possibile da quanto accaduto. Ma l’arrivo dell’autunno ha riattivato la crisi pandemica e le crisi di coppia.

Le coppie, durante la prima fase della pandemia, sono state obbligate a vivere sotto lo stesso tetto per un tempo sin troppo dilatato, diventato poi infinito.
Hanno trasferito il lavoro in casa, i figli in casa, i nonni fuori casa e messo la sessualità in pausa. Dopo una prima fase di disorientamento e di paura, i partner – i famosi congiunti – sono stati costretti a fare i conti con il bisogno di riprendere le antiche abitudini scompaginate da un eccesso di vicinanza.

Il mondo interno di ogni protagonista del legame è stato invaso dall’angoscia e dagli altri, è venuta a mancare del tutto la giusta distanza dal mondo dell’altro e quella indispensabile dose di solitudine che serve per ricaricare le energie e il mondo interno. La paura è diventata angoscia per occupare poi ogni pensiero, ogni emozione residua, ogni slancio emotivo.
Le preoccupazioni per il domani, sempre più nebuloso e incerto, hanno sovraccaricato e schiacciato ogni sentimento, anche i più resistenti e longevi. Gli amanti sono venuti a mancare, messi in pausa e in quarantena fiduciaria, e non hanno più apportato il loro paradossale e ignaro contributo ai matrimoni traballanti.

Spezzone di una consulenza

La storia di Gianni, running per amore

Gianni è marito di Alessandra e amante di lungo corso di Giulia.
La pandemia ha messo a dura prova le sue longeve relazioni. La sua giovane e temeraria amante sperava che, a zona rossa conclamata, Gianni si trasferisse da lei, essendo single, anzi sola per lui, o per colpa sua (il risultato non cambia ma il vissuto si).
Gianni non ha accettato la forzata separazione da Dpcm, pur non avendo mai messo davvero in discussione il suo rassicurante matrimonio. Nel suo immaginario da amante cronico non aveva previsto una catastrofe di tale portata.
La sua vita era ben organizzata: da lunedì a venerdì viveva in perfetta simbiosi con Alessandra, che tra l’altro era una sua collaboratrice, e il fine settimana, i giorni rossi e agosto, con la moglie e i suoi due figli. Gianni ha sperimentato sulla sua pelle due crisi di coppia in un colpo solo: con la moglie, decisamente troppo vicina, e con l’amante, decisamente troppo lontana.
Entrambe le sue due donne esigevano qualcosa da lui: una maggiore presenza.
Alessandra bruciava di gelosia e di desiderio, aveva smesso di essere attendista e rispettosa dei tempi della presunta crisi matrimoniale di Gianni, e Giulia, la moglie, esigeva una maggiore presenza in termini qualitativi ed emotivi.
Gianni era precipitato in una condizione di lutto del cuore. Si era ritrovato con un lavoro incerto, più solo che mai pur vivendo in coppia, con una donna che pensava di voler bene e che adesso sente di non sopportare avendole attribuito il ruolo da carceriera, e con un’altra donna che crede di amare, ma che non sceglie, che lo minaccia di abbandono.
Così, per sopperire a così tanta sofferenza, Gianni che in tutta la sua vita non aveva mai fatto un tragitto che non fosse più faticoso del corridoio di casa, o del tragitto dal divano al letto, si è trasformato in running per amore.
Ogni mattina e talvolta ogni sera (insospettendo la moglie) va a correre: attraversa la città a piedi e si reca a casa di Alessandra anche per un solo bacio. Spesso litigano, urlano, si maltrattano, ma per lui va bene così. Respira smog per raggiungerla e ossigeno quando la vede, e rincasa più confuso e stanco di prima.
La terapia di Gianni è una terapia individuale perché si ostina a non voler analizzare il suo legame primario: il matrimonio.
Ha deciso di voler respirare a pieni polmoni l’adulterio cronico che si mantiene in vita perché la moglie non lo lascia, così sfrutta la relazione satellite e il brivido della clandestinità per mantenere in vita il suo matrimonio. Finché una delle due donne non si accorgerà dell’altra e lo metterà alle strette Gianni non sceglierà, non per adesso. Ha paura dell’abbandono e della morte, che stiamo faticosamente tentando di curare.

Coppie senza corpo e coppie con troppo corpo

Le coppie “emotivamente intelligenti”, così come le definisce Goleman (che possono anche sospendere la loro intelligenza emotiva in quarantena e sono anche giustificate), sono coloro che rimangono interessati a lungo all’altro, che parlano tra di loro, che si ascoltano, che non si fanno gli sgambetti e che non si manipolano.

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Sono le coppie che durante il dialogo non puntualizzano ogni sillaba, come si fa a scuola, che non indossano l’abito della maestra insopportabile, che non hanno un atteggiamento pedante e puntiglioso, che porta l’altro a difendersi dall’attacco, ma che sono concilianti e rispettosi delle diversità del partner.

In una condizione pandemica prolungata tutti i buoni propositi comunicazionali, anche se si tratta di automatismi lessicali, spesso vanno in tilt.
Litigi frequenti, mancanza di ascolto e di rispetto. Tensione emotiva e da Covid che non passa, coprifuoco e quarantene subentranti.

Così c’è una buona possibilità che abbiamo un marito ansioso e ansiogeno e una moglie ottimista e possibilista, e viceversa. Le direttive da dare ai figli sono diverse e divergenti, e la tensione aumenta a dismisura. Manca la possibilità di occuparsi delle passioni e degli hobby, rimane solo il lavoro e per di più da casa (per chi lo ha ancora) e l’eccesso di vicinanza e di stress fa precipitare nel baratro della disperazione e dell’acredine anche le coppie più pacifiche e longeve. La sessualità subisce una brusca deflessione, unitamente al desiderio, e le coppie si ritrovano inevitabilmente in panne.

Calo del desiderio, litigiosità, crisi di coppia, delle nascite e della sessualità sono gli scenari delle coppie al tempo del Covid.
Il Covid e la convivenza forzata ha stravolto la comunicazione, ha slatentizzato le emozioni silenti e ha esacerbato le tensioni pregresse.
Questo mostro chiamato Covid, generatore di angoscia, incertezza verso il futuro e stress, ha occupato tutte le stanze della vita della coppia, sostando a lungo in camera da letto.

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