Quando il narcisismo patologico è donna

Quando il narcisismo patologico è donna

Siamo abituati a immaginare coppie malsane formate da uomini narcisisti e donne preda. Uomini che manipolano e donne che si fanno manipolare. Uomini dominanti, o falsamente dominanti, e donne ammalate di dipendenza affettiva.
Insomma, un incastro perfetto: un partner narcisista e uno depresso. Si incontrano tra mille anime: si riconoscono, si scelgono. Il narcisista inizia ad accudire la sua preda con costanza e garbo, mentre tesse la sua pericolosissima ragnatela.
In cambio riceve un immediato ritorno in gratitudine e riconoscimento. Passano i mesi, spesso gli anni, e la relazione narcisistica diventa sempre più intensa e letale.
La donna-partner di un uomo narcisista diventa sempre più dipendente e fragile, e lui sempre più ingombrante e prepotente. Le acque diventano torbide, la dipendenza psicologica assoluta, la sessualità passionale, la confusione regna sovrana.
Il legame tossisco, come tutti i legami letali, assume un fascino indiscusso e la manipolazione viene confusa per amore, con il rischio di sopravvivere all’usura del tempo e del quotidiano, e di sfiorare il per sempre.
In barba agli stereotipi di genere e alle infinite sfaccettature delle sofferenze per amore, accade anche il contrario: l’incontro tra una donna narcisista e un partner depresso o insicuro.

I primi studi, decisamente pionieristici, sul narcisismo nacquero con la mente di Freud a lavoro. “Narciso, bello e acerbo, si specchia nell’acqua e si innamora della sua stessa immagine. Si struggerà per quell’amore e non rimarrà altro che un uomo annegato in uno specchio d’acqua”. Freud, in “Introduzione al narcisismo” riprende il mito di Narciso narrato da Ovidio e apre le danze ai suoi studi.
Sono passati gli anni, ma le relazioni tossiche non smettono di mietere vittime.

Come tu mi vuoi. Il gioco delle parti nel narcisismo patologico

Noi clinici siamo abituati a leggere email e racconti strazianti di donne abusate e maltrattare, in un secondo momento a riceverle in studio nel tentativo di salvarsi la vita perché ammaliate dai narcisisti e ammanettate al loro presunto amore.
Donne ammalate di dipendenza affettiva che per ricomporre i cocci della loro psiche in frantumi vengono in consultazione. C’è una notevole differenza di genere nel chiedere aiuto: le donne lo fanno con più facilità, gli uomini si vergognano.
La donna rimane il ministro degli esteri del rapporto di coppia; è colei che chiede aiuto, che va in consultazione e che quando sta male va in cura. Gli uomini, solitamente, quando sono sofferenti tendono a procrastinare e a non chiedere aiuto, con la segreta e omertosa speranza di farcela da soli.

Un uomo vittima di una donna narcisista brancola bel buio, non comprende cosa gli stia accadendo, nonostante stia molto male.
Nelle relazioni narcisistiche l’ambivalenza governa la coppia. Così, da un lato si sente lusingato per essere stato scelto e dall’altro sente forte l’attrazione mentale e fisica che gli impedisce di prendere le distanze dal partner tossico.
In realtà, il narcisismo patologico non conosce differenziazione di genere, si coniuga anche al femminile ma è difficilmente riconoscibile, soprattutto a occhio nudo.
Il modus operandi con cui si manifesta è diverso da quello maschile, per questo motivo tende a non essere sovrapponibile e a trarre in inganno i non clinici.
La donna narcisista sembra essere una compagna perfetta.
Dolce, falsamente arrendevole, mite e incline alla sottomissione. Gentile e attenta a ogni bisogno del suo compagno di vita. La donna che tutti vorrebbero incontrare almeno una volta nella vita. Millanta integrità sessuale e morale, ma nel suo raccontarsi con dovizia di particolari e benevolenza, brilla e manipola l’interlocutore.
Le donne narcisiste, inoltre, sono donne estroverse e brillanti, interessanti e colte, molto centrate su loro stesse e sul loro aspetto fisico, amano apparire con abiti ricercati e mai banali.
Sono donne molto centrate sulla loro realizzazione e sui loro obiettivi, così, spesso, i partner diventano il mezzo per arrivare a un fine. Da un primo sguardo non sembrano donne algide o distanti, fredde e calcolatrici, ma amabili e presenti. Sono donne perfezioniste, che non lasciano nulla al caso, che si dedicano alla coppia e alla famiglia in maniera maniacale e ossessiva, dimostrando al mondo il loro amore.

