Come dimenticare il narcisista patologico. Dal prima al dopo

Come dimenticare un narcisista patologico

Sono Greta,
sedotta, manipolata e suddita del mio compagno di vita. Sono stata svalutata, maltrattata e insultata senza sosta. Cosa ben più grave: gliel’ho permesso io, consegnandomi a lui. Adesso, penso di non avere nessun valore. Sto male da anni: non dormo, sono ingrassata, mi vedo e mi sento orribile. Conosco bene la causa del mio malessere profondo, ma non conosco l’antidoto.
Amo un narcisista, e lui, a modo suo, ama me.

Amare un narcisista: tra seduzione, manipolazione e antidoti

Amare un narcisista è come vivere sulle montagne russe, la serenità e la stabilità sono le grandi assenti della vita di coppia.
La coppia è asimmetrica e sperequata: un partner dominante e l’altro dominato; uno soffre e l’altro si nutre della sofferenza altrui; uno lascia e l’altro non si fa lasciare.
Quando scrivo di narcisismo, mi piace ricordare il Drago di Comodo, un animale carnivoro e cannibale, che quando non riesce ad arrivare subito alla sua preda, la stordisce con il suo veleno, aspetta pazientemente e strategicamente, e la farà sua da lì a breve quando sarà del tutto stordita.
In natura abbiamo i predatori crepuscolari, in amore i predatori e basta.
I primi sono gli animali che per necessità e per sopravvivenza predano al mattino presto o la sera tarda. Nella vita e tra i mille volti dell’amore abbiamo invece il predatore sociale: il narcisista patologico.

Il narcisista va a caccia di prede che incontra al crepuscolo del loro cuore, quando hanno una ferita che sanguina o vivono in uno stato di solitudine estrema e dilaniante.
Il narcisista è un vero e proprio predatore sociale, un vampiro dell’anima. Agisce con grande destrezza e scaltrezza, senza scrupoli, senza empatia e senza simpatia.

Queste, e tante altre, sono le frasi, spesso, ridondanti che un narcisista recita a copione al suo partner:
“Come te non c’è nessuno”
“Come amo te, nessuno mai”
“Ma quanto siamo simili”
“Ma quanto sei bella”
“Ti ho trovata tra mille”
“Sei la mia principessa, la mia regina”
“Ti aspettavo da una vita”
“Sei il primo pensiero della mia giornata e l’ultimo della serata”
“Ti amerò e proteggerò per sempre”.

Quante frasi vengono recitate a intermittenza, contribuendo a confondere e disorientare la preda.
Verranno, inoltre, alternate a subdole manipolazioni psichiche, a insulti, a svalutazione mista a protezione; in modo che la vittima predestinata abbia al contempo bisogno di lui e dubiti fortemente delle proprie capacità intellettive.
Un vero connubio letale e distruttivo.
Quando una donna (scrivo al femminile perché racchiudo i racconti delle donne che si rivolgono a me), durante il cammino della sua vita amorosa, incontra un narcisista non lo riconosce subito, ma lui riconosce lei.

Un narcisista si insinua in sordina nella vita della sua preda, la geolocalizza, la trova tra mille anime, la seduce, la lusinga recitando e millantando un amore mai provato prima, la blandisce con parole carezzevoli, e la cattura.
Osserva le sue mosse e le sue lacune.
Fatto ciò si insinuerà sotto pelle, instillandole il bisogno della sua presenza, facendole credere che lui, il suo lui, sarà il suo salvatore.
Colui che le restituirà la vita, e alla vita.
Colui che l’amerà nonostante le sue criticità e vulnerabilità.
Anzi, per esser più precisi, colui che la salverà dal suo passato, dalle sue ferite, dalla sua fame d’amore, dalla sua infanzia dolente.
Se la donna non fosse affamata, bisognosa e non abitasse la terra del bisogno, smaschererebbe il suo carnefice al primo sguardo.
Ed ecco che inizia l’avventura, o la disavventura.

La preda prescelta ed eletta a partner è emotivamente presente, disponibile fino all’inverosimile, generosa e in grado di un amore incondizionato. Nonostante tutto.
Trattasi di una persona che saprà rivisitare i propri confini interiori al fine di adattarli al rapporto di coppia, saprà nutrire la sua coppia, averne cura, reggere ai maltrattamenti e rileggerli con il timbro del: “per il suo bene”.
Sarà un partner che lavorerà per la sua coppia nel tentativo di aiutarla a crescere, depotenziando e svuotando se stesso di energie psichiche.

Dal prima al dopo

Fate attenzione a quanto tempo e spazio richiede questa storia d’amore. A quanto toglie più che dare.

Dopo un amore malsano, il famigerato balsamo del tempo che passa e che tutto guarisce, non è proprio così attuabile.
Le ferite che sono state inflitte dal non amore, dall’amore intermittente e disfunzionale sanguinano e sanguineranno a lungo, perché la preda avrà ancora bisogno del suo carnefice.
Avrà ancora bisogno di bere il suo sangue e la sua energia dall’amaro calice della sottomissione.
Non importa quanto sia durato il rapporto disfunzionale, quanto questa donna abbia fatto parte del parco giochi della non stabilità e linearità del cuore, dell’intensità dei sensi, quanto sia stata manipolata e sedotta, la terra del dopo sarà arida e impervia.
Il partner abusato e sofferente, vittima e protagonista del rapporto di coppia, dovrà imparare a bastare a se stesso, a emozionarsi in altro modo, a respirare da solo pur avendo avuto a lungo il respiratore artificiale.

Il percorso di guarigione sarà ancora più complesso di un’elaborazione del lutto ortodossa, perché il narcisista avrà indebolito talmente tanto la sua preda da non lasciarle più la possibilità di credere nelle sue possibilità di sopravvivenza senza di lui.
Il narcisista passa dalla seduzione alla manipolazione, e dalla manipolazione alla distruzione.
Adotta, infatti, svariate modalità di manipolazione e di distruzione psichica, emotiva e, di conseguenza, fisica della sua preda.
La preda prescelta può essere la sua donna, i suoi genitori, finanche i suoi figli. Manipola anch’essi e li rende prede e vittime, psicologicamente dipendenti, svuotati di energie psichiche, intrappolati in un conflitto perenne tra quello che sentono e quello che gli viene fatto credere.
Il narcisista indossa tante maschere, lo fa con grande maestria e bravura. Sa attendere, osserva, è uno stratega.
Agisce sul senso di colpa e sulla paura di poterlo perdere, millanta e cattura.

Il narcisista ha imparato sin da subito la sua strategia seduttiva: osserva, emula, imita con l’obiettivo di modellare la maschera, senza la quale verrebbe tagliato fuori da ogni possibile.
Il narcisista maligno si pone su un piedistallo e osserva gli altri da un punto di vista strategico, non li vede mai come suoi simili.
Sono degli oggetti da utilizzare a suo piacimento per nutrire le sue fragilità, lo farà per giorni, per mesi o, come spesso accade in amore, purtroppo, per sempre.
Le sue tecniche di manipolazione sono talmente attente e pertinenti che la sua preda non potrà vivere a lungo senza di lui.
Lui alternerà presenza e assenza. Parole e silenzio. Pieno e vuoto.
Nutrendo sempre di più la dipendenza affettiva del partner.

Il partner, in balia a queste intermittenze del cuore, sentirà la sua mancanza. Avrà bisogno, esattamente come un tossicodipendente, delle sue parole, delle sue presunte cure e attenzioni. Del suo essere utile e di quell’atipico abbraccio che, in realtà, è una galera.
Il partner del narcisista dovrà avere la costanza di abitare il silenzio, reggere alle manipolazioni e alle ambivalenze, e scappare a gambe levate appena può dal baratro in cui verte.
Quando metterà a fuoco – in una prima fase sarà tutto molto sfocato: non capirà, ma avrà la sensazione di iniziare a respirare e di poter vedere il cielo quando è senza di lui – le dinamiche del non amore, anche se ne sentirà la mancanza, dovrebbe assolutamente evitare di avere un contatto, anche telefonico o virtuale, con lui.
Perché, a ogni contatto, ci sarà una ricaduta. E ogni ricaduta sarà più dolorosa dell’esordio di “malattia”.
Un amore malato è un malanno da curare, non un sentimento da vivere.

Quando parliamo di narcisismo, è più corretto parlare di “relazione narcisistica”, perché non esisterebbe nessun narcisista senza la sua vittima, il suo palcoscenico, la sua cornice dorata. La vittima predestinata che per pregresse ferite d’infanzia si concede a lui e lo nutre per un tempo infinito.
La relazione narcisistica è mossa da dinamiche di possesso e di dominanza che nulla hanno a che vedere con il sentimento elitario dell’amore.
Il narcisista, infatti, ha bisogno di tornare ancora una volta e sempre dalla sua vittima perché bisognoso di nutrimento. Di potere. Di sapere che esiste con lei e per lei.
Ha necessità, come se fosse un bisogno fisico, di riconfermare il suo potere su di lei.

Modus operandi del ritorno del narcisista

Prima o poi, il narcisista torna. È solo questione di tempo, ma torna sempre sui suoi passi.
Può farlo dopo qualche giorno, perché sente lo strazio e la dipendenza affettiva della sua vittima. Lui sa che lei sta soffrendo, lo sente e lo vede. Si pone a distanza e non la perde mai di vista, anche quando lei pensa che lui sia altrove.
Può tornare dopo settimane, lasciandola nelle ambasce emotive ed esistenziali.
Lei non vive senza di lui, non respira, non esiste. Può anche tornare dopo mesi o addirittura anni dalla fine della loro relazione.
Il suo ritorno è più una minaccia che un premio. Più una tragedia che un’opportunità. Perché lui non cambia, e mai cambierà.
Esattamente come il drago di Komodo, paralizza la sua vittima, la stordisce, la lascia in attesa per attaccarla, portarla a sé, e inglobarla da lì a breve.
Le sue danze, tra avvicinamenti e abbandoni, tra seduzione e manipolazione, tra tradimenti e sparizioni creano un inevitabile danno alla psiche dell’ex, sino ad avere un effetto di paralisi certa sulla vita affettiva della vittima.

Il ritorno narcisistico viene confuso per ripensamento, pentimento, amore, nuovo inizio

La relazione narcisistica è formata da un narcisista e una persona, personalità, dipendente. Così, uno manipola e l’altro si fa manipolare. Uno scappa e l’altro aspetta. Uno torna e l’altro crede che sia amore e pentimento; finalmente, il tanto atteso cambiamento.
Tutto questo non avviene, e ogni ritorno è un manipolazione, un prosciugare la vittima di energie psichiche. La vittima funge da rifornimento di nutrimento altrui.
Le strategie dei ritorni ammantati da riparazione oscillano dal semplice sms esplorativo a un invito. Dal messaggio di fumo online, tra stati di whatsapp, immagini e parole mute, al corteggiamento serrato.

La vittima, dal canto suo, dal suo immobilismo e religiosa attesa ne sarà lusingata e crederà che questa sarà la volta buona.
Così, risponde alle lusinghe con empatia, devozione, lealtà. Progetti e promesse d’amore eterno. Insomma, torna a respirare. A vivere. Ad esistere.
Il ritorno del partner narcisista avviene senza grande sforzo, perché la sua vittima è lì, pietrificata in indiscussa attesa del suo Messia.
Lui verifica la sua identità, lei lo rassicura. Lui rinforza il suo dominio, lei si consegna a lui.
Se tutto questo non dovesse avere colpito (e affondato) nel segno, i messaggi e i messaggi di fumo proseguiranno senza sosta.
Frasi ambigue, manipolazioni, stati dalla dubbia interpretazione – la vittima si chiederà: ma sta parlando con me? di me? – email, chat, immagini e musica. Senza mai dimenticare i silenzi strategici. Ed ecco che nella terra delle illusioni e della confusione nasce la speranza, accelera il battito cardiaco. Rinasce l’amore che si pensava si fosse affievolito o estinto.

La vittima, che in cuor suo non ha mai smesso di pensare a lui, reagisce con sottomissione e gratitudine. Lieta e grata di essere stata scelta ancora e ancora una volta.
Talvolta, tra un attacco e un altro, la preda va in terapia.
In quel luogo sicuro e accogliente dove le parole sono carezze e i silenzi ascoltano. Quel luogo che attiva un cambiamento, dopo il quale la manipolazione narcisistica attecchisce di meno, o comunque, fa meno male ed è dalla più immediata lettura.
La preda, in cuor suo, sa bene che ogni ritorno non porta nulla di buono, e non è un nuovo inizio.
Sa anche che il partner non cambierà mai. Che lei starà male ancora una volta, ma non riesce a rinunciare a lui, e a sé stessa tra le sue braccia o dentro la sua mente.
La strategia del “nessun contatto” di cui parlano in tanti, clinici inclusi, non è attuabile se la vittima, che fa parte della “coppia” disfunzionale, non decide di andare in consultazione prima, e in terapia dopo.

L’antidoto e la convalescenza

Durante le prime fasi di separazione dal narcisista, la vittima si sente sollevata dalla chiusura della relazione tossica, trova un improvviso benessere dall’interruzione dei meccanismi patologici di tortura che ha subito fino a quel momento e che ha confuso per amore; avverte una riduzione dei sintomi di ansia.
Così, come la volpe che non riesce a raggiungere l’uva per mangiarla, dice che è aspra, il narcisista che sentirà il suo partner lontano, inizierà a insultarlo, a manipolarlo, a triangolarlo per sedurlo e riportarlo a sé.
Alternando, strategicamente, silenzio a presenza (anche se virtuale e mal celata).
Il rischio ricaduta è dietro l’angolo.

La preda, provata da così tanta sofferenza, si rifugia nel passato, ripassa con la fantasia e con la memoria quando privato, non regge la distanza e il silenzio.
Così, il narcisista, lascia la sua preda appesa a un filo invisibile.
A volte per sempre.
Legata, anzi, ammanettata al suo ricordo, in perenne attesa del suo possibile ritorno, pur di rivivere quell’intensità struggente del suo esserci nella sua vita, aspetta e spera.
L’ antidoto, senza mai dimenticare un aiuto psicologico, è evitare del tutto ogni forma di contatto, pena la ricaduta.
Chi ha amato un narcisista sa bene che le ricadute, con la stessa intensità e virulenza della prima volta, possono manifestarsi anche dopo anni, perché il narcisista saprà riattivare il circuito perverso di tortura psichica e di dipendenza, di sottomissione e di protezione, di finto amore e di struggente desiderio, anche in silenzio e a distanza.
Il malessere verrà provato anche dopo una email, dopo un messaggio o una telefonata.
I mostri interni che hanno abitato a lungo dentro il parter sofferente verranno rivisitati all’istante, e la convalescenza tanto voluta e attuata, sparirà in un colpo solo, riportandolo al punto di partenza.

Cosa fare nel frattempo? In attesa che gli squarci cicatrizzino?
Prendersi cura si sé.
Trovare un hobby, un interesse, una passione dimenticata, che era stata sacrificata per non toglier spazio e tempo al legame malsano.
Chi ha la fortuna di avere un animale, cane, gatto, cavallo che sia, conosce bene il loro potere curativo e lenitivo.
Durante la convalescenza del cuore e del corpo, quindi: amici cari, un ascolto attento al proprio mondo interiore e alle proprie esigenze, tanto amore, l’amore di un animale, le carezze verbali di un buon libro, sport, viaggi e passioni, e un clinico che si faccia carico della sofferenza atroce che il dopo porta con sé.
La guarigione è faticosa, ma possibile.

