Un mese fa circa Roberto Arduini, pensieri e voce dei Lunatici di Rai Radio 2, così, a bruciapelo mi chiese se è giusto e opportuno fare l’amore al primo appuntamento.
E io gli dissi: assolutamente no!
Oggi ritorno a parlare di alchimia sessuale, di estasi, di passione e trasgressione.
E vi spiego ancora una volta la differenza tra ginnastica circense e sessualità.

Una dedica unica

C’è chi dedica una canzone o uno scritto alla persona amata e chi, in maniera audace, una trasgressione. Dedicare una trasgressione alla persona amata consegna la coppia a una nuova complicità, che si trasforma subito in condivisione amorosa.
Quindi esclusione di chi non è il prescelto.
L’erotismo – molto diverso dalla pornografia – è un’architettura fatta di sottigliezze e sfumature cangianti, di allusioni e reticenze.
Nel caso di amanti audaci e rodati, i corpi si cercano, bramano intimità, e l’eros regala loro un’intimità segreta, inedita, unica. Nata dall’alchimia del loro incontro: di testa, di cuore e di corpo.
L’intensità sensoriale trionfa sulla noia, sulla ripetizione di copioni già esperiti, sull’insipido, sul già visto e già fatto.
Quando una coppia è intima, solo allora e non prima, succede qualcosa di magico. Arriva quell’onda anomala e irreperibile chiamata estasi, un’esperienza penetrante e pervasiva. L’estasi arriva soltanto quando non c’è più imbarazzo o timidezza, quando c’è il gioco, la parola, l’ascolto, l’entusiasmo, il desiderio.
Quando non c’è più razionalità ma trasporto. Quando l’imbarazzo lascia il posto alla passione e alla spontaneità.
La coppia rodata sotto le lenzuola non si chiede che cosa sta provando l’altro o se la cosa fatta è giusta o sbagliata. Segue il sentiero dei sensi. L’estasi arriva solo quando c’è una sintonia profonda con i desideri. La conoscenza sessuale deve essere cieca, graduale, totalizzante, altrimenti non funziona.
Quando un partner ha paura del suo stesso desiderio, quando è in ansia per il risultato, per il significato di quello che fa o desidera, in quel caso la sessualità mira al risultato e si riduce al mero e triste atto ginnico. E non c’è niente di più noioso, sterile e asettico dell’atto ginnico.
Quando, invece, c’è conoscenza e intimità c’è un reale trasporto grazie all’impeto della passione.
Soltanto in quel momento avviene la reale conoscenza dell’amante. Non prima. Non per altre vie.

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