Nonostante le diversità apparenti di comportamento tra i generi, i tratti distintivi rimangono sempre gli stessi del narcisismo maschile: supponenza e arroganza, capacità distruttiva e manipolazione.
La donna narcisistica tende a reiterati tradimenti per nutrire la sua autostima, ha grandi capacità seduttive amabilmente ricercate e affinate negli anni, mai lasciate al caso.
Segue la propensione al comando: della relazione e del partner.
In una prima fase la narcisista patologica tende a indossare i panni di una compagna affabile e amabile, diventa insostituibile nel suo essere camaleontica, intrigante e necessaria, fragile e bisognosa per lusingare il suo uomo-vittima-preda.
Le donne narcisiste attirano uomini simili a loro: narcisisti e insicuri che hanno bisogno di splendere e di specchiarsi uno sguardo adorante.
Così può capitare che abbiamo una coppia formata da un narcisista overt e da uno covert.
Il narcisismo overt sprizza autostima da tutti i pori, unitamente a una bassa tolleranza alle critiche. Il narcisismo covert, invece, è iper sensibile alle critiche, rumina costantemente pensieri ed emozioni, e mostra una chiara scarsa autostima.
L’obiettivo finale della donna narcisista è sempre quello di catturare il suo partner e di renderlo dipendente da lei, passando dalla lusinga, facendolo sentire speciale e unico.
Con l’andare aventi del tempo, quando la relazione diventa stabile o la donna ha già la fede al dito o un figlio in grembo, emergono i lati peggiori di cui questa struttura di personalità è portatrice.
La narcisista patologica si trasforma in una mantide religiosa, una vera e propria vampira di energie psichiche. Si trasforma in una compagna che si arrabbia facilmente, che accusa sempre l’altro di ciò che non va, che lo punisce e lo ricatta. Lo accusa di continuo ma al tempo stesso recrimina il suo affetto e le sue attenzioni, destabilizzandolo.
Lo fa sentire costantemente in colpa per le sue presunte mancanze e gli attribuisce tutte le colpe del suo malessere.

