La consulenza di coppia, talvolta, viene considerata l’ultima spiaggia per la coppia in crisi.
Dopo la vacanza terapeutica, la confidenza con l’amico del cuore, il buon consiglio della mamma, la pausa di riflessione e l’amante.
Giungono in consultazione partner delusi e addolorati dalla loro dimensione dell’esistenza. Rapporti tiepidi, dal clima emotivo clemente: né troppo caldo né troppo freddo, e per di più da troppo tempo.
Matrimoni traballanti tenuti in piedi da amanti stagionali o cronici, da doppi telefoni, doppi account e doppie vite; faticose e logore. Amori ammalati che fanno ammalare.
Una sessualità saltuaria a sigillo di una presunta normalità coniugale, scevra da gioco e da empatia sessuale.
I partner ricordano più due coinquilini che due conviventi, e il ricordo di com’erano è diventato talmente sfocato da farli sentire al sicuro e in pericolo.
Poi, d’un tratto, per un motivo o per un altro, durante il cammino della vita della coppia, la crisi diventa frattura e non può più essere trasformata in risorsa.
Un partner, quando si accorge che la palude dell’immobilismo si sta trasformando in sabbie mobili, chiede aiuto alle carezze verbali della terapia.
Uno dei due, solitamente il più sofferente e il più consapevole, giunge in studio con il cuore in mano e infranto, nel tentativo di trascinare in seduta il proprio compagno di vita, che talvolta abita emotivamente altrove già da tempo.
Alcune volte è troppo tardi.
Il partner che abita le terre dell’altrove, non vuole essere coinvolto, non risponde al richiamo della terapia e non vuole nemmeno tentare di rincasare.
Così, si corre il rischio che vada via per sempre.
La paura dell’abbandono, del cambiamento e dello tsunami dell’esistenza, spaventa la coppia che, come lo struzzo, ha fatto di tutto per tenere la testa sotto la sabbia, giocando a nascondino con la verità del cuore.
Quando però uno dei due partner, mosso da coraggio e audacia, si mette a lavorare su di sé, succede che magicamente anche l’altro ne benefici in termini di introspezione.
Così, quando sembra che sia troppo tardi, in realtà, non è mai troppo tardi.