Sposati in casa

Ci siamo tristemente abituati ai separati in casa.
Partner che si scelgono, si sposano, smettono di amarsi e di rispettarsi, e per occulte ragioni del cuore rimangono conviventi: separati tra le lenzuola e coniugati per il sociale e per i figli (poveri figli!). Triste cronaca di una morte annunciata.
Esistono anche gli sposati in casa. Coloro che si scelgono, si sposano, camminano l’uno a fianco dell’altro per lungo tempo. Immuni alla paura della longevità amorosa.
Il cammino non è sempre pianeggiante, e nemmeno lussureggiante; ci sono inciampi, intoppi, silenzi che uccidono e che chiudono le porte all’altro e a sé stessi nell’altro. Parole dure e riparazioni. Durante la strada lastricata di emozioni e fatiche ci sono talvolta anche i figli, i panni e le notti insonni. Le tempeste adolescenziali e gli scompensi ormonali delle varie stagioni della vita. Ci sono i mutui e i sacrifici, le malattie o semplicemente la noia. Gli incontri sono variegati e ben assortiti.
Ma gli sposati in casa vanno avanti. Si scelgono ogni giorno, magari a giorni alterni, e nonostante la fatica rimangono.
Non consegnano il loro amore alla fretta e non burattano la pazienza alle ortiche: investono e curano.
Nonostante la possibile mancanza di giochi e di spensieratezza, la presenza di discorsi talvolta mal pronunciati, di alcuni abbracci a senso unico e di qualche muro che ogni tanto i coniugi erigono per trovare uno spazio per sé senza l’altro, rimangono dentro quel luogo sicuro e in disuso che continua ad essere il matrimonio o la convivenza.
Il tasso di mortalità dei matrimoni è elevato, ma nonostante ciò c’è chi rimane felicemente sposato in casa.

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