Spezzone di una consulenza: la storia di Arturo, dal baratro alla rinascita

Buonasera dottoressa Randone,
vorrei raccontare la mia storia e vorrei che le pubblicasse perché mi sembra giusto mettere in guardia molti uomini.
Esiste un rischio enorme nel quale si può incorrere quando si è profondamente innamorati e ingenui, e quando si trova la donna sbagliata. Io non credo di essere uno stupido, sono un professionista affermato e molto apprezzato in azienda. Ho avuto un’infanzia molto complicata, caratterizzata da una madre particolarmente dominante e manipolativa che ha abbandonato mio padre e me quandoIo avevo appena 14 anni per andare a vivere con il suo amante di sempre. (Adesso capisco che mia madre soffoca di narcisismo patologico e io ho cercato una donna esattamente come lei). Sono cresciuto con grande rigore sotto le ali austere della protezione paterna, sono sempre stato terrorizzato dall’idea di amare e di essere poi abbandonato. Per scelta non sono diventato padre. Conscio delle mie criticità psicologica sono passato da una donna all’altra senza sperare di trovare la donna della vita.
Poi arriva lei, bellissima, apparentemente dolcissima e premurosa, intelligente e lungimirante. Parla il mio linguaggio, sembra arrivare dritta al cuore. Mi osserva, mi scruta, mi punta come se fossi una preda e lei un cane da caccia. Mi fa innamorare perdutamente di lei mostrandosi dolce e al tempo stesso con le idee chiare, bisognosa di sostegno psicologico affinché io potessi sentirmi un uomo potente e indispensabile. Dal passato casto, così dice, mi fa credere di concedersi solo a me e di amare solo me. E io le credo. Aveva frequenti sbalzi d’umore, e quando stava male le colpe del mondo erano mie. Io che non l’ho sposata, io che non la sceglievo in maniera definitiva, io che non la rendevo madre mentre gli anni passavano inesorabilmente.
La nostra relazione è durata cinque anni. Oggi posso dire cinque anni d’inferno. Soltanto al pensiero dei momenti peggiori riesco a sentire ancora il dolore atroce della confusione esistenziale. Per lei: ho lasciato il lavoro per ricominciare in un’altra città, cercando di starle sempre più vicino. Mi sono sobbarcato di mutui e di debiti nel tentativo di renderla felice di regalarle una casa bella nella quale poter abitare. Ci siamo lasciati, ripresi, abbandonati. Lei mi ha tradito più volte, ma io l’ho scoperto soltanto in seguito. Adesso ho scoperto che è una narcisista. Una donna che ha utilizzato il suo disturbo psichico come un’arma per manipolarmi, estorcermi dei favori e del denaro, e abbandonarmi quando non avevo più energie e soldi per poterla soddisfare.
Quando durante una delle nostre crisi, le suggerì di andare in terapia per salvarsi e per salvare il nostro rapporto, lei, con fare sprezzante, rifiutò.
Mi disse che avrebbe potuto fare la terapeuta della terapeuta. Che non aveva bisogno di niente di nessuno. Che la colpa del suo malessere ero io. E con fare istrionico, manipolativo e seduttivo, glissò il mio suggerimento.
Da qualche mese sono in terapia, e spero di riprendere in mano la mia vita. In un modo nell’altro. Mi auguro di poter dimenticare questo bruttissimo capitolo della mia vita e di poter amare ancora. La ringrazio dottoressa per l’ascolto, per i video, e per le infinite letture che lei mette a disposizione quotidianamente.
Con stima.
Un suo affezionato lettore

Arturo.

L’uomo immobile tra silenzio e tormento

Gli uomini-preda di relazioni invischianti e svalutanti non chiedono aiuto ai clinici sperando di farcela da soli.
Soffrono in silenzio, non comprendono, annaspano tra la dipendenza affettiva e la fame d’amore atavica che questo rapporto malsano ha slatentizzato, e rimangono paralizzati dall’ansia e dalla paura di perdere l’oggetto del desiderio.
Appaiono i primi sintomi, esattamente come accade a parti invertite: ansia, insonnia, deflessione del tono dell’umore, frane esistenziali e lavorative, isolamento e scollamento dalla realtà circostante.
Una narcisista è letale tanto quanto un uomo con lo stesso disturbo psichico.
Si insinua sotto pelle, accede ai nuclei più profondi della psiche del suo partner, gli prosciuga l’anima sino a neutralizzarlo del tutto. Queste donne si appoggiano al partner, si presentano per quello che non sono, recitano a copione scene madri manipolando e supplicando attenzione e cura, e si aggrappano alla relazione di coppia prosciugandola di ogni energia residua.

Infanzia e voragini affettive

Un uomo o una donna narcisista non lo sono per caso e nemmeno per loro volontà. Sono, a loro volta, delle vittime. Vittime del loro stesso passato dolente e irrisolto.
Le cause, come sempre, sono da rintracciare nelle terre dell’infanzia di questi pazienti. In nuclei familiari disfunzionali e inadeguati.
La loro infanzia è stata caratterizzata da un genitore o una figura vicariante con atteggianti dittatoriali e tiranneggianti, che li hanno fatti sentire costantemente inadeguati o inquisiti.
Quando ci troviamo a lavorare con un paziente narcisista dobbiamo comprendere se si tratta di un narcisismo primario o secondario. Possiamo trovare, infatti, un narcisismo infantile, primario, che di manifesta sin da subito, e uno secondario che appare a seguito di un trauma.

