Le cinque R

Quella che verrà è la settimana della terra. Un mio dolcissimo paziente che vive in Scozia e che ama la terra come me mi ha raccontato che da lunedì inizieranno i festeggiamenti, le iniziative e gli eventi – speriamo contagiosi – per ricordarci che non possiamo fare a meno del pianeta terra. Questo racconto mi ha incantata e mi è rimasto appiccicato addosso a lungo.
Mi raccontava della cinque R: riduzione, riciclo, riuso, recupero, raccolta. R apparentemente faticose da attuare, ma se ci pensiamo un attimo non si tratta di comportamenti poi così improbabili da attuare.
Dare una seconda vita alle cose, utilità a parte, mi sembra un rituale emozionante, d’amore. Riadattare un abito che è stato importante per nostra madre o per noi e donarlo a nostra figlia equivale a donarle un pezzo della nostra storia, delle nostre emozioni. È un dono intriso di ricordi che continuerà a vivere anche dopo di noi. Avrà nuovi incontri, nuovi odori, altri balli e altre carezze. Quel servizio di piatti o di bicchieri inutilizzato se diventa dono abiterà altre tavole e conterà altre pietanze e altri vini. Ascolterà altre confessioni e altre risate. Avrà una nuova vita.
Questa terra si è già sentita male, molto male, è stata e lo è ancora febbrile e infetta e sembra chiaramente invitarci ad arretrare almeno un po’, per lasciare spazio agli animali, che sembrano essere più cicili di noi civilizzati.
Questo mondo che ci ospita e che abitualmente deturpiamo andrebbe rispettato e curato, abitato in punta di piedi con cura, e averne cura per chi verrà dopo di noi.
Quest’anno così educativo e duro, così impetuoso e altezzoso, ci ha dimostrato che in realtà non abbiamo bisogno di nulla se non di libertà, salute, lavoro e amore. (Cambiando l’ordine delle priorità non cambia il risultato).
Ci ha dimostrato come l’essenziale ha improvvisamente preso il posto del superfluo.
Speriamo di aver imparato la lezione dalla pandemia, e quando arriveremo finalmente a vaccinazione ultimata nella terra del dopo, di non essere più in ostaggio dei nostri stessi comportamenti e dei nostri nemici più grandi: noi stessi.

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