Spezzone di una consulenza

Giorgia, il suo primo si e il suo secondo no

Ho conosciuto Giorgia lo scorso anno, dopo la sua separazione divenuta vedovanza. Giorgia mi consulta per mettere ordine tra le sue emozioni ormai fuse e confuse.
Giorgia è rimasta sposata per 25 anni, quando, avendo toccato con mano la sua infelicità e solitudine decide di separarsi, con tanta amarezza e forza.
Il tanto amato e unico figlio è ormai adulto, laureato, felicemente fidanzato e prossimo alle nozze. Lui ha la sua vita e lei, adesso, può pensare anche a sé stessa.
Adesso è giunto il momento di occuparsi dei suoi buchi del cuore e della sua cocente solitudine. Il marito era un uomo falsamente presente, concreto, sprovvisto di emozioni e capacità di cura. Non c’era nulla di eclatante che non andava ma non era né felice né triste. Condizione che alla lunga l’ha inchiodata al muro della più cocente solitudine del cuore.
Negli anni erano diventati soltanto genitori, smarrendo del tutto la dimensione desiderante dell’esistenza. Giorgia è una donna in carriera, appagata e passionale, autentica. Decide di separarsi pur volendo molto bene al marito, perché non è più felice della qualità di vita che conduce giorno dopo giorno: ha sviluppato una malattia auto-immune da infelicità cronica.
Dopo aver preso questa decisione, il marito ha un incidente e muore sul colpo. Giorgia entra in crisi. Non capisce più se quello che ha fatto è stato giusto o sbagliato. Viene corrosa dai sensi di colpa; il figlio la rimprovera in maniera tacita di avere a causato la morte del padre. Della sua infelicità e malattia non se ne occupa nessuno.
Giorgia si rende conto di non poter andare avanti da sola e mi consulta. La incontro in studio per la prima volta in settembre di due anni addietro: è una donna austera e luminosa, coerente e preoccupata, coraggiosa e spaventata. Iniziamo un cammino insieme per mettere ordine all’interno di questo disordine emozionale, fatto di rimpianti e di rimorsi, nel tentativo di restituirle il legame con il figlio: la sua priorità del cuore.
Passano gli anni, esattamente due, e Giorgia rimane da sola: separata nel cuore ma vedova per il sociale. Giorgia aveva ben chiaro dentro di sé che la morte del marito, del tutto accidentale, non lo avrebbe riportato ad essere marito soltanto perché deceduto.
Nel tempo, le amiche di sempre tentano di farle conoscere vari possibili nuovi compagni di vita, ma lei rimane refrattaria a ogni possibile emozione o innamoramento. Non le piace nessun uomo, li trova banali, sprovvisti di fascino, la sua sessualità si è sopita. Lavora e basta. Ama i suoi cani, le sue piante e i suoi libri.
L’anno successivo, Giorgia, per puro caso, incontra un uomo.
Il marcato ritardo del suo volo da Roma a Catania diventa Cupido, e si fa galeotto. Quest’uomo misterioso, più grande di lei, con voce pacata e rassicurante, le fa compagnia durante il ritardo. Parlano, parlano, parlano, parlano. Lei aveva dimenticato cosa significasse parlare e anche essere ascoltata. E tra una parola e l’altra lei, per la prima volta, si sente a casa tra le parole di un perfetto sconosciuto, che da lì in poi diventerà conosciuto. Inizia la loro frequentazione, ma quest’uomo vive tra Venezia e Roma. Si vedono una volta al mese, e appena possono l’uno scappa nella città dell’altro.
Si amano, si desiderano, si raccontano, si sopportano: che nulla ha a che vedere con la sopportazione di tipo matrimoniale. Giorgia finalmente si sente viva. Esiste come donna e non soltanto come madre e come moglie.
Decidono di vivere in due case e in due città. Lei non vuole lavare i suoi calzini, non vuole cucinare per lui, non vuole diventare la sua badante per la vecchiaia che verrà.
Giorgia viene attaccata dai familiari e dal figlio che la vorrebbe, invece, “sistemata”: nuovamente coniugata, imbrigliata in un reticolo di si deve.
Giorgia torna da me perché l’attacco del figlio, come sempre, la mette in crisi.
Ma questa volta lei è una donna nuova, innamorata, fiera. Non ha nessuna voglia di retrocedere e di ritornare nella palude dei suoi passati passi per accontentare gli altri.
Ha già cucinato, lavato i piatti, accudito, steso i panni e fatto acrobazie tra lavoro e tutto, per assecondare dare i desideri di tutti a scapito del suo più profondo sentore. Ha già attraversato le domeniche infinite di solitudine e immobilismo del cuore. Ha già invitato suocera e mamma a domeniche alterne perché era giusto fare così. Ha già laureato un figlio e onorato due mutui. Si è già ammalata e ha pure dovuto subire la violenza degli immuno soppressori. Adesso basta, Giorgia vuole vivere come le pare.
Dopo due colloqui ci salutiamo: empatiche, felici per il lavoro fatto che nessuna manipolazione adesso le strappa via, con le idee chiarissime e il cuore spalancato.

Per ricevere la mia newsletter settimanale potete iscrivervi cliccando sul pulsante sotto se vi fa piacere, vi aspetto.

La newsletter di Valeria Randone

Iscriviti alla mia newsletter

* campo richiesto

104 Commenti. Nuovo commento

  • Grazie, molto doloroso, ma vero.

    Rispondi
  • Cara dottoressa, io non riesco a capire se l’uomo con cui sono uscita per quasi tre anni sia un narcisista oppure no. Le frasi che lei cita come tipiche dette da un narcisista alla sua donna me le sono sentite dire tutte e ci ho creduto. Mi faceva sentire davvero speciale, importante, il nostro rapporto era unico e lui è sempre stato meraviglioso con me. Per questo non posso essere certa che lo fosse: non mi ha mai svalutata né mortificata. Ha sempre tirato fuori il meglio di me. Perciò, quando mi ha lasciata all’improvviso con un messaggio e senza spiegazioni, sono rimasta basita. Sotto alcuni aspetti mi ricorda un narcisista, ma non negli aspetti negativi. Purtroppo a distanza di qualche mese mi ha illusa dicendomi di essere ancora innamorato ma poi mi ha nuovamente allontanata: era già pronto ad uscire con un’altra donna . La cosa triste è che anche con lei sembra presissimo come lo era con me, come se fosse la donna che aveva sempre aspettato (esattamente come aveva detto a me)…Non mi capacito di come sia possibile resettare la mente e il cuore dall’oggi al domani…Io non ci riesco. Credo che un uomo così, per lo stile che usa con la sua donna di turno, non possa essere dimenticato.
    Attendo un suo commento. Grazie.

    Silvia 72

    Rispondi
    • Valeria Randone
      2 Aprile 2019 18:57

      Buonasera Silvia,
      è veramente complesso stabilire se quest’uomo sia un narcisita oppure no.
      Non si può effettuare una diagnosi per interposta persona senza il paziente in studio.
      In ogni caso, quest’uomo, le ha procurato grandi quote di sofferenza; quindi andrebbe comunque analizzata la qualità del vostro rapporto di coppia e la possibilità di regalargli un futuro, o meno.
      Un caro saluto

      Rispondi
      • Ho letto diversi articoli sui narcisisti, al di là di tutto sono persone sofferenti, che non proveranno mai la felicità di un amore vero. Sono persone che hanno sofferto da bambini e la cosa che mi rattrista è che raramente prendono coscienza del loro stato per farsi aiutare da un psicoterapeuta. Fingono per tutta la vita creano il deserto intorno a sé bruciando ogni cosa (persona) che incontrano nel loro cammino. Per me è stato più facile prendere coscienza della mia dipendenza affettiva, e trovare un supporto psicologico. Lui rimarrà per tutta la vita prigioniero delle sue ossessioni. Non riesco ad essere arrabbiata perché gli ho voluto veramente bene, spero prenda coscienza del suo problema (anche se crede di essere un essere perfetto e invincibile)

        Rispondi
        • Cara Martina,
          condivido le tue parole e credo sia tristissimo sopravvivere senza saper vivere. Purtroppo credo non cambierà mai.

          Rispondi
      • Buonasera e grazie.
        Ho letto tante cose.
        Troppe in questi anni.
        Anche il mio analista non mi ha sostenuta in queste sensazioni ritenendo che si “dipingesse” troppo.
        Ho vissuto una favola. Anche semplicemente a raccontarla, si immagini a viverla! Eppure, l’altro risvolto è la sofferenza subita.
        Sono alla terza (sua) fuga. Silenzi e sparizioni. Come se nulla fosse mai esistito. Questa volta sono trascorsi 7 mesi. Penso sia davvero scomparso.
        Io non faccio nulla. Diversamente dalle altre volte e lui interpreterà che non ci tengo “abbastanza”.
        ORA sono senza neppure le energie della riconquista e dello sguardo su di lui. Ci sono state altre cose che mi hanno portata su un piano diverso.
        Eppure……quanto quanto quanto………. avrei dato tutto, come.mai successo.
        Ha perso tutto. Incredibile.
        Ma a lui non importa. Nulla conta per dei replicanti come sono loro.

        Mai parole sono state così toccanti.
        Lei è riuscita a descrivere queste sensazioni come fossero sue.
        Grazie.

        Rispondi
        • Valeria Randone
          8 Ottobre 2019 07:32

          Buongiorno e grazie per i consensi.
          Le sensazioni dei miei pazienti, tutti e per tutte le loro pene del cuore, sono anche mie.
          Vada in consultazione, non ci sono altre vie. Un affettuoso saluto

          Rispondi
          • Salve, vorrei raccontare la mia storia che ha delle particolarità più uniche che rare oserei dire. Sono sposata da quasi ventotto anni e sono stata agganciata da un uomo più giovane di me di 8 anni su un social, mi ha subito corteggiata e dopo aver visto le mie foto si è mostrato impressionato trovandomi molto attraente. Insomma mi ha fatto love bombing per tre mesi tra chat di whatsapp e telefonate. Lui mi ha mostrato delle foto dicendomi che erano sue. Bellissimo, stupendo un’attore insomma, è faceva il modello. In seguito mio figlio fece una ricerca di queste foto su Google e risultarono appartenere ad un famoso nuotatore inglese. Io lo comunicai a questa persona e lui mi disse che sarebbe venuto tra qualche giorno x farsi conoscere da me. Il giorno dopo non rispondeva più ai messaggi e spari nel nulla, così io gli scrissi un messaggio di chiusura che sicuramente gli provocò una ferita profonda. Dopo due settimane io in preda alla disperazione e all’ansia gli scrissi che nn riuscivo a dimenticarlo e se poteva chiamarmi. Lui lo fece subito, sembrava che non aspettasse altro. Mi chiese scusa per tutto e mi promise che sarebbe venuto non appena si fossero sbloccate le regioni, cosa che per ora non può avvenire, sta continuando a contattarmi e dice di essere innamoratissimo e che verrà a prendermi al più presto perché vuole vivere con me, però non mostra ancora una sua immagine, manda solo dei corpi palestrati ma senza viso. Sparisce per giorni e poi ricompare. Ho fatto una ricerca sul suo numero e ho scoperto che la stessa ricerca su quel numero di telefono la fanno da tutta Italia e da tutto il mondo perché lui conosce tante lingue. Dentro di me so che si tratta di un narcisista ma vorrei una conferma, se è patologico, covert o overt. Sento che sto perdendo me stessa con questa storia e con il future fake che mi propone tutte le volte. Grazie.

          • Valeria Randone
            7 Aprile 2021 07:02

            Gentile lettrice,
            non riesco a capire nonostante l’evidenza dei fatti a cosa le possa servire una diagnosi; assolutamente non fattibile senza il paziente in studio.
            Un uomo senza volto che millanta un amore profondo e che desidera di vivere con lei senza averla mai vista. E lei, che nonostante l’evidenza, è attratta da un uomo che in realtà non esiste e che dissemina prove online della sua poco chiara esistenza.
            Prima di aprirgli ulteriormente il cuore e soprattutto la porta di casa, perché oltre che è un narcisista potrebbe essere un lestofante, le suggerisco una consulenza psicologica. Luogo dove poter fare chiarezza dentro sé stessa.
            È stata chiaramente manipolata.
            Un caro saluto

        • Non ho compassione per questi millantatori di amore, usurpatori della buona fede, ladruncoli, sadici nel colpire i tuoi sentimenti e la tua autostima con un sorriso beffardo, senza pietà. Col tempo le loro malefatte emergono e continuano ad emergere Non ho pietà di loro, ma delle loro vittime.

          Rispondi
        • Quanto ti capisco Bibi
          ti do del tu in quanto accomunate dalla triste sorte di aver diviso tempo, energie e vita con un narcisista patologico.
          Ho esaurito anche la forza dello sperare, non so quanti adddi e ritorni, non li ho contati, non ho contato neppure le lacrime spese, ma dopo aver fatto i conti con la triste realtà di averlo sempre diviso con altre, è rimasto solo il vuoto, il baratro, con la consapevolezza di aver davanti a me solo crisi di astinenza

          Rispondi
  • La ringrazio dottoressa. Purtroppo non ci può essere futuro ormai per noi due. Lui ha una nuova compagna al suo fianco ed è felice. Sono io che fatico a dimenticarlo. Penso che sarà difficile per me incontrare un altro uomo con cui sentirmi così tanto bene come mi sentivo con lui…Non mi do’ pace per questo…

    Rispondi
    • Carlotta Nitom
      4 Settembre 2019 00:10

      Buonasera Silvia
      Ho letto il carteggio qui sopra. Ma lei è sicura che lui abbia sempre tirato fuori il meglio di sé? Perché ritrovo molte cose di quelle che lei racconta nella mia esperienza, ma dopo un iniziale momento in cui ho creduto che il portarmi in palmo di mano fosse “tirare fuori il meglio” ho invece compreso che lo schema era solo apparenza: sminuiva le mie fragilità quotidiana, dava poca importanza alle mie passioni e mi isolava dai contesti che mi facevano stare bene. Ho sempre legittimato questo comportamento per via di una differenza anagrafica ma poi ho capito che era sbagliato.

      Rispondi
      • Buongiorno Carlotta,
        nel mio caso posso dire che non mi ha mai sminuita, anzi, mi stimolava a dare sempre il meglio di me, a coltivare le mie passioni e le mie amicizie. Era davvero perfetto. Io purtroppo un po’ meno. Devo averlo deluso molto, forse non si è sentito abbastanza amato o forse non ero io abbastanza per lui. Avrei voluto rivederlo per chiedergli perdono per averlo ferito in qualche modo. Ma non ne ho avuto la possibilità.

        Rispondi
  • Cara Dottoressa,
    Dopo essere arrivata a pensare di essere vittima di un maleficio, in quanto non riuscivo a spiegare il mio stato d’animo e la mia ossessione per il mio ex,che mai avevo provato x nessuno, nemmeno per il mio ex marito,con la quale sono stata 15 anni e ho avuto 3 figli…per caso mi sono imbattuta in questo articolo e ho capito di essere stata innamorata di un narcisista.
    Ci siamo lasciati da 5 mesi, e io non riesco ancora a dimenticarlo…ho fatto di tutto per lui… l’ho amato davvero e gli ho fatto conoscere i miei figli, lui è sparito dalla mia vita come se niente fosse,lasciando malgrado un grande vuoto apparente, e mi ha trasformato in una donna triste, svuotata, depressa,piango ogni giorno,mi sento spenta,nn ho più voglia di fare niente,nn riesco più a conoscere altri uomini….come faccio a uscirne? Aiuto!!

