Sesso e ragione, un connubio imperfetto

Sesso e ragione vanno poco d’accordo tra di loro. Hanno tentato per anni di trovare un equilibrio tra vicinanza e distanza, ma non riescono a coabitare serenamente all’interno della stessa persona e coppia senza scontri efferati e feroci. Non è detto, però, che tra sesso e inconscio il legame funzioni meglio. Anche li, in quel luogo buio e misterioso accadono dei misteri invisibili agli occhi.
Vorrei raccontarvi qualche situazione spiacevole in cui alla donna non è concesso l’accesso al piacere.

Vanessa ha venticinque anni, da quando ne ha tredici soffre di cistite e rifugge gli orgasmi clitoridei perché avverte una sensazione troppo forte, non piacevole, simil dolorosa. Con il fidanzato, però, riesce a lasciarsi andare e a stare meglio. Durante il primo colloquio sessuologico emerge dal cilindro della memoria più sommersa e sofferta che da piccola Veronica faceva fatica ad addormentarsi. Aveva paura del buio e del sonno e ha dormito con i genitori fino ai suoi quindici anni. Durante le notti ha spesso prodotto sogni edipici, che Veronica nel tempo ha represso e rimosso. Oggi, grazie a un percorso introspettivo, la paziente ha attraversato, rivissuto ed elaborato il suo passato, e le sue cistiti recidivanti sembrano essere sparite.

Vittoria, invece, ha quasi trent’anni, convive da sei ed è infelice.
La sua sessualità è a dir poco disastrosa e dolorosa. Durante il giorno ha il controllo di tutto, del corpo e del cuore, di notte soffre di attacchi di bulimia.
Si sveglia di soprassalto, si alza dal letto e ingurgita in maniera compulsiva tutto ciò che trova nel frigo. Si placa e si riaddormenta soltanto quando riesce a vomitare tutto quello che ha mangiato.
Utilizza il cibo semaforo, mangia per primo un cibo colorato e smette di vomitare quando quel cibo sarà venuto fuori dal suo corpo. Vittoria non è mai stata coccolata e nemmeno abbracciata e baciata da sua madre: era una donna schiva al contatto. Da adulta ha trasformato la fame d’amore e di carezze materne in fame di cibo, sostituendo un bisogno con un altro.
Questa compensazione dà il via a un ciclo continuo, estenuante e mortifero che rende impossibile una sana coabitazione tra bisogni emotivi e sentimentali e bisogno del corpo.
Il cibo sostituisce il sesso e il sesso sostituisce l’amore materno mai ricevuto. Siamo in cammino, Vittoria inizia a fare amicizia con il vuoto.

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