Amare male nuoce gravemente alla salute

Non esistono lezioni sugli amori sani, e nessuno è in grado di comprendere quando un amore contiene in sé elementi patogeni.
Quando un amore fa stare male, che trattasi di un uomo o di una donna, bisognerebbe avere la lucidità di fermarsi un attimo a riflettere. Far prevalere la ragione e l’istinto di sopravvivenza e chiedere una consulenza nel più breve tempo possibile, per evitare di farsi troppo male dopo.

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18 Commenti. Nuovo commento

  • Ho letto questa pagina e mi sento quasi sollevato. leggendo la storia di Arturo mi è sembrato di rivivere la mia.
    Mi ha accusato di essere un narcisista,immaturo, infantile, e massacrato dai sensi di colpa per non essere come lei vorrebbe, ho anche creduto fossi davvero io la parte sbagliata, quando in realtà credo adesso sia lei la vera narcisista. (Ma lo stereotipo del maschio narcisista aveva condizionato anche me, ma non mi ci sono mai rivisto, anche se potrei avere dei tratti narcisisti covert )
    E comunque è stata bravissima nel massacrarmi logorarmi nel tempo coi sensi di colpa ed isolato dagli amici, colleghi e dicendo adesso che le ho rovinato la vita. Ma mi ha cercato lei all’inizio della storia, ho resistito per vari mesi, poi ho ceduto..
    Ultimamente coi suoi continui attacchi di rabbia isterica violenta e di gelosia ossessiva senza un vero motivo reale, mi ha destabilizzato completamente. Sto pensando tra l’altro che questa sua gelosia ossessiva inventata, sia in realtà frutto di un suo senso di colpa per avermi lei tradito magari come vendetta per un mio presunto tradimento che lei immagina essere assolutamente reale.
    Non so come comportarmi.

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    • Valeria Randone
      15 Marzo 2020 08:00

      Buongiorno,
      lieta di averla rassicurata. I legami tossici, purtroppo, non finiscono da soli.
      Hanno bisogno di aiuti mirati e specialistici, per far luce dentro le ombre nelle quali è precipitato.

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    • Sto vivendo anch’io penso una storia simile. Dopo un bel periodo ne arriva uno dove la sua gelosia (premetto che non esco mai) mi uccide. La amo e non riesco e non voglio staccarmene, Mentre scrivo, l’ultimo episodio è stato che siccome lei va via 3 mesi io nella sua testa sono un puttaniere (cosa non vera), la tradirò sicuramente, seguono pugno sulle parti intime e schiaffo e fuga da casa. da mercoledì più vista ne sentita.
      E non so che fare, la chiamo io? Dovrebbe scusarsi lei? mi aveva già mollato un anno fa poi mi ha ripreso ma non si fida e non ha stima di me. Perchè sta con me allora. Quello che fa male è la sospensione, dicesse addio forse sarebbe meglio.
      Probabilmente voleva litigare a tutti i costi perchè la sua mancanza di fiducia non le consente di vivere serenamente. E la fa pagare a me.

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  • Buon pomeriggio e, ho letto con attenzione sia le testimonianze che l’articolo…
    Credo di essere stato compagno di una donna narcisista… In breve, quasi quattordici anni di relazione dove venivo osannato in ogni occasione, paragonato al padre, che lei amava tantissimo, un uomo che più volte ha tentato il suicidio e, vittima di una mamma che ha comunque amato, della quale lamentava la tirannia pretenziosa nel farle eseguire lavori, legati all’attività della madre stessa…
    Brillante, intelligente, amorevole, presente ecc… Però ero poco convinto, col tempo di questo modus operandi, talvolta mi dicevo che volevo altro e, non riuscivo a staccarmi da lei, volevo salvarmi e non riuscivo a lasciarla, fino a che ho fatto io qualcosa che ci potesse portare alla rottura…
    Il guaio è che ne sono ancora innamorato, poi rivedendo un po’ di vissuto, col senno di poi, ho visto tante bugie, anche di una certa intensità, masse tumorali riassorbito nel giro di pochi giorni, infanzia passata lontano dalla famiglia per l’arrivo di un fratellino, cosa anche questa non vera, scoperta… E tanto altro… E la sua continua necessità di stare al centro dell’attenzione, con modi e movenze particolari, con descrizioni di sua alcune parti anatomiche che creavano attenzione da parte degli uomini, ecc…
    Ho un grande punto interrogativo su chi era veramente e, sto riuscendo ora, ad accettare il fatto che possa essere una narcisista e, credo che lo sia…
    Come valuta ciò che le ho detto!?
    Può anche pubblicare quanto le ho scritto qual’ora ritenga che possa essere d’aiuto!
    Grazie per la pazienza e la cortesia!
    Totti