    Rispondi
    • Valeria Randone
      10 Aprile 2019 17:38

      Buonasera cara Signora.
      I narcisisti sono dei pirati dell’anima: succhiano energie, e la vita dopo stenta a germogliare perché è rimasta solo sterpaglia.
      Si occupi di se stessa, stabilente.
      Recuperi la dimensione del piacere: le amiche, i suoi figli, lo sport, una passione dimenticata.
      Un percorso di psicoterapia diventa assolutamente indispensabile per ricostruire quello che le è stato rubato: il cuore.
      Un abbraccio

      Rispondi
      • Carissima Luciana, mi trovo anch’io nella tua situazione: ho amato follemente un narcisista per 6 anni e solo dopo che lui mi ha lasciata, andando via senza spiegazioni, ho scoperto di essere stata vittima di un narcisista patologico. Ho vissuto con lui tutto quello che tu dici di aver vissuto col tuo partner, e di averlo amato anche più di tuo marito.e’ successo lo stesso a me.Ma adesso grazie all’aiuto di due medici, uno psicologo e uno psichiatra sto cercando di recuperare me stesse e le mie energie.
        un abbraccio,

        Rispondi
  • Io sono stata intrappolata da un uomo narcisista, peraltro sposato e pluri fedifrago. Quando la relazione è finita ho provato il vero e proprio dolore al cuore, pensando di aver perso l’amore della mia vita. Il grande unico e vero amore. Lui inizialmente ha fatto la vittima, quello che mi avrebbe amata per sempre, per poi trasformarsi in un mostro, cattivo e anche vigliacco. Ha messo la gente contro di me e ha parlato male a tutti. Solo invenzioni. Semplicemente perché io mi sono ribellata al suo modo di tenere intrappolate le vittime (non a caso, ora, separato, è tornato con una ex e tutte le altre trepidano per lui). Io no. Dopo la rottura non ho più voluto alcun rapporto con lui. Le comunicazioni erano violente e arroganti, piene di rabbia. A distanza di due anni mi sono rifatta una vita. Ho riscoperto il significato dell’amore, che non era certo quello che ricevevo da lui (io lo adoravo incondizionatamente e lui mi permetteva di essere al suo capezzale). Sono stata vittima di dipendenza affettiva ed è veramente devastante. Con il senno di poi non tornerei più indietro. Troppo dolore e troppo amore sprecato per qualcuno che l’amore lo prova solo verso se stesso

    Rispondi
    • Valeria Randone
      19 Aprile 2019 08:58

      Buongiorno e grazie per la Sua testimonianza.
      Auguri per il “dopo”

      Rispondi
    • Buonasera Dottoressa, mi chiedevo se, data la esistenza di tutti questi narcisisti, si possa diventare narcisisti dopo aver vissuto anni con loro….oltre al narcisismo da diseducazione e traumatico. Mi chiedevo pure se il nostro carattere possa creare nel partner il narcisismo. Mi chiedevo pure se il narcisista patologico fosse come noi prima di diventare narcisista. E mi chiedo se il narcisista è narcisista per scappare da una possibile sua omosessualità??

      Rispondi
      • Valeria Randone
        24 Luglio 2020 10:31

        Buongiorno,
        il tema è molto complesso, non dipanabile con una semplice riposta. Non si diventa Narcisita per “contagio”. Ma il partner del narcisita, che solitamente soffre di dipendenza affettiva, sviluppa, in seguito, una sindrome post traumatica da stress.
        L’omosessualità non correla con il narcisismo, possono esserci uomini o donne narcisisti, etero o omosessuali.

        Rispondi
    • Ciao Serenella, sono felice che tu ne sia uscita fuori, questo mi fa ben sperare che anch’io ci riuscirò! la mia “non storia” è durata solo un mese, tra fughe ed effusioni che mi toglievano il respiro (per fortuna non è andato oltre, perché ci sarei cascata in pieno), ma è bastato, dopo l’ennesima fuga, per convincermi a fare un passo indietro ed andare subito in terapia per liberarmi della mia evidente dipendenza affettiva. Sarà difficile evitare i contatti perché mi abita vicino e lo posso incrociare anche tutti i giorni, ma eviterò qualunque altro contatto virtuale. Spero di uscirne presto, anche perché sono vedova da 6 mesi e con sudore e fatica ero riuscita a curarmi dal dolore e ricominciare a vivere, non devo permettergli di annientarmi nuovamente. Rivoglio la mia Vita! Grazie del tuo commento. E grazie Dottoressa per questo esaustivo articolo.

      Rispondi
  • marie margaretha mijnlieff
    2 Maggio 2019 07:37

    Sono una mamma sopravvisuta ad un narcissista (stalker) Ora scopro che la donna che ha sposato mio figlio è un narcisista che (inconsciamente ) fa di tutto per ‘distruggermi’ Che fare? Un confronto pacifico non mi riesce . Mi sono quasi annientata.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      2 Maggio 2019 17:03

      Buonasera,
      è difficile da qui dirle cosa fare. La diagnosi di narcisismo la fanno i clinici; prima di gridare al narcisismo, bisogna comprendere se realmente questa donna è una narcisista oppure ha semplicemente un brutto carattere.
      Le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo per ulteriori chiarimenti. Se desidera essere seguita da me, io faccio studio a Roma e a Catania.
      Un cordiale saluto e auguri per tutto

      Rispondi
  • Buongiorno Dottoressa,
    Che dire, questo articolo è un pugno al cuore.
    Sono stata vittima di un narcisista anni fa, sono riuscita ad andare avanti dopo un periodo iniziale in cui non avevo neanche la forza per affrontare il mio dolore.
    Ho fatto un grandissimo lavoro su me stessa e sulla mia autostima da quando lui non fa più parte fisicamente della mia vita e quando scrivo fisicamente è perché nonostante ci siano periodi in cui sto molto bene basta poi un amico in comune che pubblica una foto con lui per lacerarmi il fondo del cuore.
    Cerco di evitarlo in ogni modo, è stato uno dei motivi per il quale ho anche cambiato Stato, per mettere una distanza fisica ancora più marcata tra noi.
    Solitamente riesco a gestire bene questa sorta di “ricadute” ma ora, purtroppo per la mia psiche e forse per fortuna per lui, perché son cose belle, lui è riuscito a realizzare i sogni che avevamo insieme: una figlia e un traguardo importante per la carriera.
    Carriera tra l’altro che condividevamo e che io ho rallentato a causa del suo mettermi contro tutti quanti quando ho tagliato il legame.
    Purtroppo facciamo un tipo di lavoro che ci porta a conoscenza dei traguardi dell’altro anche se viviamo in due parti opposte dell’emisfero ed io ultimamente mi sento cosi ferita, che l’esser sollevata di non essere stata poi io la madre di sua figlia non è poi un gran sollievo.
    Non so più come fare per guarire, ho un compagno ora, non amo più il narcisista ma è come se il suo veleno mi indebolisse ancora nonostante lo spazio ed il tempo.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      31 Maggio 2019 17:34

      Buonasera e grazie per il Suo racconto.
      Il veleno che il narcisista le ha inoculato indebolendola e screditandola, purtroppo, rimane per un po’ sotto pelle.
      Evitando le ricadute si può ipotizzare una guarigione definitiva.
      Se ha la sensazione di camminare in bilico tra ricordi ed esame di realtà, di faccia aiutare da un mio collega.
      Saprà come aiutarla a guarire davvero.
      Un caro saluto e auguri di cuore per tutto.

      Rispondi
  • Salve Dottoressa, è molto duro realizzare di essere “caduta” in una relazione con un verosimile narcisista. Dico verosimile perchè non avrò mai modo di confermarne la diagnosi e penso sempre che ciò vada comunque affidato a psicologi e psichiatri. Nonostante questo credo sia utile accennare alla mia esperienza perchè è grazie alla lettura di articoli simili o commenti nei blog e grazie all’aiuto di una psicologa che ho messo a fuoco lentamente ciò che mi è successo.
    In un anno difficile, nel quale stavo affrontando l’inizio della separazione, dopo tanti anni, da un marito adorabile con i nostri figli ma assolutamente assente nella quotidianità ed anaffettivo, ho casualmente risentito un vecchio amico attraverso un semplice commento in facebook. Un amico che non vedevo da molti anni, che vive lontano, ma con cui c’erano stati comunque messaggi di saluto nel corso degli anni e a cui ero legata da veramente bei ricordi di comitiva.
    Gradualmente abbiamo iniziato a salutarci via chat, poi con messaggi privati quotidiani, al punto di sentirci piu’ volte al giorno, sempre tramite messaggi , perchè risiedeva all’estero. Sapeva cosa mangiavo, a che ora mi addormentavo, mi salutava e mi mandava in bocca al lupo per gli eventi di lavoro con una precisione che per me, abituata ad un uomo che non manifestava mai affetto o gesti che ti fanno sentire desiderata e pensata, è stata subito infatuazione. Non ero abituata da anni a tante attenzioni, non avevo mai tradito mio marito che mi sembrava allora piu’ lontano di lui.
    Le telefonate o chat con il mio vecchio amico sono andate avanti mesi, nei quali abbiamo conosciuto tanti particolari delle nostre vite (faceva tante domande su ogni cosa, e questo secondo me è un modo per entrare nella tua vita profondamente, conoscere i tuoi gusti e debolezze) fino a che, ormai arrivati a grandi espressioni di affetto reciproco, è venuto a trovarmi. Ho passato dei giorni bellissimi quando siamo stati insieme ( e il problema è che è quei giorni sono rimasti un pensiero fisso). Alla partenza ha cambiato atteggiamento, era già distante il giorno stesso, e nel giro di qualche giorno mi ha comunicato via messaggio che non potevamo avere una relazione. Poi, dopo pochi giorni, ha ripreso a scrivermi come se nulla fosse, sempre con atteggiamenti flirtanti, con battute simpatiche o complimenti. Ad ogni mia risposa (ovviamente ancora molto innamorata) seguiva però di nuovo silenzio di alcuni giorni, con conseguente dipendenza e attesa da parte mia, associata a frustrazione. Alternava frasi amorose e distacco in modo quasi regolare e questo dava malessere e benessere alternanti anch’essi.
    Il punto è che all’interno di una relazione cosi, la persona innamorata non riesce a vedere, non sa riconoscere: non sono sicura neanche adesso di che persona sia stato, o se sia un narcisista e stento ancora a credere che una persona di cui ti fidi e che è legata a te da bei ricordi possa comportarsi cosi. All’ennesimo periodico messaggio lampo, ma che era sempre lusinghiero e quindi totalmente senza scrupolo nel rispettare la mia sofferenza di “sedotta e abbandonata”, gli ho scritto una lunga email e l’ho salutato.
    E cosi ora sono senza marito e senza il mio vecchio amico ed amore, a cui purtroppo continuo a pensare.
    Il punto è che questa persona è entrata nella mia vita cosi sottopelle perchè da troppo tempo ero priva di un bel legame con un uomo e lo aveva capito bene. Ma è tanto difficile da accettare e questo porta via tanto tempo per poter guarire.
    Spero che queste parole siano utili a qualcun altro, come altre che io ho letto lo sono state per me.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      2 Giugno 2019 07:38

      Buongiorno e grazie per il suo racconto. Racconta intriso di sofferenza e di incredulità. Amare un narcisista è tra le esperienze più intense più devastanti allo stesso tempo.
      L’unica modalità per venirne fuori davvero è fare un lavoro su sé stessi e comprendere le motivazioni, anzi le falle psichiche, per le quali il narcisista entra dalla porta d’ingresso nella vita del protagonista.
      Un caro saluto e auguri per tutto

      Rispondi
    • Per me lo sono Dora, oggi mi sono imbattuta in questo articolo e continuo a leggerlo per sentirmi meno sola.
      Sono ricaduta nella sua trappola per ben 4 volte nell’ultimo anno e mezzo dopo che mi ha “elegantemente messo alla porta” in quella che era casa “nostra”. Ho troncato pochi giorni fa. Mi sento come in astinenza e sto aspettando di avere un colloquio con una terapeuta, perché finalmente ho capito che ho un problema serio.
      Incapace di dirgli di no ogni volta che torna son totalmente in balia della sua presenza/assenza, e appena lo allontano scopro soffro disperatamente ma scopro di avere risorse immense dentro di me meravigliose. A gennaio di punto in bianco è sparito di nuovo negandosi al telefono e dopo giorni di sofferenza atroce ho scritto una tesi meravigliosa e molto apprezzata ma appena prima di laurearmi io l’ho cercato per un saluto e naturalmente ci sono ricascata e dopo avermi promesso cose che si è rimangiato senza nemmeno dirmi niente ma con una lucida e cinica distanza mi ha fatto sentire piano piano abbandonata e ha alimentato le insicurezze e i dubbi che il tradimento subito di tre anni ha inflitto.
      Credetemi, mi ritengo una donna molto intelligente e per bene ma la mia intelligenza non è servita a nulla, anzi… per anni ho vissuto con la sensazione di aver perso la mia capacità di giudizio. E’ una cosa terribile.
      Ma non mollo, adesso che ho capito di cosa si tratta, giuro a me stessa che non mollo. Ho 35 anni e voglio solo essere felice.
      Un abbraccio a tutte. Grazie delle vostre esperienze, fondamentali per chi come me sta realizzando solo ora dopo 9 anni di “relazione” di cui 6 di convivenza, che sinora si è accompagnata ad uomo estremamente problematico e pericoloso.
      Francesca

      Rispondi
      • Valeria Randone
        30 Agosto 2019 13:52

        Buon pomeriggio Francesca,
        sono felice che il mio articolo la fa sentire meno sola. Mi scalda il cuore.
        Le confermo e le ribadisco che l’intelligenza non correla con le tenaglie terrificanti del narcisista.
        Se ha piacere legga il mio ultimo libro, penso che potrebbe aiutarla più di un articolo.
        Un affettuoso saluto e auguri per tutto.

        Rispondi
        • La verità è che tutto questo fa tanta paura. Fa paura la costante percezione di crollare da un momento all’altro anche quando non te l’aspetti, soprattutto quando sei in mezzo alla gente che continui ad allontanare perché quello che si prova è anche vergogna di esserci ricascata nonostante le opinioni di chi, se ha detto una parola lo ha fatto per proteggermi. Il senso di stupidità e ingenuità mi fa sentire come se dovessi autopunirmi ulteriormente. Soffrire. questa è la parola d’ordine mentre io voglio soltanto un grammo di forza per allontanare un pensiero che sembra togliermi il respiro.
          Grazie dottoressa per la sua attenzione.
          Spero di poterle dare un esempio di guarigione totale tra qualche tempo.
          Un caro saluto
          Francesca

          Rispondi
          • Valeria Randone
            1 Settembre 2019 13:29

            Lo spero anch’io, Francesca.
            A presto.

          • Buongiorno, mi piacerebbe sapere da te, Francesca, se alla fine ce l’hai fatta e come…
            Vivo anch’io una relazione devastante da 9 anni e mezzo con un narcisista e ora credo di avere toccato il fondo e mi devo imporre di andare via. Questa volta per sempre, dato che da due anni a questa parte sono scappata da casa nostra almeno 5 volte (ma sempre dopo liti furibonde, quindi a caldo), rifugiandomi da un’amica, per poi non riuscire a resistere e tornare a casa.

            Questa volta andrò dai miei genitori, non importa se ho 38 anni e risulto vecchiotta per andare dai miei. Almeno per qualche mese avrò bisogno di essere coccolata e soprattutto “trattenuta” perché esattamente come le altre volte l’astinenza sarà così forte da farmi mancare il respiro.
            Lui fa così da sempre… “Amore grandissimo”, dolcezza, parole gentili, gesti romantici per pochi giorni. Poi inizia improvvisamente ad attaccarsi a qualsiasi pretesto per “cazziarmi” e da lì una discesa agli inferi… Insulti, svalutazione, minacce, senza sosta fino al trattamento del silenzio che certe volte ha sfiorato i 2 mesi consecutivi. Poi improvvisamente decide che il momentaccio è finito e di colpo torna il principe azzurro e io ci ricasco ancora e ancora… Il tutto per circa 2 o 3 settimane al massimo. Ma adesso basta. Ho avuto la fortuna di non avere avuto figli da lui e posso ancora avere una chance di una famiglia (forse) serena e stabile.
            Però… Dove trovo il coraggio di andare via in questi giorni, dato che lui ha annusato il mio ennesimo allontanamento e da ieri è di nuovo un agnellino gentile? Io però dentro di me questa volta so che è tutta una menzogna, per la prima volta proprio non gli credo più e sto facendo buon viso a cattivo gioco.

