L’umore

L’umore è quella cosa misteriosa dai contorni sfocati e sfumati che stabilisce se la nostra giornata sarà strepitosa o terrificante. E di conseguenza quella delle persone a noi vicine.
L’umore è quello che non tocchiamo e non vediamo, ma lui tocca e vede noi e ci regge in piedi o ci stramazza al suolo.
L’umore è quello che contagiamo a chi amiamo e da cui ci facciamo contagiare quando amiamo.
È quella disposizione dell’animo, e del cuore di conseguenza, che ci caratterizza: cupo, ilare, bilioso, flemmatico (coloro che mi fanno spazientire di più). L’umore, per fortuna, può anche avere delle qualità transitorie non solo costanti: di buon umore, di pessimo umore, variabile (il più frequente che ci sia). E poi ci sono le cose e le persone che fanno bene e male all’umore. Ma questo è un altro discorso.
L’umore è quel misterioso flusso di energia sotterranea che ci fa sentire opachi o luminosi, bianchi o neri o nerissimi e che non ci fa accedere alle mille sfaccettature del vivere.
Ognuno di noi vive il rapporto con il proprio umore in maniera tremendamente soggettiva. Chi lo subisce, chi cerca di contrastarlo per l’intero corso della vita, chi vive sulle onde anomale delle sue fluttuazioni, e chi lo seda e lo rende più o meno piatto con le medicine.
C’è chi sull’altalena dell’umore ci vive, e chi coabita con i disturbi dell’umore. Chi li utilizza e li fa diventare poesia, come Alda Merini, e scalda e raggela il cuore di chi la legge. E chi vive tra genio e follia, o con il genio mescolato alla follia, abbracciati più che mai in un’amalgama indifferenziata. Perennemente innamorati del vuoto con i suoi pieni e della follia con le sue verità e solitudini.
E poi c’è la scrittura che tutto ripara. La medicina fatta penna o dita su un computer. Colei che con costanza e impertinenza investiga l’umore, il vuoto e il pieno, il rumore e il silenzio, l’amore e il non amore.
Lei che tutto può e che non si ferma a riposare – o tentare di stare un po’ zitta – nemmeno quando dovrebbe.
E per finire c’è il coraggio. Quando decidi che nonostante tutto vuoi essere felice, vuoi indossare e sfoggiare il buonumore. E vuoi brillare, anche e soprattutto al buio.

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