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    • Valeria Randone
      1 Luglio 2020 07:09

      Buongiorno,
      pubblico con piacere la sua testimonianza.
      Non so dirle se si tratta di un caso di narcisismo, avrei bisogno di avere la paziente in studio per poter fare diagnosi.
      In ogni caso, se lei stava male dentro il legame, si tratta di un amore malsano.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • buonasera, io ho frequentato 2 anni una donna bsx che successivamente ho scoperto essere narcisista. io sono lsb e solo inizialmente c’è stato sesso poi lei ha detto che si sarebbe messa con un uomo. però in questi anni ci siamo frequentate molto, quasi come un rapporto di coppia. l’anno scorso lei ha iniziato a frequentare uno separato del suo palazzo che conosceva da anni e ci si è messa insieme. piano piano ha iniziato a distaccarsi da me, mentre prima le facevo molti favori ora stava subentrando lui. ad agosto ho fatto una vacanza di una settimana che era già stata prenotata prima che iniziasse a frequentare quello e in pratica me l’ha rovinata perchè chattava continuamente con lui per condividere tutto. durante le chiusure per il covid ha rafforzato il legame con quello e ha continuato ad usare il timore dei contagi per non vedersi. prima ci sentivamo tutti i giorni e ora ha eliminato le telefonate.ora siamo al punto che lei vorrebbe un’amicizia solo scrivendo su w.app. e ovviamente a me non va. quindi ho potuto verificare che crea il legame con una persona e poi se conosce altri elimina la persona precedente senza alcun problema

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  • Buonasera Gentile Dottoressa, se si vive in una famiglia dove regna, litigio, rigore, tormento, disparità di trattamento, assenza (no carenza) di baci e abbracci, e, soprattutto grida e sputi interminabili e cronici negli anni, trovare una donna narcisistica sembra una salvezza. Non riesco ancora a crederci, era bellissimo avere una donna che si prendeva cura di me, sempre baci e passeggiate mano nella mano, mi accompagnava a pescare subacquea alle 5 di mattina e mi veniva a prendere e a donarmi un bacio e un abbraccio all’uscita dall’acqua con la figlia, mi guardavano tutti e mi sentivo il più fortunato del mondo….raccomandato da Dio; al ristorante vi era l’usanza di mangiare il dolce con lei seduta sulle mie ginocchia e non mi diceva niente per gli allenamenti.
    Quando si vive una infanzia tormentata, basta un petalo di rosa per essere felici.
    Non riesco ancora a capacitarmi….non valere niente!!!
    Sono pure distrutto da un matrimonio poco consumato, per niente, la mia ex moglie, per quanto la potessi amare, non mi si concedeva, non si parlava, non si usciva…io non tardivo,….nel momento in cui lho fatto, ho lasciato, dopo un po’ tutte e due.
    IO ho avuto tutto dalla Vita, anche se mi reputo bruttissimo, e non riesco a guardarmi il viso allo specchio,…se guardo il mio viso vedo sputi, grida, le donne che non mi sopportavano, mia madre che a 10 o 8 anni e per tutta la vita mi ha sempre detto rozzo e SCHIFOSO, non intellettuale, e che mi ha sputato due volte a 10 e 14 anni, il matrimonio fallito di mia moglie, tutte le donne che mi hanno lasciato e quelle che ho fatto soffrire… Ma che ci creda o no, a me non interessa un fico secco del mio viso, perché, credo, sia poco importante. Voglio essere dolo apprezzato e amato,…non credo che il viso possa influire sul rapporto. Mi piace il sesso, si, e mi piace pure la trasgressione, ma il sesso può evolvere pure con le condivisioni e il sorriso nello stare insieme.
    QUINDI, nel momento in cui arriva la donna perfetta, come si fa a non cadere nelle sue grinfie.
    In questo momento credo di aver maturato la consapevolezza, ma domani farò ridere i polli.
    Vi dirò la verità, era un sogno essere trattati così, anche consapevole dei tradimenti subiti.
    Lo so, è umiliante essere deboli.
    Paradossalmente, quando la narcisista ti tratta male ti sembra pure giusto che lei lo faccia, perché tanto, sei vissuto in una famiglia in cui erano quotidianamente presenti le torture emotive….come se una madre mette per strada la figlia a prostituirsi,…la figlia non vedrà l’errore, perché è la madre che le ha insegnato e insignito questo.
    Ho bisogno di molto aiuto e voglio riinnamorarmi nuovamente, perché svolgo un lavoro dove vivo la morte tutti i giorni, sento l’odore del sangue tutti i giorni, intervengo negli incidenti stradali e nelle morti mutilati dei film horror, e ascolto le parole dei morituri, grandi e piccoli, gli ultimi secondi prima di morire.
    Voglio trovare una Donna anch’io, me lo merito. E credetemi, anche la Donna si merita uno come me.

