La ferita dei non amati, il marchio della mancanza d’amore

//La ferita dei non amati, il marchio della mancanza d’amore
  • Mancanza d'amore

“C’è sempre una certa follia nell’amore. Ma c’è anche sempre qualche ragione nella follia”.
Friedrich Nietzsche

Brave, buone, obbedienti, sottomesse.
Molte donne hanno imparato precocemente sulla loro pelle che per essere amate davvero devono incarnare l’ideale della figlia perfetta, perché l’amore va meritato e barattato.
Nulla di più falso.
Una bambina che faticosamente diventa adulta nutrendosi di briciole d’amore e di presenza, di ricatti e di manipolazioni, diventerà un’adulta che non saprà riconoscere il sapore del vero amore, e che si accontenterà.
Questi elementi saranno poi i precursori degli amori malsani o tossici, asimmetrici o fedifraghi, ed anche violenti e criminali.

L’amore è. Come nasce una coppia

Quando nasce un amore, il suo percorso, la sua accelerazione o i suoi svariati intoppi o possibili decessi, non possono essere disgiunti dalla storia affettiva ed emotiva di entrambi i protagonisti della coppia.
L’amore con le sue dolci seduzioni, false verità ed atroci vendette, ci cammina a fianco sin da bambini e grazie a lui nasciamo, cresciamo, ci nutriamo e, talvolta, ci avveleniamo e moriamo.
La coppia è molto di più della semplice somma delle sue parti.
L’ incontro tra due persone è un alchemico percorso, frutto del passato di ognuno di loro, del loro presente individuale e di coppia e delle loro più segrete aspettative di vita futura.
Alla luce di ciò, ci rendiamo conto di quanto sia importante nella scelta del partner e nell’accostarsi a lui, avere ricevuto una “base d’amore sicura” durante l’infanzia come dote affettiva.
Le terre dell’infanzia rappresentano il cantiere per la costruzione della psiche.
Il luogo, altamente simbolico, indispensabile per erigere le basi solide dell’autostima, della struttura di personalità e dell’amor proprio.
Un partner che non è stato amato e nutrito a sufficienza, quindi affamato d’amore, si accontenterà di qualunque riempitivo – sano o meno sano, nutriente o velenoso – senza riconosce il sapore del vero amore.
Sappiamo bene che la capacità di scegliere prima il partner e di stare in coppia dopo, dipende da come siamo stati amati e, soprattutto, se siamo stati amati.

Coppie, mal d’amore, tradimenti e divorzi. Cosa comporta una pregressa mancanza d’amore

Un’originaria mancanza d’amore porta con sé, come un effetto domino, una serie di tante altre mancanze e lacune che, inevitabilmente, andranno a sfociare, come il corso d’un fiume, nel rapporto di coppia, mare di navigazione comune.
La “ferita dei non amati” è la causa di una carenza di “fiducia di base” e di amore verso se stessi, e solo dopo, verso il partner.
Chi ha sperimentato quell’antica, dolente e sanguinolenta ferita, non sarà mai capace di “amarsi”, “amare” e, soprattutto, “lasciarsi amare”, coniugazioni psichiche del verbo amare, difficilmente attuabili senza una base sicura che funge da zattera di galleggiamento per le inevitabili mareggiate relazionali.

Molte storia d’amore sono storie d’amore tra anime complici e tra infanzie – o voragini dell’infanzia – simili.

Nella maggior parte delle storie di vita delle coppie che ho in trattamento, le lacune dei loro attuali rapporti, hanno radici lontane.
Lacune che caratterizzano le precoci esperienze amorose non felici vissute nell’infanzia, esperienze che hanno poi condizionato – ed influenzato profondamente- le successive relazioni amicali e sentimentali, creando una “memoria corporea del non amore” e della sofferenza.

Qualche segnale della fame d’amore

Cambiano gli scenari, cambiano i copioni, e cambiano gli attori, ma non cambia la fame d’amore.
La fame d’amore si manifesta quasi sempre con le stesse caratteristiche, atroci ed insopportabili:

  • Un bisogno d’amore incolmabile
  • Una tristezza impossibile da sopportare
  • L’amore visto e vissuto come una stampella
  • Iper investimento del partner
  • Una disperata e totalizzante dedizione all’amato/a
  • Efferata gelosia
  • Possessività
  • Bisogno di conferme e di certezze
  • Ansia ed ansia da separazione
  • Il non sentirsi mai abbastanza amati
  • Mancanza di interesse per sé e per i propri interessi e spazi provati (con uno spostamento emozionale verso il partner)
  • Devozione estrema
  • Ansia e panico di fronte ad ogni contrattempo o temporanea distanza dal partner (anche un ritardo ad un appuntamento, o un messaggio evaso, può fare sprofondare nell’angoscia più cupa il partner che soffre di dipendenza affettiva)
  • Assenza totale di confini con il partner
  • Tendenza alla simbiosi ed al rapporto fusionale
  • Difficoltà a reggere la distanza
  • Paura dell’abbandono