            Per questo chiedo a te, Francesca ma anche a tutte le altre donne che ce l’hanno fatta e che vorranno rispondermi, qual è stato il giorno in cui hai fisicamente fatto le valigie e come lo hai comunicato al demonio che viveva con te? Di persona? Cercando di nuovo un inutile dialogo per spiegare le tue motivazioni?

            Ho veramente bisogno di trovare in me quella forza che non ho mai avuto…
            Sto andando in psicoterapia da anni e solo adesso mi sto veramente rendendo conto di tutto.
            Un abbraccio a tutte

        • Buonasera, mi sono imbattuta per caso …anche io sono vittima di un rapporto di 8 anni con un narciso patologico. Ora sono 4 anni che non lo vedo più, e faccio di tutto per evitarlo. L ho incontrato nel periodo che moriva mio papa ero debole, me ne sono innamorata perdutamente e questa storia mi ha fatto soffrire tanto. Ancora oggi ne porto i danni, e mi sto facendo aiutare da una psicologa. Mi ha tolto tutto di me….spero di rinascere.

          Rispondi
  • Buon pomeriggio Dott.ssa,
    anche io come le donne che mi hanno preceduta nella lettura di questo articolo, sono stata vittima di un narcisista: 10 anni di vado e torno, 10 anni di ti amo sei tutta la mia vita e poi sei l’errore più grande della mia vita.
    10 anni che non riesco a dimenticare. Se n’è andato di casa poco meno di 6 mesi, senza guardarmi negli occhi, al telefono urlandomi contro, come faceva ogni volta che provavo a ribellarmi alla sua sottomissione.
    Oggi ho capito che non era una relazione sana, ho capito che non è di un uomo come lui che ho bisogno, ma la sera, quando resto sola con i miei pensieri, la testa va ancora a lui.
    A Marcello ho dato gli anni migliori della mia vita, mi sono completamente annullata per lui, sono diventata tutto quello che lui voleva: una bambolina, la donna oggetto che faceva sbavare gli uomini e che lo faceva sentire il padrone del mondo perchè ero solo sua.
    Ho perso tutte le mie amicizie, ho perso il sorriso e la stima di me stessa.
    Oggi ho 45 anni e ho tanta paura di rimanere sola per il resto della mia vita, uomini come lui ti fanno il lavaggio del cervello fino a convincerti che tu non vali nulla, che senza di loro non andrai da nessuna parte.
    Purtroppo con lui non posso chiudere ogni rapporto, ho un’attività in cui lui in qualche modo è coinvolto e una volta al mese lo devo vedere.
    Quanto fa male, vederlo sereno, padrone della sua vita e io con il magone in gola che non riesco neanche a parlare.
    Passerà mi dicono, non hai perso niente, ma io ho perso tanto invece, ho perso me stessa e nessuno mai mi restituirà quello che ero.
    Mando un grande abbraccio a tutte le vittime come me e faccio un augurio a tutte noi: trovare un compagno che ci rispetti e ci ami come noi meritiamo…

    Rispondi
    • Ciao Katiuscia,
      Non sono la dottoressa ma ho ricevuto via email la tua testimonianza ed una cosa mi ha colpito, il tuo augurio a trovare un compagno che ci rispetti, la tua paura del rimanere sola… io posso solo dirti una piccola cosa ovviamente che mi viene dal profondo del cuore e che ora a te sembrerà quasi non credibile, ma tra qualche tempo se lavorerai su te stessa scoprirai che avere un compagno nella vita non è strettamente necessario, è un di più, scoprirai il tuo valore e scoprirai anche che sei in grado di amarti a tal punto da stare bene sola, che se incontrerai un uomo e lo vorrai come compagno è perché lui sarà un valore aggiunto e non un tappa mancanze.
      Durante la fase che stai vivendo mi è capitato di leggere un libro straordinario sulle donne, “donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estes, mi ha fatto capire tanto del periodo che stavo vivendo e delle motivazioni che mi facevano sempre incorrere in personaggi di dubbia stabilità psicologica, te lo consiglio sperando che possa aiutarti come ha fatto con me e con migliaia di donne.
      Un abbraccio forte

      Rispondi
      • Valeria Randone
        4 Giugno 2019 15:26

        Buongiorno care lettrici,
        accomuna la le vostre e-mail e rispondo ad entrambe.
        Un narcisista, nella vita, non appare all’improvviso e non appare per caso. È un tipo di relazione improntata sulla manipolazione e sulla pseudo compensazione delle lacune primarie. Il rapporto totalizzante con una persona narcisista rende il suo partner assolutamente vulnerabile, insicuro, ancora più bisogno .
        È un partner che in un primo momento abbraccia e contemporaneamente stritola.
        È un partner ambivalente.
        È un partner dispensatore di ansie e di sofferenze a lento rilascio, anche nella sua assenza.
        Anche nella terra del dopo, come amo chiamarla io.
        Ho scritto il mio ultimo libro proprio per dipanare le dinamiche di questi amori malsani, raccontando la storia di Adele, che è riuscita a passare da un amore dipendente a sé stessa, a un amore sano
        Un caro saluto, e auguri per tutto.

        Rispondi
    • Come Elisa,
      anch’io mi sono chiesta “come, ha paura di restare sola, invece di sperarlo?!”. È vero che sono più grande, 54 anni, comunque col cavolo che nella mia vita ci saranno ancora due centimetri quadrati per un uomo. Devo fare quel miliardo di cose che non ho fatto negli 8 anni di galera, anch’io in una casa virtualmente “nostra” da cui sono stata cacciata più volte, finché non me ne sono andata io stessa.

      Rispondi
  • Buongiorno dottoressa,mi sono innamorato di una donna che ha avuto una relazione durata circa tre anni con un narcisista,ci siamo conosciuti dopo che la sua relazione era finita da circa quattro mesi,dopo una quindicina di giorni mi ha parlato del suo rapporto,mi ha raccontato tutto il male che gli ha fatto,la nostra relazione è durata circa quattro mesi,tra alti e bassi del suo umore,mi ha lasciato e ripreso tre volte,l’ultima volte, mi ha detto che era veramente innamorata di me,poi dopo circa dieci mi ha lasciato ,dicendomi che non è mai scoccata la scintilla vera,io non ci credo perché i suoi occhi parlavano chiaro,secondo me è ancora sotto la vecchia storia,in questi quattro mesi ci siamo sentiti pochissimo,a volte non mi ha nemmeno risposto ai miei messaggi,è piu’ di un mese che non la cerco,pero’ è sempre nei miei pensieri,vorrei un consiglio come posso fare per aiutarla e se possibile ricostruire il nostro rapporto,grazie

    Rispondi
    • Valeria Randone
      5 Giugno 2019 16:18

      Buonasera,
      è complicato poterle dire qualcosa di sensato affinché lei possa aiutare questa donna che, non sappiamo bene, se vuole davvero essere aiutata o se è davvero fuori dal girone dell’inferno dato da un amore malato.
      Potreste valutare insieme di effettuare una consulenza di coppia, luogo non giudicante, di grande accoglienza, all’interno del quale cercare di comprendere come potervi aiutare vicendevolmente.
      Se desiderate essere seguiti da me, io faccio studio a Roma e a Catania, eventualmente, un mio collega specializzato in dinamiche di coppia può prendersi cura di voi.
      Un cordiale saluto

      Rispondi
  • Buongiorno a tutte, anch’io ho vissuto una relazione lunga 11 anni con una “persona” che di punto in bianco senza un ma nè un perchè mi ha liquidata con un messaggio su w.app, dopo anni di momenti belli alternati a continui tradimenti, chiusure inspiegabili (sentiva il vuoto diceva), abbandoni repentini perchè incrociava qualcuna che gli faceva gli occhi dolci. Sicuramente si tratta di una persona bipolare e anaffettiva. La difficoltà attuale dopo più di un anno che non ci vediamo più e doposette mesi che non ci sentiamo in seguito ad un violentolitigio telefonico, è che a volte metto in dubbio che sia una persona non sana. Sottilmente mi rendo conto di cercare tra i meandri dei ricordi i momenti migliori mentre so razionalmente il male che mi ha fatto e dal quale sto lavorando per allontanarlo definitivamente dalla mia vita. A volte mi viene voglia di chiamarlo ma senza, per fortuna, farlo…. per certi aspetti mi fa schifo, per altri non riesco a dimenticare i momenti incredibili e bellissimi che mi ha fatto passare ….. so in realtà che è una persona che mi fa del male, profondo e devastante. Perchè allora ancora di penso?

    Rispondi
    • Valeria Randone
      11 Giugno 2019 14:19

      Buona sera,
      è complicato dirle qualcosa di sensato via e-mail. Le soluzioni, cioè la terapia, seguono una scrupolosa diagnosi che va effettuata in studio con un professionista veramente competente.
      Probabilmente, ma lo prenda con le pinze e con il beneficio del dubbio, il motivo per cui continua a pensarci è lo stesso per cui lei lo ha scelto come compagno.
      Immagino che si tratti di una dipendenza affettiva, di una fragilità psicologica o di un nucleo depressivo.
      Le suggerisco di lavorarci con una psicoterapeuta.
      Se desidera essere seguita da me io faccio studio a Roma e a Catania.

      Un cordiale saluto

      Rispondi
  • Salve dottoressa, sono Valentina ho 36 anni e da 9 anni sono insieme ad un narcisista.ho scoperto solo qualche mese fa la sua vera natura di narcisista documentandomi un po’ su internet. Ho passato 9 anni di alti e bassi come si può immaginare x un narcisista, alti e bassi senza mai lasciarci però, solo con violenti litigi dopo i quali, dopo lunghi silenzi lui è tornato da me dopo che io però l’ho implorato. Sono stata vittima di innumerevoli maltrattamenti psicologici. C’e da dire che quando ho conosciuto questa persona lui era sposato e con una figlia. Mi ha dichiarato il suo amore all’epoca e io l’ho creduto avevo 27 anni e una relazione di 13 anni in corso con il mio primo fidanzatino d’infanzia. Che poi è inevitabilmente finita xche nel narcisista ho trovato l’uomo il vero essere uomo e non ragazzo,che mi ha fatto volare e mi scaraventata giù con forza ma io mi rialzano sempre x dimostrargli quanto volevo stare con lui.ho sopportato di tutto x lui. La continuazione del suo matrimonio fino a 5 anni fa quando ha deciso di lasciare la moglie con la quale ovviamente non andava d’accordo e dalla quale aveva provato giana divorziare una volta ma la paura di avere la figlia contro lo frenava. Finalmente nel 2015 siamo andati a vivere insieme e abbiamo vissuto il nostro amore. Ho sopportato una gelosia inverosimile, mi sono adattata ai suoi modi, ho modificato il mio modo di parlare, di sorridere e di relazionarmi con gli altri x non renderlo geloso ma ovviamente non ci sono mai riuscita xche lui ha sempre continuato a dire che il suo malessere sono io e il fatto di essere troppo geloso di me. Alcune cose da precisare è che lavoriamo entrambi in aeroporto quindi a contatto con tantissime persone ogni giorno. Aeroporto che pullula di sue ex e con le quali ovviamente io e la mia gelosia dobbiamo fare i conti ogni giorno anche a distanza di anni. Sono assolutamente sicura della sua fedeltà perché x quanto narcisista è molto molto sincero in tutto a costo di ferirti a morte e poi anche xche le nostre vite sono cosi strettamente attorcigliate che non riuscirebbe mai, e inoltre sul posto di lavoro ho tantissime persone amiche ed amici che ….mi difendono. Ma il punto non è questo. Un’altra cosa da precisare è che è un cocainomane da anni e anni. Io ho subito, capito ,accettato la sua dipendenza, l’ho sostenuto sempre e comunque. Non vuole darmi un figlio per questo motivo. Perche dice di non voler ripetere lo stesso errore e cioe vivere un figlio nella tossicodipendenza quindi ha provato e riprovato a smettere ma ancora non ci è riuscito. Io sono rimasta incinta l’anno scorso, l’avevamo voluto, poi ho abortito e lui non ha più voluto. Abbiamo continuato a litigare nel corso dei mesi violentemente. Fino a qualche mese fa dove la sua reazione alla litigata è stata di cominciare il trasloco x andarsene di casa. Io ho retto il punto una settimana poi mi sono sentita mancare la terra sotto i piedi e sono tornata disperata da lui chiedendogli scusa x non so cosa avessi fatto. Ero credo in una condizione psicologica tale da non poter affrontare una fine della nostra relazione in quel momento. Abbiamo ripreso alla grande. Mio padre non stava bene e l’ho perso 3 mesi fa. Non mi è stato vicino come mi aspettavo …ma a suo modo si…ha sofferto tanto anche lui xche gli voleva bene. Abbiamo cercato di andare avanti insieme..andava tutto benissimo…anche una nuova vivacità sessuale assopitasi ovviamente con la malattia di mio padre. Andava tutto bene fino a 1 settimana fa quando abbiamo litigato x gelosia. Un suo conoscente a cui lui crede io piaccia e x il quale abbiamo discusso più di una volta, mi ha rivolto la parola sotto casa in sua assenza. Io sono corsa dentro e l’ho chiamato, lui era vicino casa. È arrivato e non ha litigato con l’altro ma lo ha trattato con rabbia e lo ha allontanato. Dopodiché non mi ha rivolto più la parola e ha cominciato a smontare casa dalle sue cose. Non dorme a casa da una settimana ma viene di continuo ignorandomi completamente. Io come immaginavo sono durata una settimana a testa alta continuando con la mia vita e il mio lavoro dove lo intravedo. Lui adesso vive sulla dependance in piscina dove abitano anche altri amici.la piscina è condominiale. Gli ho scritto una lettera x invitarlo semplicemente ad una spiegazione alla fine di una storia come la nostra. La voglio accettare ma dandogli una spiegazione. La risposta alla lettera è stato trovare altre cose sue smontate. Non so neanche se l’ha letta la lettera. Ora mi chiedo se è veramente finita o se è solo e ancora il suo modo più subdolo di farmi del male xche sa benissimo che mi sta uccidendo. Non riesco a capacitarmi di come possa essere passato dall’amore all’odio in pochi giorni. E poi x uno come lui con la sua gelosia, che si svegliava la notte sudato in preda al panico solo x aver sognato che io baciavo un’altro come fa a pensare che io un giorno possa stare con qualcun’altro. Allora penso non è possibile…. mi vuole solo infliggere il dolore ancora di più per poi tornare. Oggi è il primo giorno di down x me..sono a letto senza neanche la voglia di aprire la finestra. Attendo il suo arrivo solo x sentire i suoi passi in casa consapevole della noncuranza che avrà di me se mi va bene o di qualche insulto se mi va male. Non so cosa sperare x questa storia e non so cosa aspettarmi dal suo atteggiamento.
    Grazie dottoressa solo x avermi ascoltata.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      3 Agosto 2019 09:34

      Buongiorno,
      l’ascolto, purtroppo, non basta.
      Lei necessita di una cura e di un ascolto attento, empatico, e profondo.
      Le suggerisco la lettura del mio ultimo libro, che tratta appunto di un amore malsano e di come venirne fuori.
      Se desidera essere seguita da me io faccio studio a Roma e a Catania.
      Un caro saluto e auguri per tutto.
      Si prenda cura di sé