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  • Giovanni Bottino
    15 Agosto 2020 18:45

    …ho vissuto 21 anni con mia moglie. Due figli. Era molto bella. Una Donna creativa. Ci siamo Amati.
    È mancata da sei anni e mezzo, circa.
    Non ho mai portato una donna in casa, per rispetto dei nostri ragazzi. Ora 21e 19enne.
    Dieci mesi fa conobbi una donna. O meglio, sebbene l’avessi già vista prima, .mi ci innamorai immediatamente. Questa era la prima volta che tornai a viver l’amore…
    Mi sentivo ” denudato completamente”.
    Una relazione particolare, dove mi son trovato a dover rincorrere…come dire…pretese, capricci, illusioni. Ma non capivo.
    A peggiorare la situazione fu quando…le chiesi se voleva Sposarmi.
    Disse di sì…
    Da due settimane circa mi ha lasciato. Mi son ritrovato a raccogliere pezzettini di me stesso. Piangere, paura, difficoltà a dormire (mai avuta),. In alcuni momenti ho cambiato il mio modo di respirare.
    Insomma….faccio molta, molta fatica a ritrovarmi.
    Preciso che non sono mai stato un deboluccio di carattere. Ma,questa vicenda, oltre a farmi aver avuto ” cattivi pensieri”, rappresenta un serio problema. Per me.
    Leggere il suo articolo, credo sia un buon esempio di consapevolezza. Su cui avevo stupidamente affidato me stesso.
    Ho pensato fosse amore 8l suo. Ma non comprendevo i meccanismi. Mi sentivo un Uomo fortunato. Ma santo cielo…sempre in colpa.
    Non sono pentito. Certo. Ma spero vivamente di poter tornare ad Amare serenamente.
    Ora proprio no….

    Grazie del suo articolo.

    Giovanni, da Genova

    Rispondi
    • Valeria Randone
      15 Agosto 2020 19:00

      Buonasera Guovanni,
      grazie per il Suo racconto.
      Se le fa piacere potrebbe leggere il mio ultimo libro, parla proprio di questo.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Buonasera.
    Ho amato (e magari amo ancora) profondamente una donna bellissima, colta, intelligente, spiritosa, dalla volontà indomabile e un passato difficile. Siamo stati insieme 7 anni. Lei mi ha asciato tre volte, tornando dopo qualche mese, apparentemente più innamorata che mai. Un mese fa, l’ennesima rottura, a seguito di un diverbio, dopo una giornata perfetta (il giorno precedente) in cui ci eravamo dichiarati, una volta ancora, amore reciproco. Non nutro dubbi sul suo amore, non riesco tuttavia a conciliarlo con l’assoluta mancanza di empatia dimostrata nel porre fine alla relazione, all’assenza di scrupoli propria delle modalità adottate (le stesse delle volte precedenti). La mia domanda è: l’amore di un narcisista può onestamente dirsi tale, quale che sia il motore cui trae origine, o il sentimento da me percepito è frutto di illusione, una mera proiezione del mio (ammesso che anch’io non sia un narcisista). La ringrazio per qualsiasi attenzione vorrà gentilmente dedicarmi.

