Ci fidiamo delle braccia di chi ci ha allattato al seno appena nati. Dell’odore del latte materno, dell’odore di chi amiamo davvero.
Ci fidiamo del compagno di banco dell’asilo, finché non ci ruba la merenda. Dell’amica del cuore, finché anche lei non ci tradirà in qualche modo. Ci fidiamo del medico a cui affidiamo la nostra salute, e svolte la nostra salute del cuore.
E ancora, dell’uomo che abbiamo scelto come compagno di vita, fino a prova contraria.

Le strade verso la fiducia

La fiducia è quel bene, di lusso, ormai in via d’estinzione. È quel sentimento che ti fa sentire al sicuro. Protetta.
Che ti fa abitare l’assenza scaldandoti il cuore. La fiducia c’è o non c’è.
Se non c’è non la puoi inventare.
Se c’è la puoi solo accarezzare, e lei accarezza te.
Il percorso verso la fiducia – quella totale, e totalizzante – è complesso e faticoso.
La capacità di fidarsi, e affidarsi, è correlata a quella dote di fiducia primaria che abbiamo o non abbiamo ricevuto in dote durante i primissimi anni della nostra vita.
Da come siamo stati, o meno, amati e protetti.
Quell’amore incondizionato, rassicurante e tattile, di anima e di sensi, che ci ha abbracciato e scaldato per farci crescere.
Per farci sentire meno soli.
Per farci diventare coraggiosi, intraprendenti.
Per non farci avere paura del buio, paura del mondo, paura delle emozioni. E anche di amare.
Così come si impara ad amare, si impara ad avere fiducia.