      Rispondi
    • Ciao Valentina,
      leggo la tua storia e ripenso alla mia. Sono 5 anni che va avanti.
      È finita diverse volte per poi ricominciare. Mi trovo esattamente in questo momento nella tua stessa situazione, con la differenza che io ho intuito la tossicità della storia e la sua psicopatia e gliene ho parlato, facendogli leggere articoli sulla manipolazione e sul narcisismo. Lui non ha fatto altro che prendere consapevolezza e usare poi queste mie intuizioni per dirmi che lo calunniavo, che avevo un’idea malsana di lui. Non lo amavo.
      Non ha mai provato a mettersi in discussione, ma ha sempre puntato il dito contro di me che ho fatto terra bruciata attorno a me per la sua gelosia (i risvegli notturni in preda al panico di essere tradito sono una cosa che mi ha colpito nella tua testimonianza perché lui mi diceva le stesse cose) eppure chi era circondato da centinaia di amiche e fans era solo lui. Io sono uscita da tutti i social (la sua ossessione) e ho allontanato chiunque perché secondo lui chiunque voleva scoparmi. Non era cocainomane, ma la sua droga era lo sport come mezzo per essere adulato e ammirato, non solo per essere performante. Ci siamo conosciuti da sportivi e anche in quel campo ha ridotto all’osso ogni mia ambizione, ogni mia interazione. Forse sarebbe meglio dire che ho ridotto, perché lui oltre che manipolarmi, non ha mai chiesto a me nessun gesto estremo, nessuna rinuncia in maniera diretta, quindi sono consapevole di aver fatto tutto io, aspettandomi forse, che anche lui facesse lo stesso, perché il suo sogno era una relazione senza contaminazioni esterne, ma di tutto faceva tranne che mantenersi irraggiungibile..
      temo che torni, ma sarei falsa se dicessi che non è quello che desidero nel profondo. Sono immobile, perché in questi anni ogni volta che tornava mi rinfacciava di averlo abbandonato e di essermi resa disponibile al genere maschile, poco importa quanta rabbia provassi per quello che subivo. Per lui era inaccettabile!
      Se mi ero iscritta a Facebook era perché avevo un’indole ribelle e non perché volevo vendicarmi o semplicemente tentare di ricostruire la mia vita.
      Ho paura di fare tutto. Di vivere. Di essere autonoma nelle scelte e di essere giudicata da lui.
      Da quando c’è lui nella mia vita tutto va a rotoli. È come se dessi calci alla fortuna che, prima che arrivasse lui, mi sorrideva.
      Sento che liberarmi di lui è la soluzione, ma lui è nella mia testa. Non è una presenza fisica per cui il fatto che non ci sia più non smuove nulla.
      Mi piacerebbe sapere se Valentina ne è uscita e come. Io ho girato 3 psicoterapeuti diversi con strategie diverse, ma finora ho solo boicottato me stessa.
      È tutto chiaro, limpido… il problema sono io.

      Rispondi
      • Valeria Randone
        5 Settembre 2021 17:00

        Buonasera Marinella,
        in attesa che le risponda Valentina, le rispondo io.
        Non so che terapie ha fatto, con chi e per quanto tempo soprattutto, ma darsi la colpa non aiuta.
        Valentina che non conosciamo è diversa da lei e da altre donne, ogni soluzione che si chiama percorso terapeutico va calibrato in funzione dell’unicità del paziente.
        Le suggerisco la lettura di un mio libro: “Ex/forse ex, gli amori affamati”.
        Parla proprio di questo e di come la protagonista sia guarita da un amore tossico e sia rinata.
        Un caro saluto e auguri per tutto.

        Rispondi
        • L’ho comprato. Arriva in settimana.
          Io la seguo da tempo, dottoressa, e anche lui di tanto in tanto mi inviava link di suoi articoli che paradossalmente riusciva a leggere in maniera completamente sfasata. Ho smesso di colpevolizzare lui perché sono sufficientemente intelligente da capire che ho le mie responsabilità per aver ceduto centinaia di volte. Ho un diario da circa 4 anni nel quale ho conservato anche video e audio che spesso mi hanno aiutato a non perdere di vista il male che stavo vivendo, ma molto più spesso mi fidavo delle sue promesse o dei suoi per sempre o delle cazzate che inventava.
          Ho smesso anche di identificarlo in un narcisista. Per me è semplicemente uno psicopatico. Mi controllava su tutto, i miei accessi online, per un periodo anche la geolocalizzazione (che era reciproca, ma a me non interessava, l’avevo fatto per lui) aveva pensieri marci su tutto. Eppure esternamente appariva come uno splendido uomo stimato e amato da molti. Lavoratore, altruista, amorevole. Io invece ormai ho l’etichetta della pazza, impulsiva, psicopatica. Negli ultimi 4 mesi ho pensato al suicidio con una certa programmazione almeno 5 volte.
          Mi chiedo solo quanto tempo occorre per tornare alla normalità.

          Rispondi
          • Valeria Randone
            6 Settembre 2021 20:47

            Occorre tempo. Ma non un tempo che scorre da solo senza aiuti, ma un tempo analizzato e finalizzato alla cura da parte di persone competenti.
            Non molli e non gliela dai vinta.

  • Buongiorno a tutti, vorrei scrivere della mia esperienza, ho trascorso 3 anni e mezzo con un soggetto patologico. Ho lavorato su me stessa affinché non potesse intaccare la mia persona, la mia autostima, le mie qualità, infatti questi anni sono stati per me un incubo. Quando ho toccato il fondo e scoperto la sua vera natura, tradimenti e le manipolazioni che tentava di operare su di me l’ho abbandonato. Mi sono privata di tutte le mie cose e dei miei adorati animali per scappare dalle grinfie di un essere irrecuperabile. Credo che solo la mia forza caratteriale mi abbia salvato, se fossi stata ancora più ingenua di quanto già non sia, mi avrebbe distrutta. Mi ritengo fortunata ad aver compreso per tempo con chi condividevo la mia esistenza. Dovrò lavorare ed impegnarmi ancora per recuperare di nuovo il mio equilibrio di donna ottimista e fiduciosa, ma credo di aver fatto il passo più importante nel mettermi in salvo.
    Sicuramente questa esperienza mi ha insegnato tanto, d’ora in avanti starò molto più attenta nel valutare eventuali relazioni con il sesso maschile.

    Rispondi
  • Cara dottoressa la ringrazio moltissimo per le sue parole…leggerò di sicuro il suo ultimo libro e prenderò in considerazione il suo aiuto… grazie…grazie

    Rispondi
    • Cara dottoressa,
      da sei anni che sono vittima di un narcisista. Vivo tra i vari tira e molla e i vari tradimenti e maltrattamenti…io nn so più cosa fare…senza di lui nn duro neanche due settimane andanto in stati d ansia ecc ecc…ho bisogno di aiuto…e più passano gli anni e più il dolore ogni volta che va via e più forte

      Rispondi
      • Valeria Randone
        9 Aprile 2020 09:55

        Gentile Lettrice,
        le maglie o meglio manette del narcisista non si rompono facilmente, e non le sarà capitato per caso.
        Dovrà farsi aiutare da un clinico.
        Le auguro un buon percorso di psicoterapia.

        Rispondi
  • Cara dottoressa, anch’io ho trascorso tre anni con un uomo che pensavo potesse amarmi come nessun altro. Parole d’amore a profusione e grandi slanci, poi tutto il corredo degli abusi narcisistici a seguire. La triangolazione con la sua fiamma storica, di cui mi faceva scorgere i messaggi nel cellulare. Le punizioni e i silenzi. Poi insulti e riprovazioni. Nell’ultimo anno un balletto di promesse allettanti, riappacificaziini e nuovi maltrattamenti. Adesso è da un mese circa che ho chiuso per l’ennesima volta. Mi aiuti

    Rispondi
    • Valeria Randone
      5 Settembre 2019 13:36

      Buongiorno,
      l’aiuterei con tutto il cuore, ma non posso via email, non funzionerebbe.
      “Le punizioni e i silenzi. Poi insulti e riprovazioni. Nell’ultimo anno un balletto di promesse allettanti, riappacificaziini e nuovi maltrattamenti”.
      Ha descritto alla perfezione le dinamiche del narcisista presumibilmente innamorato!
      Vada in consultazione e terapia, soltanto così potrà salvarsi.
      Se desidera me, mi trova a Roma e Catania.
      Un affettuoso saluto

      Rispondi
      • Buonasera, oggi mi sono imbattuta in questo articolo e nelle risposte ad esso. Leggo che, anche in altri articoli, molte persone si rivolgono a questi blog perché dubbiose del fatto di avere/aver avuto un partner narcisista(manipolatore, patologico, etc.). Io credo che, nel momento in cui veniamo assalite da questi dubbi, sicuramente siamo state coinvolte in una relazione tossica.
        La mia esperienza inizia ventuno anni fa…già ventuno, fidanzamento, matrimonio durato diciannove anni, due figli. Lui, uomo amorevole con i figli, rispettato a livello lavorativo, ammirato dalle mogli degli amici perché considerato serio e attento. Nel corso degli anni il mio amore verso di lui cresceva, il suo nei miei confronti sembrava restasse fermo, o meglio, era come se non fosse necessario che me lo dimostrasse, d’altronde lui era sempre presente ecc, ecc. Mi sono sentita molto sola in questi anni, ho sempre creduto dipendesse da me.
        Lo scorso anno scopro un suo tradimento, con una nostra ‘amica’, vicina di casa, completamente diversa da me(mi dicono che sono una bella donna, intelligente, lavoratrice, una buona mamma, nei limiti del possibile), bruttina, livello scolastico basso, volgare nel modo di parlare, quindi capirete quanto possa essermi sentita destabilizzata. Insomma, dopo la scoperta, naturalmente, le sue lacrime di coccodrillo, i miei sensi di colpa, insidiatimi da lui, sul fatto di essere stata carente in quasi tutto, abbiamo iniziato una terapia di coppia con la promessa che l’aveva lasciata. Io, contemporaneamente(per fortuna), ho iniziato un percorso personale di psicoterapia. Dopo un anno di terapia di coppia, nuovi interessi coltivati di coppia, tanto sesso, tanti Ti Amo, ricerca di una nuova casa, su cui ricostruire su fondamenta solide il nostro matrimonio, scopro(nuovamente, per giunta li trovo in casa mia) che avevano una relazione e che, probabilmente, non avevano mai smesso. Cacciato immediatamente di casa, gli amanti iniziano da subito una pseudo convivenza. Non mi ero mai interessata dei narcisisti. Sapevo esistessero ma non avrei mai creduto di esserne stata vittima. Al mio ex non è stato diagnosticato questo tipo di disturbo, ma leggendo le tante testimonianze molto probabilmente ne è affetto. Purtroppo, non è possibile attuare il no contact per via dei figli; quest’ultimi si sentono molto a disagio nei suoi confronti ed, addirittura il più grande (18anni), ha eliminato qualsiasi contatto con il padre. Il mio ex, da parte sua, mette sempre in primo piano la sua persona, ed, in questi mesi non si é mai preoccupato di quali fossero le reali emozioni e sentimenti dei figli, anzi, cerca di insinuare, nel più piccolo (13 anni) sentimenti di colpa..
        Ecco, io credo di essere stata vittima di un narcisista e purtroppo anche i miei figli…
        La paura di non farcela è tanta, mi sento svuotata, ho molte crisi ancora. Ho passato più di metà della mia vita con lui, ma, più passa il tempo, e più mi rendo conto che lui, in questi anni non ha fatto altro che prosciugarmi. Non sorridevo più, mi sentivo sempre inadeguata ed ho scoperto che anche mio figlio di sentiva stupido quando si rapportava con il padre.
        La cosa assurda è, che pure essendo cosciente ora della persona che avevo accanto, sono io che sto cercando di fare pace con me stessa per non essermene accorta prima e per aver permesso a lui di trattarci così.
        Scusate lo sfogo, ma credo che qualsiasi nostra testimonianza possa essere utile a chiunque stia vivendo un rapporto nel quale non si senta all’altezza. Ma non è colpa nostra,ricordiamocelo.
        Grazie.

        Rispondi
        • Naturalmente durante il periodo della terapia di coppia, tante lacrime da parte sua, sofferenza che sembrava vera, tanti elogi su quello che ero stata in grado di fare ma…non era mai abbastanza. Voleva sempre più, da me, però.

          Rispondi
        • Valeria Randone
          2 Gennaio 2020 07:27

          Buongiorno,
          non deve scusarsi per lo sfogo. I blog dei clinici servono a questo, ma non aiutano nel percorso di cura.
          Scrivere la propria storia, raccontarla, condividerla, metterla nero su bianco aiuta, ma non cura.
          Valuti di andare in terapia: l’unico luogo adatto per trasformare la sua crisi di vita in risorsa.
          Auguri per tutto

          Rispondi
          • La ringrazio molto dottoressa. Sto seguendo un percorso di terapia individuale già da un pò di tempo e, devo dire che mi ha aiutato molto. Mi ha permesso di reagire a tutto ciò in una maniera razionale e, soprattutto, funzionale. Ho deciso di scrivere perché credo che, anche se questi blog non curano, sicuramente aiutano persone come me, che sono, purtroppo, venute a contatto con certi esemplari, che non siamo sole, e che con la forza e la tenacia riusciremo a venirne fuori.
            Buona serata.

        • A proposito del fare pace con se stessa, posso dire che dopo un anno di matrimonio mi era già chiaro quanto fosse psicopatico e inadeguato, ma mi ci sono voluti altri 5 anni per accettare di aver fatto una scelta tanto sbagliata. Non volevo arrendermi a riconoscere di essere una persona così abissalmente danneggiata da non essere padrona della mia mente e della mia anima, da dovermi consegnare a un manipolatore per aspirare ad avere valore (con risultati opposti). È una cosa che va al di là dell’amore, è una cosa che ha a che fare con la disperazione: soltanto una persona intimamente disperata finisce in storie come queste.