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    • Valeria Randone
      19 Agosto 2020 07:09

      Buongiorno e grazie per il suo racconto.
      Per prima cosa bisogna essere certi che si tratti di narcisismo. Le diagnosi devono erogarle ì clinici con il paziente in studio, non si può fare altrimenti.
      Il presunto amore del narcisista è un amore ammalato che poi fa ammalare.
      Dovrebbe svolgere lo sguardo su sé stesso, anche con l’aiuto di un professionista, e comprendere se lei per caso soffre di dipendenza affettiva.
      Un cordiale saluto e auguri per tutto.

      Rispondi
  • È difficile parlare di Amore a prima vista forse anche immaturo Ma è proprio quello che mi è accaduto; sul web conosco una donna ,non direttamente, facciamo parte dello stesso gruppo social ma abbiamo un’amicizia in comune; questa amica va in vacanza dalle parti in cui ho la casa al mare e la raggiungo per conoscere lei che è una donna che mi ha attratto fisicamente dal primo momento che l’ho vista; poi l’ho conosciuta e l’interesse è diventato anche di natura morale mentale un interesse corrisposto Lei mi chiedeva di accettare il suo unico modo di vivere l’amore corteggiarla e farlo seriamente Io ci sono stato perché lei era il mio sogno che si realizzava 8 anni dopo la mia separazione vissuto tra storie senza capo né coda con donne solo di passaggio nella mia vita crescendo ,Quasi come farebbe una madre, la mia unica figlia. Parto per trascorrere una settimana da lei visto che la figlia è in vacanza con il padre (anche lei è separata )dopo la prima nostra prima notte le cose cambiano mi dice che le è piaciuto fisicamente ma non è scattata quella molla non c’è stato verso di farle cambiare opinione il giorno dopo mi ha chiesto cortesemente di andar via. Il mio terapeuta perché sono in terapia da oltre 2 anni mi ha detto che quello di lei è il classico atteggiamento di una donna narcisista che segue l’atteggiamento della mia ex moglie anch’ ella narcisista perché ho avuto una mamma narcisista. Nonostante io sia un uomo di carattere un uomo anche autoritario devo riconoscere che questo livello di amore al quale mi aveva portato questa donna un amore quasi platonico e non materiale mi ha fatto stare bene e mi manca da morire benché sia durato solo una ventina di giorni è stato un vero e proprio sogno forse anche una illusione.

