Le tre S della fine di un amore

Sesso. Suocera. Soldi. I tre capisaldi di una relazione amorosa.
Quando un amore si sgretola, la brutale concretezza della realtà prende il sopravvento sui sospiri e sui sogni. Le tre S non sono solo le iniziali di tre parole, ma sono crepe in cui s’insinua il gelo.

La S di sessualità: il silenzio dei sensi
All’inizio del legame d’amore, la sessualità era il linguaggio che univa i partner, che evitava gli strappi e gli stalli, che creava ponti. Poi, nel tempo, si è trasformata in un appuntamento rimandato. La stanchezza brandita come scusa, i figli piccoli, poi adolescenti, poi il mal di testa, le preoccupazioni, i genitori anziani, il lavoro usurante. E infine diventa il luogo dell’assenza.
Non si tratta soltanto della mancanza di piacere e di carezze, ma è la concretizzazione dell’invisibilità.
Scende la notte, si spengono le luci, e i partner un tempo intimi diventano due estranei: si addormentano in differita temporale, con le loro rispettive notifiche e potenti distrazioni, schiena contro schiena, senza parole né baci. Costruiscono un muro di mattoni invisibili fatto di abbracci mancati e carezze che sembrano dare solo fastidio.
Quando mancano il corpo e i sensi, solitamente, da lì a breve mancherà anche il cuore e la coppia inizierà a zoppicare e a guardare fuori.
La fine della sessualità rimane sempre un lutto, e insieme a lei moriranno l’intimità, le parole e gli sguardi amorevoli (ma il percorso può essere anche a doppio senso).

La S di suocera: l’ombra del passato
Quando si forma una coppia, la dinamica della relazione è sempre più complessa della semplice somma delle due parti. Ogni partner porta in dote dentro il legame la sua storia di vita, i suoi valori, il suo credo e l’influenza inevitabile del trigenerazionale. Quando l’amore vacilla e attraversa una crisi, la famiglia d’origine smette di avere un ruolo di contenimento e di stare alla giusta distanza e diventa una barriera che si insinua nel legame. La suocera – ma potremmo dire la mamma, il padre, il suocero, il fratello – si trasforma in un’ingestibile intrusione, in un paragone perenne e in quel cordone ombelicale potentissimo. Più la coppia è in crisi e più il trigenerazionale diventa asfittico, e viceversa.
Lo spazio sacro della coppia viene colonizzato, tristemente invaso.
La coppia, sotto i duri colpi delle intromissioni, smarrisce la dimensione del “noi” e diventa ostaggio di una storia che è nata prima di loro.

La S di soldi
Il denaro in una coppia è il misuratore della fiducia. I soldi sono controllo, sicurezza, futuro, manipolazione, potere. Chi è avaro di soldi lo è anche di sentimenti. Quando l’amore finisce, ogni scontrino diventa un’accusa. I partner iniziano a contare i centesimi perché non sanno più contare i battiti dei loro cuori. Iniziano gli sgambetti a suon di ricatti e pagamenti evasi, seguono la mancanza di sorprese e di regali. La generosità tocca il suo minimo storico, e la coppia muore.

Quando un amore muore, le tre S rimangono lì, come macerie su un campo di battaglia. Ci ricordano che l’amore, per quanto sia un sentimento nobile, abita nel corpo, nella casa e nelle tasche. Quando queste fondamenta tremano, l’intero edificio si sgretola.

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