          Rispondi
    • Buonasera,
      Ho conosciuto una persona che credo sia narcisista. Mi ha lusingata per anni, quando ho deciso di avvicinarmi a lui è sparito. Ha detto che non riusciva a legarsi. Che non riesce più a legarsi da dieci anni, da quando una forte delusione d’amore lo ha segnato. Eppure mi aveva giurato di essere cambiato, che ero la persona giusta…e io ci sono cascata. Adesso a me manca…

      Rispondi
      • Valeria Randone
        17 Ottobre 2019 07:49

        Buongiorno,
        la diagnosi di narcisismo è una diagnosi molto complessa e non va fatta esclusivamente osservando il comportamento amoroso. Non è detto che la persona di cui lei si è innamorata sia un narcisista.
        In ogni caso, diagnosi parte, mi sembra di capire che si tratti di un uomo ferito, che non ha superato le precedenti delusioni o abbandoni, le pregresse ferite dell’anima, e che non ha voglia di mettersi in discussione. Decida lei, se investire ancora ad aspettare, o se non ci sono gli estremi per iniziare una possibile relazione.
        Un affettuoso saluto

        Rispondi
  • La mia storia è durata 17 anni. L’ho conosciuto dopo un matrimonio fallito. Avevo un figlio di 7 anni. Sembrava perfetto, voleva occuparsi di mio figlio. È cambiato subito dopo che è venuto a vivere a casa mia. Mi accusava di non parlare e alternava momenti buoni a momenti difficili .Nel frattempo è nata nostra figlia. Nonostante mi spronasse a fare mi ha sempre fatta sentire inadeguata, non ero o non facevo mai abbastanza. Lui era sempre inquieto. Ha lasciato un ottimo posto di lavoro e si è trasferito fuori per 10 anni. A casa facevo tutto io. Mi sono accorta più di una volta che si messaggiava con altre donne, non so francamente se avesse delle storie. Quando gli parlavo faceva finta di nulla o si arrabbiava. Ho smesso di parlare pur di non litigare. Si è ritrasferito con il lavoro a casa e me lo ha fatto pagare amaramente, non c’è stato un giorno che sia tornato contento a casa o che non abbia sbuffato. Finché una sera, dopo un periodo apparentemente normale, dopo che la mattina ci eravamo salutati baciandoci normalmente, avevamo fatto l’amore 2 giorni prima, con molta passione e mi aveva detto che mi amava, mi ha comunicato che se ne andava di casa perché innamorato di una collega con cui aveva presso qualche caffè alla macchinetta. Lei non sapeva nulla, mi disse. Se accettava, andava a vivere con lei, se non accettava sarebbe andato via lo stesso. Mi ha vomitato addosso delle cattiverie che mi vergogno anche a ripeterle. Mi ha massacrato. Più stavo male e più insisteva. Pretendeva, con la scusa di parlarmi, di venire a casa e mettermi al corrente dei suoi avanzamenti amorosi dicendomi che lei ci stava pensando se iniziare la relazione con lui. Se non stavo ad ascoltarlo si arrabbiava. Non mi ha mai detto chi fosse lei, fino a quando, dopo avermi illusa che sarebbe tornato a casa, dicendomi che avevo capito male, con un’aria di sfida e disprezzo nei miei confronti, mi ha detto il suo nome. La conoscevo bene, l’aveva portata a pranzo a casa mia, aveva mangiato con la mia famiglia, ci eravamo scambiati i regali di Natale, la consideravo una amica, non avrei mai creduto ad un simile tradimento…. Io piangevo e lui rideva…. Mi ha chiesto la separazione dopo pochi giorni tramite messaggio. Io mia figlia sedicenne siamo finiti in cura dalla psicologa. Ho scoperto tante bugie dopo, continua anche adesso. Mi chiedo se c’è stato qualcosa di vero tra noi… Ora sto meglio ma le ferite sono profonde. Loro si frequentano ma non abitano insieme, lei non vuole. Intanto si è fatta sistemare al lavoro, visto che lui era il suo dirigente. Lui dice che deve vedere dove lo porta questa storia, solo con il tempo potrà dire se ne è valsa la pena. Lui insiste per vivere insieme ma lei non cede e sono passati già 10 mesi. Intanto lui ha cambiato di nuovo lavoro e non è soddisfatto, sta vedendo di tornare di nuovo fuori, se così fosse si allontanerebbe da lei. Non so con chi ho vissuto….

    Rispondi
  • Buonasera dottoressa,
    Ho letto l’articolo e ci ho rivisto molto del dramma che vivo da tre anni a questa parte. Ragazzo all’apparenza dolce, fragile, mi tratta come una principessa, salvo, all’improvviso, andare a spiattellare dettagli della nostra vita intima a amici comuni. Gli amici comuni gli consigliano di lasciarmi perchè “poco disponibile con lui”, e lui viene, dopo tre mesi (a una settimana prima da un esame molto difficile) e mi lascia. Due minuti dopo mi chiede di rimetterci insieme.
    Andiamo avanti per mesi, altalenando una cura ossessiva (mi viene a prendere ovunque, mi accompagna, addirittura mi taglia la pizza al ristorante, non mi fa fare nulla) a fasi di disprezzo e svalutazione, fino a che a un mese dalla laurea mi lascia di nuovo, definitivamente. Ma il giorno dopo dice che vuole che rimaniamo amici e vuole venire alla mia laurea.
    Gli permetto di venire, in tutte le foto della mia laurea c’è lui che piange come un cane bastonato. Per mesi mi dice di essere depresso e non avere voglia di vivere, allora io “per salvarlo” gli propongo di tornare insieme. Rifiuta dicendo che mi avrebbe limitato la vita, che avrei dovuto rinunciare a lavorare all’estero per stare con lui.
    Durante l’estate rifletto e penso “sí, rinuncio all’estero per lui. Gli daró tutto”. Allora gli scrivo e la risposta è “non voglio piú avere contatti con te, questo rapporto mi proietta nel passato e io voglio rifarmi una vita”.

    A questo punto mi rendo perfettamente conto che stavo per dare tutto a una persona che non mi amava, bensí voleva distruggermi e ha raggiunto il suo-inutile- scopo. Eppure adesso… non riesco a pensare altro che “e se fosse vero che io sono solo un pensiero negativo per lui? E se con la persona con cui sta uscendo adesso sarà davvero felice e io invece saró infelice per sempre e continueró a rimpiangerlo?”
    So che lui avrebbe continuato a abbandonarmi nel momento del bisogno (ora ho subito una forte delusione lavorativa, e proprio ORA lui ha deciso di chiudere per sempre)… ma perchè in un angolo del cuore continuo a sperare che torni?

    Rispondi
    • Valeria Randone
      1 Ottobre 2019 07:06

      Gentile Lettrice,
      più che concentrarmi su di lui, che tra l’altro non conosco e di cui non posso avere notizie certe, io sposterei l’attenzione su di lei.
      Perché si accontenta?
      Perché pensa di valere così poco?
      Cosa le è mancato durante la sua vita affettiva pregressa?
      Com’è andata la sua infanzia?
      Ci sarebbero tanti punti da dover analizzare, con scrupolosità ed empatia per poterle dire qualcosa di sensato. Le suggerisco di andare in consultazione; l’unico luogo dal quale poter iniziare a ricostruire sé stessa. Nell’attesa di farlo la invito alla lettura del mio ultimo libro che potrebbe esserle d’aiuto.
      Un affettuoso saluto
      https://www.amazon.it/dp/1792784279

      Rispondi
  • Grazie dottoressa. Sono sicura non serva a nulla aspettare una persona che ti ha inflitto diverse pugnalate. La ragione mi dice questo. Ma nel mio cuore vorrei tanto tornare a sentirlo…

    Rispondi
  • Buongiorno Dottoressa, mi chiamo Miriam e ho avuto una tragica esperienza con un narcisista a tutti gli effetti. Il nostro era un rapporto di bella amicizia entrambi fidanzati, poi per otto mesi ha iniziato a sedurmi facendomi sentire una regina per poi sparire senza motivo, fortunatamente non ho ceduto fisicamente alle sue avances, psicologicamente invece è stato più complicato in quanto era nel gruppo di amici. Alle mie richieste di ricevere almeno una spiegazione mi dava il contentino ogni tanto, bastone e carota, random e senza motivo, per quasi un anno, mi cercava e poi spariva, si presentava con un regalo e poi se ricambiavo lo riciclava e me lo faceva anche sapere, mi invitava a un caffè o a un concerto, ma se lo facevo io (anche in compagnia di amici) mi faceva sentire una nullità pigiando il tasto che fossi fidanzata e quindi una poco di buono, pretendeva che gli dessi attenzioni di ogni tipo ma lui no, doveva sentirsi libero (parole sue) di rispondermi solo se lo voleva, allora se non gli davo più attenzioni per settimane o mesi era lui che se le veniva a prendere alla prima occasione di incontro con amici, esempio per un mese non ci siamo più sentiti, a una cena pretese di venire con me in macchina, mi rifugiai allora nella macchina di due amici e mi seguì anche lì, in macchina cercava il contatto mentale a ogni costo, dal mi attacchi la catenina per favore (eravamo in tre, perché proprio a me che ero persino seduta dietro di lui e piu difficile da arrivarci?) al mi siedo al tavolo accanto a te. Finché ho desiderato liberarmene perché se una persona ti vuol bene non prova a farti soffrire giocando coi tuoi sentimenti, vedevo che addirittura sghignazzava vedendomi a volte in difficoltà. L’ho mandato a quel paese ma da quel giorno è iniziato l incubo. Apparentemente si mostrava normale ma ha iniziato un gioco ancora più subdolo, malevolo e vigliacco ma soprattutto nascosto agli occhi degli altri amici in comune! Mi sentivo sola e emarginata! Anche se vedevano tutti quello che faveva nessuno osava dire adesso stai esagerando! Sono stata in un centro del mio comune dove mi hanno fatto comprendere i suoi schemi mentali, come agisce un narcisista, come riconoscerlo e come averci a che fare. Da un anno circa sto molto meglio, ho ripreso le mie attività, le mie amicizie, lui non l ho bloccato perché tanto ha il mio numero ma sono stata in grado di non scrivergli più per tutto il tempo. Un mese fa ha ripreso a chiedere di me ad alcuni miei migliori amici, ho pensato sta tornando.. Un paio di settimane dopo infatti si è rifatto vivo scrivendomi per sapere della salute di mia sorella che non sta attraversando un bel periodo, sono rimasta neutrale nella risposta, non ho mostrato ne gioia al suo ritorno ne astio, ne ho dato modo di continuare la conversazione. Poi è tornato a venire alle cene quando ci sono anche io, prima glissava sempre mettendo sempre lo stesso stupido motivo che doveva stare a casa con la compagna.

    Sto notando però (ed è il motivo principale per cui chiedo un suo cortese supporto) che da quando ha visto che nonostante i suoi ritorni io non ho ceduto, ha iniziato a bombardare i miei due migliori amici con cui mi sento quotidianamente e coi quali esco regolarmente. L’amica è totalmente cotta dalla sua finta gentilezza, l’amico invece non si fa prendere dal gioco, anzi ha capito anche lui che il tipo ha dei problemi.. Ho la sensazione che stia cercando di minare la nostra unione, ci vogliamo un mondo di bene tutti e tre, ho la sensazione che stia facendo love bombing con la mia amica e nessuno mi toglie dalla testa che lo stia facendo per arrivare a me. Il mio amico mi dice che il narci fa della nostra amica in comune una regina per togliere le sue attenzioni a lui (riuscendoci tra l altro). O altre volte gli lancia frecciatine dicendo che è geloso delle attenzioni che da alla nostra amica, e lui inizia a stizzirsi infatti. So bene che il no contact o nel mio caso il sasso grigio è fondamentale reggerlo, ma vedo la nostra amicizia a rischio, per la serie, se non posso più arrivare a te (ovvero me, perché lui pretende che sia io a dargli attenzioni mentre lui mi disse scordati che ti cercherò) se non arrivo più a te arrivo alle persone più care che hai per distruggere il vostro rapporto! Questo perché l ultima volta che ci siamo sentiti prima di abbandonarci mi manifestai fiera delle mie amicizie e che se non ne voleva più farne parte io stavo già apposto così.

    Sarà un caso so che ad entrambi all improvviso lascia regali, li incensa quotidianamente, lancia messaggi d amore tipo “siete i miei migliori amici” quando invece non lo è mai stato prima d ora! Anzi va sempre dicendo che lui non ha amici… Come se d improvviso si fosse inventato una strategia per rompermi le uova nel paniere.

    Eccomi alla domanda… ma se al posto del no contact che a quanto pare lo sta vivendo sempre più come una sfida con me (fino ad arrivare a distruggere l amicizia coi miei amici, e ci riuscirà sicuramente), tornassi a dargli ciò che vuole ovvero pubblica ma “finta” manifestazione di attenzioni nei suoi confronti al fine di stemperare gli animi, ricucire almeno in parte la sua ferita narcisistica data dal mio assenteismo nei suoi confronti, pur senza addentrarmi più n rapporto come prima, cercarlo di tanto in tanto per fargliela credere ma sempre con dovuto distacco, solo al fine di tutelare l amicizia coi miei amici, dice che è una possibilità oppure potrebbe peggiorare la situazione? Non lo interpreti come un mio cedere al ricatto ma un piano per salvare il salvabile, tanto non si fermerà finché non mi avrà tolto ciò che di più caro il abbia. Come dare al bambino capriccioso ciò che vuole pur di farlo stare tranquillo.. so bene che non si fa coi bambini ma qui stiamo parlando di ripercussioni nel mio privato non solo di pianti di lattanti.

    Grazie per la pazienza e buon weekend.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      20 Ottobre 2019 07:56

      Buongiorno Miriam,
      seppur lunga e dettagliata e scritta con dovizia di particolari, si tratta sempre di un’e-mail, che non equivale a una consulenza individuale.
      Diventa indispensabile approfondire il suo vissuto, le sue emozioni, la sua storia di vita per comprendere quali sono gli elementi di criticità e di vulnerabilità della sua psiche.
      Per evitare soprattutto che lei possa ricadere in una relazione malsana. Le suggerisco di rivolgersi a un mio collega, che sia empatico, simpatico, ed estremamente preparato in questo ambito.
      Se desidera essere seguita da me, mi trovo a Roma e a Catania.
      Un affettuoso saluto e auguri per tutto

      Rispondi
  • Buongiorno Dottoressa,
    io vorrei sottoporle la mia situazione per capire se la persona che frequento è un narciso.
    Lo conosco 7 anni fa per il lavoro che fa mio marito. Mi risulta simpatico e a modo ma nulla piu. Poi 2 anni fa inizia a scivermi messaggi e mi dice che gli piaccio dalla prima volta che mi ha vista. Mi riempie di messaggi e adulazioni. Come avrà capito io sono sposata e pure lui con figli. Insiste per vedermi, mi riempi di elogi e attenzioni. Alla fine ci vediamo ed è uno sconvolgimento per entrambi. Poi la moglie trovo dei messaggi ambigui e lui sparisce. Dopo circa 5 mesi ritorna, dice che non può fare a meno di me….e qui inizia il tormento…alterna settimane in cui deve per forza vedermi…e poi magari sparisce per un mese….poi torna di nuovo….se parte per le vacanze, il giorno del ritorno subito mi cerca e mi vuole vedere……
    Ora proprio oggi dopo avermi riempita di messaggi con complimenti ed adulazioni, gli ho chiesto di vederlo. Ho poi sottolieato “se ti va …non solo per farmi contenta”. Ho scatenato l’inferno…..mi ha detto che non devo sempre dubitare di lui che allora a queste condizioni lui non vuole vedermi ecc. ecc.) Alla fine gli ho detto che volevo chiudere, che non potevo più accettare di litigare in questo modo violento!! dopo un primo momento in cui ha detto va bene…..è tornato sui suoi passi e mi ha scritto che farà il possiile per passare e per vedermi…..ha poi aggiunto “mi manchi tantissimo….scusa per prima”.
    Dimenticavo una cosa importante, io scrivo a lui con il mio profilo, lui mi scrive con un profilo falso che aveva già prima di iniziare la relazione con me.
    Questa situazione mi fa vivere in perenne stato di ansia e angoscia…
    Vorrei avere la forza di chiudere ma so che non potrei evitare di vederlo ed ho paura di non farcela.
    (mio marito è malato e a volte penso che elemosino attenzioni dal sospetto “narciso)

    Rispondi
    • Valeria Randone
      23 Ottobre 2019 18:23

      Buonasera e grazie per il Suo racconto.
      È impossibile azzardare una diagnosi via email, senza il paziente in studio.
      Più che su di lui, io però mi soffermerei su di Lei.
      Sulla sua insoddisfazione e infelicità.
      Sulle dinamiche che regolamentano il suo matrimonio.
      Su quello che le manca e che desidera.
      Fatto ciò – in sede di consulenza individuale – potrà fare luce anche su quest’uomo oscuro.
      Un caro saluto e auguri per tutto

      Rispondi
      • ELISABETTA AGRATI
        8 Novembre 2019 12:29

        Gentilissima Dottoressa,
        sto sempre peggio…mi può consigliare qualcuno da contattare nella mia zona. Abito a san benedetto del tronto.
        grazie

        Rispondi
        • Valeria Randone
          8 Novembre 2019 20:45

          Mi dispiace tantissimo!
          Purtroppo non conosco nessuno e non invio se non sono certa del Collega.
          Inoltre la scelta del professionista è davvero personale.
          Cerchi online, legga qualcosa delle pubblicazioni e contributi del professionista, lo contatti e veda se le piace o meno.
          Diffidi di chi lavora online!
          Un affettuoso saluto e mi dia sue notizie in seguito.

