Ogni qualvolta incontro una coppia logorata e maltrattata dall’eiaculazione precoce, mi rendo sempre più conto di quanto questa disfunzione sessuale sia un mostro a tre teste; da cui sembra impensabile divorziare.
La prima testa del mostro è la fretta del piacere. Incontrollabile e non procrastinabile in amatoriale e vana autogestione.
La seconda testa è l’inevitabile e conseguente vulnerabilità erettiva, deriva della sessualità che fa sprofondare i coniugi in una dimensione di irreparabile sconforto.
La terza, drammaticamente inevitabile, è il calo del desiderio e la crisi di coppia.
Quando un sintomo sessuale diventa il terzo abitante del talamo coniugale, la coppia si scompagina per precipitare nel baratro del non detto, dell’astio, del silenzio dei sensi. Dei dispetti e degli sgambetti.
Così, in assenza di diagnosi e di cura, avremo una coppia sdrucita e ferita da un sintomo non troppo giovane, anzi, più esattamente, datato e attempato. Sintomo sessuale che ha lavorato in sordina insinuandosi in ogni interstizio della vita della coppia, sino a colonizzare anche le rimanenti aree sane.
Ogni disfunzione sessuale che obbliga ad effettuare un “tagliando salute amorosa e sessuale” può diventare, se ben adoperata e curata, da trappola un trampolino.
Una sessualità sana rappresenta un vero parafulmine per le intemperie della vita di coppia, averne cura è un regalo d’amore.

Per approfondire leggi anche questa riflessione: Quanti anni ha la tua disfunzione sessuale?

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