Se dove sei diventasse come stai?

Una pessima abitudine ormai interiorizzata è chiedere “dove sei” quando si telefona a qualcuno che risponde da un cellulare.
Come se la possibilità di essere sempre raggiungibili dovesse corrispondere alla possibilità di essere sempre tracciabili.
C’è una grande differenza tra interesse e curiosità. E questa differenza che non è poi così sottile ha da sempre caratterizzato il mio lavoro e le mie relazioni amicali o affettive.
Con i pazienti, nella stanza della cura, la curiosità è la grande assente. Non può e non deve esserci. Ma l’interesse, quello vero, fatto di cuore e di orecchie spalancate solo per lui (o loro, la coppia come paziente), quello è d’obbligo e non si deflette mai. Quando faccio una telefonata che non sia lavorativa – devo dire che sono pochissime e sempre di cuore -, l’interesse per chi mi risponde, e mai la curiosità, muovono le mia dita mentre compongo il numero e preparo il cuore per la voce che verrà.
Non mi sognerei mai di dire “dove sei?”, ma sempre “come stai?”.
A volte penso che se dove sei diventasse come stai si trasformerebbe in un abbraccio, un regalo della comunicazione. Una semplice domanda da parte di chi parla con te fa trasparire interesse con note di affettuosità.
Il dover rispondere sempre e in qualunque luogo – per fortuna in studio non ho il telefono di rete fissa e il cellulare è meravigliosamente senza suoneria – è già una violazione del tuo spazio privato, e se non rispondi devi anche giustificarti, dover anche dire dove sei (non so in bagno, al mare, a fare la spesa o i fatti tuoi) diventa drammaticamente invadente.

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3 Commenti. Nuovo commento

  • Non sono totalmente d’accordo….se la domanda è invasiva o retorica ovvio che non va, ma io a volte mi ritrovo a chiederla solo per sapere se ho disturbato o se la persona può parlare. Perché io rispondo solo se posso parlare, ma tanti, pur di non perdere una ipotetica “occasione” risponderebbero dal bagno sul serio…

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    • Valeria Randone
      15 Maggio 2022 06:40

      Si può sempre chiedere “disturbo? puoi?”
      O magari scrivere prima di chiamare e aspettare il nullaosta per la chiamata.
      Io la trovo invasiva e irriverente.
      Un cordiale saluto

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  • I agree with you Donna Valeria! “Un dove sei?” alla risposta del cell, al posto di un “come stai tesoro?”… è come uno sguardo freddo di fronte a un bacio profondo …

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