          Rispondi
  • Dopo la mia separazione conosco quest’uomo Intraprendente, intelligente, simpatico, di bella presenza, buon lavoro.
    Entra come un uragano nella mia vita, me la stravolge; era sempre lì ad aiutarmi era sempre lì se mi vedeva triste.
    Ero felicissima perché potevo raccontare tutto di me anche i lati oscuri della mia vita.
    Era sempre disponibile ed assecondava tutto con un sorriso e voglia di vivere al limite, ma dopo.
    Dopo che mi sono lasciata andare dopo che ho iniziato ad esaltare è iniziato il mio tormento. Prima avevo tantissime amiche mi sono ritrovata sola.. ho allontanato la mia famiglia.. ho lasciato il lavoro … mi diceva .. nn sai gestire i tuoi figli , nn sai portare avanti il tuo lavoro, nn hai amici che ti vogliono bene come me, nn sai gestire il tuo ex marito…insomma pianti , autostima sotto i piedi… Tradimenti che purtroppo ho accettato perché lui mi pregava che nn lo avrebbe fatto più…. Ero disperata xche con due figli ed un fitto da pagare nn trovavo lavoro e lui c’è fa?… Io ho un lavoro dove faccio grandi affari, sono il migliore compro Rolex , compro Jaguar…. Insomma gli chiedo di chiudere da mesi .. lo blocco lo sblocco… Gli dico cose bruttissime sul suo conto , ma bruttissime .. ma lui sempre lì a cercarmi … Piangeva ..fino a quando gli dico sei fuori dalla mia vita lui mi risponde dicendomi “vieni a lavorare presso la mia azienda”.
    Spendo che ero senza lavoro… . Oggi mi ritrovo che lo becco con la sua ex e davanti a lei nega (un grandissimo bugiardo in tutto il tempo ha negato cose impossibili) nega me e lui… Mi ricontatta dopo un’ora mi dice che nn era nulla solo una mia visione
    .. insomma so che la mia salvezza e senza di lui ma di che sarà molto dura … Nn ho accettato il suo lavoro e spero con tutta me stessa di trovare qualcosa …e soprattutto di eliminarlo dalla mia testa …

    Rispondi
    • Valeria Randone
      7 Novembre 2019 06:56

      Gentile Lettrice,
      non può salvarsi da sola!
      Se lui è entrato e anche rimasto nella sua vita, c’è più di un motivo, non analizzabile online.
      Lei avrà delle fragilità, delle paure, dei buchi nel cuore.
      Vada in consultazione e poi in terapia, e per prima cosa legga il mio ultimo libro. Me indicherà il da farsi.
      Un caro saluto
      https://www.amazon.it/dp/1792784279

      Rispondi
  • Buongiorno Dottoressa
    Provo a scrivere in questa mattina uggiosa la mia di esperienza con un narcisista perverso.
    Ho 44 anni sono anzi ero sposata da 23 con un uomo di 19 anni più grande , imprenditrice e figura di riferimento nel mio ambito lavorativo rivestendo una carica “sindacale” di assoluto prestigio in ambito nazionale. Due figli grandi. Lo scorso anno per motivi politici mi ritrovo con tutti i miei colleghi in piazza a manifestare , prime interviste televisive , primi discorsi sui palchi . A fine dicembre durante l’ennesima manifestazione mi viene presentato lui . Tra la moltitudine lo ricordo per uno spiccato accento che mi ricorda la mia terra d’infanzia . Ci scambiamo numeri e quattro battute . Pochi giorni dopo sono dalla parte opposta dell’Italia e me lo ritrovo lì seduto in platea e rimane anche alla cena che segue . Sempre un passo indietro mai invadente . Continuano le assemblee e lui sempre lì . Cortese e gentile . Io nel frattempo sempre più stanca più provata dalla mia vita , e da quel
    Problema politico che mette a rischio il mio futuro è in discussione il mio passato. “Finalmente” ,purtoppo aggiungo ora , inizia a chiamarmi con una scusa banale e li inizia il mio inferno . Nel giro di pochissimi giorni mi trovo coinvolta in una relazione a distanza in cui lui era più presente nella mia vita che l’uomo che divideva con me il letto . Ci separavano 400km ma sembravano 400 metri. Lui sempre pronto a raggiungermi , lui con il suo buongiorno puntuale la sua buonanotte romantica e tutto il giorno al telefono con me . Al secondo incontro mi dice di amarmi si presenta con un regalo … un portafoglio … dice che con me vuole
    Costruire un futuro . Che sono l’unica che ha mai amato , l’unica che lo capisce la donna che ha sempre cercato. Io vivo su una nuvola felice e sorridente . Lui vuole che io sorrida . Iniziamo a pianificare il nostro
    Futuro insieme, peccato che nel
    Frattempo mi stava facendo
    Rinunciare a tutto il mio passato , mi
    Convince a rinunciare al mio incarico nazionale e io lo faccio senza pensarci due volte . Affidando ad una fredda email al mio presidente la mia decisione irrevocabile di dimettermi. Mi chiede di creare con lui una nuova azienda di lasciare i miei soci , mio marito . A me sembra il paradiso , il mio matrimonio era finito da anni, con alcuni miei soci i rapporti non erano buoni , per loro ero trasparente e rimanevano disattese le mie richieste di gratificazione . Metto in moto la macchina organizzativa ma dentro di me inizio a sentire degli Allert sistematicamente silenzio . Lui alza la posta . Mi convince o meglio mi faccio convincere a fare un esposto nei confronti di mio marito che nel
    Frattempo aveva scoperto tutto , per minacce .
    Mi chiede di andare da lui e cercare casa . Io parto , siamo al 23 di agosto . Sparisco senza dire nulla a nessuno . Dal giorno alla notte . Lo raggiungo e li inizia il dramma . Le discussioni che prima erano sporadiche per telefono diventano costanti , capisco solo dopo che lui riusciva a causarmi crisi di panico . Come io mi comportavo in modo non”consono” alle sue aspettative lui smetteva di parlarmi . E io passavo
    Ore intere in auto con lui a chiedere scusa e perdono . PER IL NULLA , per aver risposto ad una email durante un giro al centro commerciale , per essermi infastidita che al mio avvocato avesse risposto lui senza neanche passarmela .
    Nel frattempo i miei figli iniziano a chiedermi di rientrare lui di tutta risposta mi chiede di farli uscire di
    Casa . A quel punto BASTA. Gli dico che non voglio continuare che la costituzione della società salta , che devo tornare a casa da loro ,alle mie responsabilità primarie . Lui attua la tecnica del cucciolo bastonato , piange e si dispera . Io riesco a salire su un treno solo dopo due giorni .
    Ritorno distrutta nella mia casa , tento di riprendere in mano i cocci della mia vita . Ma nel frattempo i miei soci scoprono che volevo andarmene e vogliono farmela pagare . Dopo due giorni mi chiama il presidente della mia associazione , sapeva tutto , seguiva da lontano . Mi chiede di raggiungerlo per trovare una via d’uscita . Il narcisista come lo scopre corre da amici comuni e indirettamente mi fa sapere che ha conservato foto e video che gli avevo inviato . Mi paralizza . Non contento contatta uno dei miei soci e gli racconta per filo e per segno cosa volevamo fare insieme .
    Mi distrugge la vita ma non sapevo ancora Cosa fosse un narcisista . ho una crisi depressiva inizio farmaci ho il mondo distrutto . Dopo qualche settimana iniziò a vedere su fb sotto alcuni post di pagine che seguivamo entrambi i suoi cuori e simboli Messi nell’ordine in cui ci giuravamo amore eterno . Resisto qualche giorno poi lo ricontatto . Nonostante tutto mi mancava. Lui algido mi dispensa le sue cure il suo affetto a gettone . Io mi rendo conto finalmente di aver davanti una persona malata . Lui che si arrabbia e sparisce ogni volta che io faccio un passo verso una soluzione legale o lavorativa per uscire dal pantano i cui ho infilato la mia vita .
    Fortunatamente alcune persone mi son rimaste affianco .
    I miei figli , alcuni amici .
    Ho iniziato da una settimana il no contact .sto lavorando su di me . E anche solo
    Scriverne aiuta

    Rispondi
    • Valeria Randone
      24 Novembre 2019 20:13

      Buonasera e grazie per il Suo racconto. Mancano però tanti tasselli.
      La sua infanzia. La sua infelicità pregressa. La sua fame d’amore. Le sue ferite. Un Narcisita non accade per caso, è una necessità.
      È l’uomo sbagliato al momento giusto, di grande fragilità dell’anima.
      Non basta non avere un contatto con lui, deve assolutamente andare in terapia.
      Un affettuoso saluto

      Rispondi
  • Buonasera Dottoressa
    La ringrazio per la risposta . Purtroppo la mia infanzia è segnata da un padre violento e una madre remissiva.
    Son consapevole che avrei bisogno di analisi, di crescere la mia autostima l’amor proprio ma soprattutto di risolvere la mia infanzia ma in questo momento banalmente non posso permettermelo . E nella to
    Do list del mio immediato futuro. Per ora leggo, ricerco e guardo la mia vita passata attraverso una nuova lente. Imparo cosa voglia dire volersi bene e cerco di rimettere in ordine i mille pezzi in cui sono rotta

    Rispondi
    • Valeria Randone
      25 Novembre 2019 09:27

      Buongiorno,
      si chiamano alibi o meccanismi di difesa, mi perdoni il mio essere lapidaria. Ma con i narcisisti non si scherza.
      I clinici li trova anche in convenzione, pagando un modesto tiket, quindi il problema costo è risolto, rimane il “costo psichico”.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Buongiorno,
    Sono una ragazza di 25 anni, stata fidanzata per due anni e mezzo con un ragazzo di 24 anni. Per ne questa era la terza storia seria, per lui era la prima. Da tre mesi a questa parte ha deciso di chiuderla dicendo che voleva stare da solo, ma un mese fa si è riavvicinato e nell’ultimo mese ci siamo “frequentati”. Lui ha molti tratti di un narcisista, avevo già il sospetto che ci fosse qualcosa di strano in lui quando stavamo insieme ma solo ora sono riuscita a dargli un nome. Sono la prima ragazza con cui è stato per tanto tempo (prima di me non ha avuto frequentazioni durate più di un mese), mi ha sempre detto che ero quella giusta per lui e me lo ha ripetuto anche di recente. Quando stavamo insieme mi diceva che gli piacevo più di quanto si piaceva lui stesso e ce ne vuole… ho fatto fatica a superare la rottura è proprio quando stavo cominciando a farmi la mia vita è tornato a cercarmi, a coccolarmi, a dirmi belle parole. In tutto questo ho scoperto che mentre ci stavamo rifrequentando è andato a letto con un altra nonostante le mille promesse fatte e le belle parole dette. Io mi sono riallontanata, lui mi ha riavvicinata facendo la vittima per poi riallontanarsi dicendomi di rimanere amici. Io ho intenzione di chiuderla definitivamente perché ho capito che mi fa male, mi ero illusa, sono delusa e ferita, so che non mi fa bene avere a che fare con una persona come lui nonostante ammetto di essere ancora innamorata. Come posso fare per uscirne al 100%? Per non ricascarci di nuovo qualora lui dovesse tornare? Un narcisista può essere aiutato? Davvero non cambierà mai? Continuo a nutrire una profonda speranza ma leggendo in diversi siti ho capito che devo smetterla.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      10 Dicembre 2019 18:01

      Buonasera,
      prima di gridare al narcisismo dobbiamo essere certi che si tratti di questo. Soltanto un clinico può saperlo. Fatto ciò si dovrà capire, in sede di consulenza, non online, perché lei è attratta da personalità del genere. Per evitare di scegliere ancora uomini tossici.
      Se per esempio lei soffre di dipendenza affettiva, l’altra metà del cielo della relazione narcisistica.
      Un saluto

      Rispondi
  • Buongiorno dottoressa,
    Ho bisogno di un consiglio e spero mi aiuti.
    Ho avuto una relazione con un narcisista per ben 3 anni.
    Assillata da posta indesiderata e da passati appostamenti che mi hanno traumatizzata ho agito con irruenza andando dalla sua famiglia e dicendo di essere lasciata in pace.
    Il problema è che la famiglia ovviamente non essendo a conoscenza di tutta la relazione ha difeso il figlio che si è finto vittima ed hanno minacciato di denunciarmi.
    Passato un mese e mezzo da ciò, senza contatto alcuno ,mi ritrovo sbloccata su whatsapp; ho tentato di desistere ma ,a due settimane dallo sblocco, ci sono ricascata stupidamente, elemosinando delle risposte essendo stata lasciata in tronco improvvisamente.
    Ora temo ritorsioni , denunce ed appostamenti. Con questa debolezza sono ricaduta in uno stato di ansia perenne che mi paralizza.
    Cosa posso fare per uscire da questa paura di ritorsioni e stato di ansia?
    Spero in una sua risposta

    Rispondi
    • Valeria Randone
      12 Gennaio 2020 13:05

      Buongiorno,
      l’unica strada è la psicoterapia.
      Il cammino verso la cura e la rinascita.
      Un caro augurio