Quando il proprio benessere e la propria qualità di vita dipendono da un’altra persona

Chi da bambino ha dovuto implorare amore barattandolo con ottimi voti o prestazioni sportive performanti, ha chiaramente subito un torto, in quanto l’amore non si permuta, né è una moneta di scambio, ma è totalizzante e totalmente “discendente”.
Questo sfortunato infante, adulto di domani, non sarà capace di modulare l’amore durante le future esperienze di coppia, oscillando tra un desiderio massiccio e mai del tutto appagato di amore assoluto e fusionale – nutrito sempre e comunque dai priori mostri interni e da efferate angosce abbandoniche – al non amore, trincerandosi dietro una corazza difensiva.
Quindi, ricapitolando, non tutti i non amati sono destinati alla solitudine, alla disperazione, o alla fame d’amore cronica, perché dalla fame d’amore si può guarire.
La ferita dei non amati può cicatrizzare.
La voragine affettiva può mai essere risarcita, ricucita, nutrita una volta per tutte.
Riparata e seppellita nella soffitta dei cattivi ricordi.
Ci vorrà tempo, le cure adeguate, e pazienza.
La ferita dei non amati, se non elaborata all’interno di un setting psicoterapico, tenderà a ripresentarsi in maniera non elaborata e ad influenzare le future relazioni d’amore.
Per poter gioire appieno dei piaceri del vivere in coppia, diventa assolutamente indispensabile avere conosciuto, combattuto e vinto i propri mostri interni, o perlomeno, averli messi a fuoco, ed avere fatto pace con loro.
Una psicoterapia individuale od una terapia di coppia, da valutare di volta in volta, rappresenta l’unica strada possibile di nutrimento psichico e relazionale per sanare e nutrire il passato e diventare finalmente per se stessi quella “madre e quel padre amorevole” che mancavano quando dovevano essere presenti.

By |2018-06-18T19:43:24+00:0017 giugno, 2018|Categories: Psicologia|Tags: , |

5 Comments

  1. Giuseppe 30 maggio 2017 al 1:09 - Rispondi

    Gentile Dottoressa,
    per chi si trova in questa condizione chi è il professionista giusta da cui farsi seguire? E’ quindi possibile una remissione totale? Considerato che potrebbero essere anche sintomi più clinici/psichiatrici quali depressione o pensieri/comportamenti narcisistici e borderline. In questo caso non c’è mai stata la costruzione di nessun rapporto affettivo stabile (nè coi genitori, nè coi fratelli, nè con amici, nè con nessuna donna) a 30 anni di età.
    Grazie

    • Valeria Randone 30 maggio 2017 al 9:02 - Rispondi

      Gentile Utente,
      ogni storia di vita é una storia a se stante, non omologabile alle altre.
      La diagnosi clinica, non viene fatta con l’elenco dei sintomi, o dei disagi, ma esplora davvero tanto altro, incluse le risorse psichiche che potrebbero essere adoperate in terapia.
      Se ha una sintomatologia “fisica” cioè un corteo di sintomi, come per esempio disturbi psico-somatici, insonnia, cefalea, altro.. la terapia più indicata è quella combinata: farmacologica e psicoterapica (neurologo/psichiatra e psicoterapeuta).
      Se invece, non ci sono sintomi fisici ma psichici e relazionali (se non ho mal capito il problema maggiore è l’affettività), va benissimo uno psicoterapeuta, meglio se perfezionato in sessuologia clinica.
      Anche dalle ferite d’infanzia si può guarire.
      Un caro augurio per tutto.

  2. Giuseppe 31 maggio 2017 al 1:05 - Rispondi

    Esatto, direi il secondo caso.
    Grazie

  3. Elena 20 dicembre 2017 al 0:45 - Rispondi

    Buongiorno dottoressa,
    ho 34 anni e sono afflitta da questa eterna ferita “dei non amati” l’ho realizzato solo adesso attraverso un accurata analisi del mio rapporto sentimentale con mio marito e dopo la lettura del famoso testo “ la ferita dei non amati”.
    Ho letto che lei non effettua sedute via Skype, io vivo a NY e sono alla ricerca di un /una terapista che possa aiutarmi con questo problema, ma che necessariamente lavori anche via Skype.
    Se lei non opera in questo modo saprebbe consigliarmi qualcuno che lo possa fare ?

    • Valeria Randone 20 dicembre 2017 al 9:05 - Rispondi

      Gentile Elena,
      non lavoro via Skype per scelta, perché toglie valore al sentire del paziente, all’incontro – indispensabile – de visu, ed all’intensità del lavoro svolto.
      In Italia inoltre, la psicoterapia online, non la consulenza, è vietatissima dalla legge e dagli ordini di appartenenza.
      Non so come poterLa aiutare, credo che le converrebbe cercare un clinico americano.
      Un caro saluto, ed auguri per tutto.

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