Vorrei una donna vergine, una donna senza passato

//Vorrei una donna vergine, una donna senza passato
  • Donna vergine

Una donna vergine.
Fisicamente, e d’animo.
Una donna senza passato.
Senza un pregresso amore.
Senza la memoria corporea del piacere.

Una fantasia frequente è quella di incontrare una donna senza un passato emozionale, e soprattutto, sessuale. Una donna vergine.

Una donna per la quale poter essere il primo.
Il suo primo bacio.
Il suo primo batticuore.
Il suo primo rapporto sessuale.
La sua prima volta, in tutto.
Una donna che perda la sua verginità, che si conceda, che si doni.
Insomma, il suo primo tutto.

Quali paure, e quali meccanismi di difesa, cela questa fantasia o bisogno psichico?

Una donna vergine, secondo le più svariate leggende metropolitane e voci di popolo, dovrebbe essere una donna senza esperienza, senza un passato emozionale, ed un passato sessuale.
Una donna  che non è in grado di fare confronti, quindi, non troppo esigente.
Una donna vergine, senza passato, dovrebbe essere una donna rassicurante.
Non ansiogena.
Non navigata.
Una donna che non si accorgerà di eventuali disguidi sessuali del suo partner.
Ed ancora, una donna che  non avrà memoria corporea di pregresse intimità, ne dimensioni, ne tempi dell’amore.

L’insicurezza in amore, i mille dubbi, e le mille paure

Mille incertezze, e mille insicurezze, altrettante rimuginazioni di tipo ossessivo e difensivo, accompagnano i partners insicuri, e nutrono la gelosia retrospettiva.
I partners che hanno – o hanno avuto -, qualche screzio con la loro crescita psico-sessuale, la loro sessualità, e con la loro autostima, saranno affascinati da una donna vergine.

  • Cosa spaventa del passato amoroso e sessuale di un partner?
  • La paura del confronto?
  • Il ricordo della sua pregressa felicità sessuale?
  • Il passato di un partner garantisce il suo presente, e soprattutto, il suo futuro?
  • Una donna, o un uomo, incensurato, senza la fedina penale sporca di un’altra vita, è davvero garanzia di fedeltà postuma?
  • Di felicità?
  • Di lealtà?
  • E, se invece, un partner che non ha amato a sufficienza, un bel giorno, si svegliasse con un desiderio acuto di voler recuperare gli arretrati amorosi e sessuali?
  • Se un curriculum erotico sparuto e spoglio di esperienze, fosse invece, più una problematica che una certezza?

La prima volta dell’anima

“Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna.
 Questa è la loro sciocca vanità.
 Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l’ultimo amore di un uomo”
 Oscar Wilde

Censurare i ricordi

Noi siamo il nostro passato.
Siamo il frutto dei nostri ricordi, delle nostre emozioni, delle nostre esperienze.
Siamo cresciuti a pane ed esperienze, a pane e dolore, a pane ed emozioni.
Molti uomini, profondamente insicuri, gelosi e possessivi, sono spesso gelosi del passato delle loro donne.
Vorrebbero, nel loro immaginario delirante e difensivo, che la donna amata avesse avuto solo lui.
Che avesse iniziato ad esistere, a camminare, ad amare, soltanto “con e grazie” a lui.
Giocano con la fantasia a fare il demiurgo, a plasmare la sua personalità, la sua psiche, la sua vita.
Si barricano dietro una lettura di tipo manicheo.
Bene o male.
Prima e dopo.
Santa o puttana.

L’amore cambia con noi

Un amore vissuto a sedici anni sarà il “primo” dal punto di vista temporale – nutrito dal batticuore e dalle mani sudate -, ma sarà un amore acerbo, consono all’età anagrafica.
Com’è giusto che sia.
Pensiamo che non finirà mai, che durerà per sempre, che ci camminerà a fianco a lungo.
Non immaginiamo la nostra vita senza di lui.
Ed invece finirà, e ci trasformerà.
Passano gli anni, le cicatrici si risanano, e si torna ad amare con un tassello in più nella scala della consapevolezza.
Un amore dei venti, o dei trenta anni,  non sarà mai come un amore dei quaranta o dei cinquanta.
Un amore fortemente voluto, nutrito da attenzioni e cure, scaldato dalla coscienza e dalla maturità di un volere adulto e consapevole.
Noi tutti, siamo senza dubbio il frutto delle nostre esperienze – positive, e soprattutto, negative -, pregresse.

Conclusioni

Spesso il rischio peggiore è la prudenza.
Una donna sottomessa e senza passato, ostaggio della sua integrità, che non deraglia, che non sbaglia e, che, per di più, oltre ad un passato, non ha un presente, è una donna che non sceglie, ma che viene scelta.

By | 2017-02-27T19:51:30+00:00 27 febbraio, 2017|Categories: Psicologia|Tags: , |

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