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  • Sono un papà e, ormai, un ex marito. Ho cercato a lungo, leggendo ed andando in terapia, risposte sul perché il mio matrimonio fosse terminato. Oggi sono certo di aver trovato la risposta.
    Ho letto più articoli sul narcisismo patologico ed avevo il sospetto di essere stato invischiato in una relazione del genere, ma mai avevo letto qualcosa a proposito della donna narcisista. Purtroppo ho avuto la triste conferma che ho certamente vissuto una relazione del genere. Dodici anni di devozione assoluta ripagati da almeno 9/10 anni di continue svalutazioni e recriminazioni. Su tutto. Famiglia, lavoro, amici…non c’era un solo aspetto della mia vita che non fosse soggetto a revisione, a critiche a richieste di adeguamento al suo punto di vista. Convinto che assecondandola avrei mantenuto un equilibrio nel rapporto sono andato avanti per anni a fare continui passi indietro rispetto al mio modo di essere. Ma, ovviamente, ciò non è servito a nulla se non a lanciarle il segnale che lei avrebbe potuto dire e fare ciò che voleva tanto io sarei stato sempre lì.
    L’epilogo si è avuto nel momento in cui meno me lo sarei aspettato. Dopo un anno e mezzo dalla nascita della nostra seconda figlia (anno e mezzo caratterizzato da attacchi ancora più pesanti nei miei confronti e da un’astinenza sessuale che, oggi, definisco punitiva) scopro che lei ha una relazione con un collega di lavoro (mio e suo visto che lavoriamo insieme). Relazione che rende pubblica in ufficio a seguito della mia scoperta come se fosse quasi un’azione da encomiare. Il nostro matrimonio viene troncato con una semplice comunicazione: non ti amo più. Senza appello, senza alcuna possibilità di recuperare, senza rimorsi. Come se io fossi colpevole di averne cagionato la fine.
    La relazione che la mia ex moglie aveva intrapreso con il collega è poi stata troncata di netto con modalità simili a quelle utilizzate per porre fine al matrimonio. Dopo circa un anno allo sciagurato di turno gli viene comunicato che nei suoi confronti non ci sono sentimenti. Dall’oggi al domani. Aveva anch’egli esaurito la sua “funzione” quella di farla uscire dal matrimonio.
    Subito dopo (o forse in contemporanea considerati i tempi) la signora allaccia una nuova relazione amorosa ripescando un “amico” del passato. Questa volta, però, va oltre portando il prescelto, in pieno lockdown, a casa delle mie figlie ed imponendo la sua presenza.
    Mi chiedo quale siano i pericoli che corrono le mie figlie a vivere con una donna del genere, oltre all’avere la principale figura di riferimento che assume comportamenti disinvolti con modi e tempi incompatibili con il loro benessere mentale.
    In sede di giudiziale ho chiesto ed ottenuto una ctu, ma già so che per l’aria che tira in Italia sull’argomento difficilmente otterrò quello che ritengo sia la cosa migliore per le bambine ossia l’affido prevalente delle stesse.
    Se vorrà darmene le sue indicazioni saranno per me sicuramente preziose.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      6 Ottobre 2020 14:45

      Buongiorno Adriano,
      analizzare la complessità emotiva della Sua richiesta via email è altamente riduttivo, se non vano, toglierebbe valore al Suo sentite.
      Tra L’altro non si può fare diagnosi senza la paziente – la sua ex – in studio.
      Se ha necessità di effettuare una consulenza con me può farla online – via Skype o video chiamata di whatsapp -, sto aderendo alla campagna dell’ordine degli Psicologi, soprattutto per i pazienti fuori sede, finché non termina l’emergenza coronavirus, oppure prenotare presso lo studio di Catania o di Milano.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • La storia è finita 10 anni fa. Non ne sono ancora completamente fuori. Ancora oggi mi scopro a leggere articoli sul tema. Da quattro anni sono in terapia e le cose vanno meglio, ma lei resta una specie di totem, nonostante anni di no contact e scoperte di plurimi tradimenti. Lei si è rifatta una vita, apparentemente felice, io pure, ma ancora oggi ho momenti in cui rivivo ossessivamente la rottura, chiedendomi il perché di tanta sofferenza. Tutto questo proietta ombre sulla mia storia attuale (ho trovato una donna meravigliosa, buona e con un animo puro, a volte credo di non meritarla visto che penso ancora a quel mostro). Spero di essere vicino a un totale recupero. La rabbia che ho dentro però è ancora devastante. Ci sto lavorando. È dura.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      29 Maggio 2021 06:33

      Buongiorno Tommaso,
      e grazie per il suo dolore e racconto.
      Dieci anni sono tanti, ma è assolutamente normale stare così come sta lei.
      Lègga, se le fa piacere, il mio penultimo libro:Ex/forse ex. Gli amori affamati” parla proprio di questo: dal prima al (meraviglioso e sano) dopo.

      Un caro saluto

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  • Ho bisogno di essere aiutato perche’ sono caduto nel buio di quel precipizio e mi accorgo di non riuscire a venirne fuori. Sono un uomo do 64 anni con quattro figli piccoli e due grandi del mio primo matrimonio. Ho bisogno di riuscire a farlo perche’ ho troppe responsabilità da onorare incluso il mio diritto a riavere la mia felicità deturpata e prosciugata dal rapporto tossico con la mia compagna narcisista over.

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