Chi è stato amato male

Chi è stato amato male, poco, in modo distorto, intermittente o zoppicante, rimane scorticato. Senza pelle. Senza protezione. Affamato e bisognoso di tutto. Chi è stato amato male si sente brutto pur essendo bello, non proprio una cima di intelligenza pur essendo intelligente, grosso pur essendo in forma, inadeguato anche se non ha nulla di sbagliato. Una sorta di Calimero, sporco e nero, reso invisibile dalla fuliggine proprio agli occhi di chi dovrebbe amarlo.
Chi è stato amato male si sente fuori posto e fuori dal cuore di chi ama, sempre. Ha bisogno di conferme e di prove d’amore.
Di abbracci, quelli forti e veri, nei quali abitare per essere certo di non essere abbandonato. Ha bisogno di baci a profusione, profondi, d’amore e di desiderio. Ha bisogno di pelle e di sguardi. Di carezze e di protezione.
Chi è stato amato male ha bisogno di desiderare il desiderio e di sapere che chi ha scelto di vivere con lui, o lei, faccia altrettanto, perché per lui l’invisibilità è una coltellata in pancia.
Chi è stato amato male ha ferite profonde, anzi profondissime, che talvolta cicatrizzano altre volte sanguinano, e anche quando tacciono in realtà parlano sempre.
Chi è stato amato male sente con la pelle, con il cuore, con l’olfatto, e anche con le orecchie. Non gli sfugge mai niente di nessuno, e purtroppo nemmeno una briciola della sofferenza che abita in lui. Perché chi è stato amato male è sensibile in maniera eccessiva e forse è eccessivamente permaloso. Ingoia rospi amari da quando è nato, la vita e il famigerato balsamo del tempo che passa e impolvera le mancanze ma non le guarisce non si trasformano mai in cura.
Perché chi è stato amato male è sensibile anche a un soffio di vento, a uno spiffero, a una porta che si chiude e con il suo moto sposta quella polvere che fingeva di essere balsamo, e tutto torna a sanguinare.
Chi è stato amato male ama senza censure e prudenze. Si concede, si dona e dona, perché in fondo al suo cuore pensa che per riceve amore bisogna meritarlo e anche dimostrarlo.
I non amati sono dei cuori in bilico che come i funamboli camminano tra l’ostinazione e la paura.
Perché chi ha subito un danno ha una voragine al posto del cuore, ha una falla a bordo dalla quale imbarca acqua, e non sempre riesce a trovare la luce anche quando è buio.

3 Commenti. Nuovo commento

  • È proprio così esattamente così. Per fortuna in questo buio ci sono persone come lei che come la luce di un faro guidano i non amati verso la consapevolezza che l’amore è gratis e che ce lo meritiamo. Io quella luce non l’ho mai spenta, da quando ho capito che la luce sono io ho imparato ad amarmi, ad accettarmi e a non ascoltare più le voci contrarie. Mi prendo cura di me, ho imparato e non lo dimentico più.

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  • Buonasera Dottoressa,
    sono senza parole, credevo che nessuno potesse vedere coi miei occhi. A questo punto mi viene pure da pensare che, in realtà, nonostante la passione e le pazzie infinite, io non ho mai amato. Perché, come si può conoscere il sapore di una pietanza se non vi siamo mai nutriti di quella pietanza? E come possiamo preparare il piatto se on abbiamo gli ingredienti e nemmeno la possibilità economica di comprare gli ingredienti al supermercato del Sentimento?
    Il balsamo del tempo e nel tempo è una allegoria leggera, tormentata è bellissima.
    Io ho gettato e nascosto il mio viso tanto tempo fa, e non riesco a guardarlo, però, una foto in compagnia riesce ad ammorbidire la bruttezza.
    Si, credo che i non amati non abbiano sviluppato gli enzimi per esplorare e navigare il sentimento e a cavallo del sentimento, ma forse, i non amati possiamo mutare le nostre emozioni e sensazioni in creatività.
    Si, non voglio lasciare questo mondo senza aver fatto qualcosa di bello.
    Non voglio giocare una bellissima partita senza segnare in rete.
    Sa cosa penso? Qualora dovessi riuscire a segnare verrei amato da coloro che invece sono cresciuti amati.
    Forse l’amore è come la cattura di un pesce:il tipo di amore dipende dall’esca che usiamo e dal territorio in cui andiamo a pescare, e non è detto nemmeno che l’esca migliore vada bene per quel territorio!. In ogni caso, alla mia età siamo come dei mari in cui i pescatori hanno distrutto ed eliminato qualsiasi organismo vivente.

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