      Rispondi
      • Salve dottoressa, come molte altre donne che le hanno scritto, anche io ho il dubbio se sia un narcisista oppure no. Il mio problema è che credo abbia tutte queste “qualità” narcisistiche, sia nel positivo che nel negativo, ma nella realtà, a parte la relazione con me, non ho testimonianza di altre ragazze o sue relazioni passate vissute come l’ho vissuta io. L’unica cosa che non possiede è sulla questione sentirsi bello e tutto io (anche se privatamente ogni tanto si autopiaceva molto, sia in fattore bellezza che in fattore lavoro ma erano sempre in dei momenti tranquilli e scherzosi). Mi documento già da parecchi mesi, ho iniziato un paio di anni fa ogni tanto, quando si litigava forte, perché non ci credevo all’inizio ma adesso è da molti mesi che addirittura mi rileggo tutto quasi ogni sera per non dimenticare e saper agire subito di fronte ad un’altro narcisista se mai capiterà (spero di no) e per non dimenticarmi chi sono e cosa mi ha fatto provare e sta facendo provare. Sto già andando da uno psicologo. La relazione è durata cinque anni, è iniziato tutto dal suo tradimento con l’ex ragazza con cui ci stava da otto anni con me e onestamente ho sempre pensato e creduto, detto anche da lui, che io ero l’ unica, come se appunto aspettava da una vita una come me e finalmente il grande amore era arrivato. Poi si lasciano, iniziamo a frequentarci e dopo qualche mese ovviamente iniziavo a domandare cosa fossimo e lui mi rispose che non se la sentiva per il momento di ufficializzare perché lasciato da poco ed io inizialmente avevo anche compreso la situazione. Andava tutto benissimo, sempre insieme, un sacco di cose in comune, insomma finalmente il mio amore che aspettavo. Tutto iniziò a declinare quando raccontandoci, lui mi parlava delle sue scappatelle e quant’ altro ed io anche delle mie ma ovviamente non tutto, non avevo la certezza che fosse davvero il mio uomo quindi non me la sentivo. Da quando un giorno scopre una mia storia passata, iniziò il calvario. Non le dico intanto le reazioni e le liti anche per un valore davvero di poco. Anche leggermente violente. Sia verbalmente che fisicamente. Iniziò (detto da lui, la sua versione) a farmi ripicche per la rabbia delle mie bugie, la prima svalutazione che mi fece era che io ero una persona bugiarda e che nascondevo, mentivo, cancellavo. Le prime me le disse anche, come se pentito e volesse risolvere, ma il nostro rapporto non è mai cresciuto anche con gli sbagli e anche nell’ufficializzare. Poi ovviamente vedendo le mie reazioni perché comunque sì, accondiscendevo e quando tornava c’ero sempre e per amore ho perdonato credendo che quella era la volta buona, ma ho sempre lottato e ho sempre detto quello che pensavo, se dovevo diventare isterica per quello che ricevevo lo ero e mi creda, ho superato limiti sia belli che ho fatto per lui e sia brutti che non credevo di avere. Lui con me super geloso, mi controllava sui social, mi controllava i like, gli amici, come e dove guardavo, litigavamo e mi bloccava ovunque. Ma lui nel frattempo faceva peggio ed era pure giustificato se venivo a scoprire qualcosa. Era per lui la conseguenza alle mie azioni e alla relazione in sé. Facevamo pace, mi sbloccava solo quando glielo chiedevo ma mai fra gli amici. Era un argomento fra tanti dei miei dubbi che gli esponevo. Ma lui niente qualche scusa stupida ma a fatti zero. Alla fine dopo cinque anni sempre peggio, nel senso che ci vedevamo ormai di nascosto perché ovviamente nessuno credeva in questa storia (amici e famiglia), forse gli ultimi due anni proprio in segreto come se fra noi fosse finita già da tempo, salvo proprio le persone strette a lui e a me e ormai mi vergognavo anche a dire o raccontare a un’amica la mia relazione. Niente morale che adesso è da un mese e mezzo che è sparito dopo una mega sfuriata che mi fece per un like a un frequentante passato, ma molto passato eh…solo che prima di questa sfuriata io gli feci una domanda. Se si vedeva con una ragazza ( amica sua e anche mia ma più sua). Lui mi rispose ridendo che ero pazza, mai e poi mai una come lei eccetera. Penso che la sfuriata di qualche giorno dopo sia stata l’ennesima rigirata nei miei confronti per sviarmi, mi conosce molto bene e sa quanto sia sveglia e quanto sia poco bravo nel nascondersi. Lo becco quasi sempre….o forse come il narcisista, si fa beccare apposta, non lo so. Nell’ultima sfuriata prima della fine frasi davvero cattive, anche squallide sul tipo di persona che sono, parole davvero brutte e che l’unica cosa che fai quando le leggi è piangere e sentirti mancare il fiato perché sai che sei totalmente l’opposto di come ti descrive, lo sai perché oltre a dirlo lo fai. Cose così. Solo che con questa adesso sembra come se fossi io all’inizio con lui. Lei fra le nuvole, anche se l’ho cancellata dai social e mi dà più conferma perché non mi ha mai chiesto il motivo, sparita pure lei. Io per lui è come se fossi morta, non mi ha mai ammesso la cosa nemmeno davanti l’evidenza, ho attuato subito il no contact e non ha fatto assolutamente nulla per me, per chiarire, per dirmi la sua versione anche con una scusa. Nemmeno il confronto. Zero. E si sta vedendo e sentendo con lei tutti i giorni. Ne sono convinta. Il mio problema è che appunto, non avendo altre testimonianze e pensando che solo io fra tutte le persone a lui vicino ho capito che caso patologico è, se fosse come dico io, non so se è affetto da narcisismo o se davvero ama questa ragazza e io sono stata solo l’eccezione. E onestamente spero che fra loro vada male…con lei no. È proprio lei che non mi capacita anche se li compatisco entrambi, lui per l insensibilità che ha e per gli attributi che non ha di affrontare la questione con me, lei perché ingenua e non lo conosce come lo conosco io. Loro però sono troppo diversi e non me ne capacito. Non ha avuto nemmeno una pausa con se stesso fra me e questa nuova ragazza. Umiliata fino alla fine anche con una persona che reputavo amica. Secondo lei dottoressa, è un narcisista? Il mio psicologo mi dice che molto probabilmente è così. Ma sa, un secondo parere lo si chiede sempre. E anche se sono convinta del mio non voler ritornare, questa situazione ancora spesso mi fa venire rabbia e angoscia nello stesso momento. Perché proprio non accetto che sia lei. Grazie se mi risponde.

        Rispondi
        • Valeria Randone
          7 Marzo 2020 19:27

          Buonasera gentile Lettrice,
          anche se lunga e dettagliata è pur sempre una email, non una consulenza de visu.
          Un secondo parere può richiederlo nel caso in cui non si trovasse bene con il suo terapeuta, altrimenti, secondo me, si confonde ulteriormente.
          Perché non si fida del clinico che la sta aiutando? C’è qualcosa che non la fa stare bene o non la convince?
          Ne parlo con chi ha il piacere di occuparsi di lei, può diventare un’opportunità di crescita del vostro rapporto.
          Un caro saluto

          Rispondi
  • Buonasera dottoressa,ho letto l’articolo e l’ho trovato molto interessante. Per cui ho deciso di scrivere per esporre una situazione molto spiacevole in cui mi trovo ormai da diverso tempo. Circa 2 anni fa ho conosciuto in un contesto che potrei definire più o meno ” lavorativo” ( nel senso che è un’attività a metà tra un lavoro e un hobby…), un ragazzo che ha la metà dei miei anni pressappoco. Sto sul vago per evitare di poter essere riconosciuta. Diciamo che io sono una donna di mezza età e lui un ragazzo molto giovane. Tra di noi ci passa una generazione,un quarto di secolo. All’inizio ero stata contenta di questa nuova conoscenza,in realtà avevo messo gli occhi su di lui,per la giovane età e per un aspetto fisico tutto sommato piacevole ( gli hanno anche proposto di fare il modello…) e perché sembrava avere dei bei modi. A me non dispiace l’idea di avere quello che viene comunemente definito toy boy,forse per una sorta di rivincita,per non sentirmi vecchia e per mostrarmi con qualcuno di invidiabile almeno apparentemente. Io sono single praticamente da sempre,gli uomini non mi trovano attraente,ho sempre subito bullismo principalmente per il mio aspetto fisico e negli anni ho avuto solo brevi flirt nei quali sono stata usata e ingannata. E da diversi anni sono completamente sola,vivo da sola,nessun flirt, niente di niente. Tornando a questo ragazzo,ho subito acconsentito a dargli confidenza,ad essere sua amica. Non mi sembrava vero che mi cercasse per parlare e per uscire! E speravo che più avanti avrebbe fatto un passo oltre. Per alcuni mesi tutto è sembrato andare liscio. Uscivamo a bere qualcosa,parlavamo ecc. Ma mai niente di piu che amici. Lui non ci ha mai provato con me,mentre ci provava con altre di suo gusto pure davanti a me,in maniera per me umiliante, nonché mi mostrava foto di ragazze modello ” velina” a cui aveva fatto invano la corte. Ma tanto ci sono abituata… Io notavo con disappunto questa assenza totale di interesse da parte sua,ma orgogliosamente mi sono sempre imposta di far finta che mi andasse bene solo l’amicizia e di dissimulare accuratamente che avrei voluto altro. Me la raccontavo,dicendomi ” magari è timido,non ha esperienza,si vergogna,potrei essere sua madre ecc”. Poi ho scoperto man mano che la nostra amicizia continuava che lui è un bipolare,con diagnosi medica di questo disturbo,e ritardo mentale da lieve a moderato, con invalidità del 60%. Dovrebbe prendere farmaci ma non lo fa,o almeno non continuativamente. Finché sta zitto è solo un bel ragazzo,ma quando interagisce si può intuire che ha qualche problema. Infatti sono stata accusata io di non avere un buono spirito di osservazione per non aver capito subito,anche solo dallo sguardo e dagli atteggiamenti,che non era ” normale”. Dopo circa 6 mesi che lo conoscevo, mi ha insultata per la prima volta. Per futili motivi, perché risposi in ritardo a un suo messaggio banale su WhatsApp. Io in quel periodo ero nel bel mezzo di un trasloco,per cui trovai esagerata e fuori luogo la sua reazione. Quello sarebbe dovuto essere il primo campanello d’allarme che dovevo chiudere questa ” amicizia”, ma l’ho sottovalutato purtroppo. Poi lui mi chiese scusa,mi disse che aveva sbagliato e non l’avrebbe fatto più ( il solito meccanismo che usa chi vuole manipolare) e ricominciò tutto come prima. Uscite, chiacchierate, confidenze. Ingenuamente,gli ho raccontato molte cose delicate della mia vita. Per esempio il rifiuto da sempre subito dagli uomini. Oppure questioni economiche e patrimoniali. Sembrava maturo per la sua età,e io evidentemente sono molto più immatura della mia età anagrafica. E molto ingenua. Lui nonostante i suoi problemi è astuto e manipolatore. L’estate scorsa mi ha chiesto soldi in prestito. Non era la prima volta e glieli avevo sempre negati. Ma non perdeva il vizio. E stavolta la cifra era più consistente. È stato più difficile impormi e negarglieli, perché ho un carattere fondamentalmente debole, però ci sono riuscita. Lui ha il vizio di chiedere soldi a diversa gente,per gioco d’azzardo e per andare a donne. A quel punto lui è esploso,mi ha riempito WhatsApp di insulti irripetibili,sul mio aspetto fisico,sul mio carattere,sul mio stile di vita. Su tutto. L’ho bloccato solo su WhatsApp ( non sapevo si potessero bloccare anche altri canali di comunicazione),ma continuava a tartassarmi con chiamate e SMS di insulti, praticamente ogni giorno per tutta l’estate. Ho perfino pensato di denunciarlo,ma mi rendevo conto che potevo sembrare complice più che vittima, così ho lasciato stare. Poi tanto per cambiare abbiamo fatto ” pace” per circa 3 mesi,fino all’inizio del 2020. Nel frattempo,da quando la situazione era degenerata,raccontavo alle mie amiche quello che subivo,con dovizia di particolari,e tutte erano concordi nel dirmi di chiudere ogni rapporto con lui. Ma io assurdamente finora non ci sono mai riuscita. Dall’inizio del 2020 i suoi insulti hanno avuto un escalation preoccupante,sia in frequenza ( anche più volte al giorno), sia in gravità. Pure velate minacce. Minacce di picchiarmi,e di svuotarmi il conto corrente visto che io sto abbastanza bene ( anche se non navigo nell’oro) mentre lui è uno spiantato disoccupato senza voglia di lavorare,approfittando del fatto che è ” malato” e non riesce a inserirsi in nessun ambiente lavorativo. A questo punto l’ho bloccato non solo su WhatsApp ma anche chiamate e SMS, però mi chiama continuamente con l’anonimo. Io so bene che è lui, ciò nonostante rispondo,e spesso sono anche io a chiamarlo per prima. Per questo non procedo contro di lui,per paura di essere considerata complice e non vittima. Mi sono rivolta ai carabinieri con l’intenzione di fare un’ammonizione,senza arrivare a una denuncia,loro mi avevano detto di andare in polizia,ma poi ho lasciato stare perché ho paura delle sue reazioni. E ho anche interpellato alcune associazioni per donne maltrattate che mi hanno detto di chiudere risolutamente i rapporti con lui,se non voglio passare per sua complice anziché vittima. Secondo una mia amica,io subisco situazioni come questa perché inconsciamente penso di non meritarmi di meglio. Forse, è plausibile. Mio padre era violento verbalmente e manesco,non so se c’entra qualcosa. Curiosamente poi,ogni volta che lo chiamo,o che mi chiama lui,sto col fiato sospeso a chiedermi se stavolta sarà una conversazione ” normale” o solo insulti. Perché lui è molto imprevedibile. Poi alla fine mi è capitato di uscirci fingendo di nulla,anche se avevo fatto la notte in bianco per i suoi insulti ( e succede spesso). Ora non è praticamente mai più gentile con me,prima alternava gentilezza e cattiveria, adesso solo critiche e sarcasmo quando va bene,e insulti molto gravi quando va male. Mi ha detto che io non troverò mai un uomo da quanto sono brutta e sciatta,che lo vorrei ma loro non vogliono me,che lui si vergogna da sempre di essere visto insieme con me per cui mi porta solo in baretti deserti di periferia,che sono sporca, pigra,che non mi curo,che faccio schifo e pena,che non valgo niente,che sono tirchia,che fa bene la gente a disprezzarmi e a bullizzarmi ( in pratica ha ritorto contro di me le confidenze che gli avevo fatto in tempi non sospetti). E ha ammesso di aver fatto amicizia con me perché sperava solo di estorcermi soldi,e di avermi odiata quando non c’è riuscito. E che va in giro a parlare male di me con tutti. In pratica solo veleno,fino a questa sera. E nel pomeriggio siamo usciti come sempre. Ora l’ho bloccato di nuovo,e vorrei veramente riuscire a chiudere. Ma il mio problema è la solitudine,la paura ( perché se la situazione degenera non ho nessuno a difendermi) e la mancanza di forza di volontà: finché non troverò qualcuno che mi tratterà meglio rispetto a lui mi sarà sempre difficile non ricascarci. Mi dicono: “puoi stare anche da sola, sempre meglio che invischiata in un’amicizia ambigua,malata e tossica con uno così”. In teoria hanno perfettamente ragione, poi sono io che finora non sono riuscita a mettere in pratica il consiglio. Perché da sola non prendo iniziative,lui invece quando è di luna buona mi fa uscire,anche se poi in maniera umiliante. Per questo dico che avrei bisogno di qualcuno che mi fa uscire come lui,che ascolta le mie confidenze come le ho fatte a lui,ma senza rivoltarmisi contro odiosamente quando meno me lo aspetto come ha fatto lui. Qualche anno fa avevo conosciuto su un sito internet un ragazzo di 8 anni più giovane di me,che all’epoca mi piaceva. Ma si è rivelato presto un pervertito e un depravato. Per cui dopo un paio di incontri era sparito e io non l’avevo più cercato. Recentemente si era rifatto vivo per telefono ( non abita nella mia regione) e l’avevo liquidato in fretta. E ancora più recentemente è riapparso sempre per telefono e stavolta, sperando io di trovare un supporto per riuscire a uscire dalla situazione pesante col ragazzo di cui ho parlato,( e anche perché lui pensasse che non sono completamente sola e in sua balia come crede), sono stata più possibilista e meno drastica. A quest’altro ragazzo ho parlato della situazione che vivo,ma oltre a ricominciare con le porcherie di cui mi ha sempre parlato da che l’ho conosciuto,mi ha solo detto sbrigativamente di chiudere quei contatti. E quando gli ho risposto che non ci riesco, è sparito nuovamente. Mi scuso per la lungaggine, grazie di un’eventuale risposta.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      11 Marzo 2020 12:45

      Buongiorno gentile Lettrice,
      anche se davvero lunga e dettagliata, non si tratta di una consulenza de visu.
      Di cui lei avrebbe bisogno. E anche se la sua amica stesse dicendo il vero, sapere cos’ha e cosa le servirebbe non l’aiuta a guarire.
      Ha bisogno di un mio collega de visu.
      Si faccia aiutare, nessuno guarisce da solo.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Buongiorno, volevo chiedere: in un rapporto di amicizia frasi come “se sei davvero mia amica, come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo, pensavo mi volessi più bene di così”, “io non ho mai detto di esser perfetta, però”, “pensa come vuoi, visto che non mi credi” e dopo che tu rispondi “posso anche crederti, ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto” sentir dire “non meriti altre risposte” … e simili come possono considerati?
    Precisando che questo avveniva sempre quando cercavo di dire cosa non mi andava, mentre l’altra persona diceva sempre cosa non le andava di me, e asseriva di voler io facessi altrettanto.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      18 Aprile 2020 07:26

      Buongiorno,
      è difficile analizzare il significato di alcune frasi derubricate dal contesto, dalla persona, dalla relazione.
      Potrebbe approfondire il suo vissuto e il suo sentire in seno a una consulenza.
      Un caro saluto.

      Rispondi
  • Salve dottoressa, vorrei rubarle un minuto per una domanda se è possibile.

    Mettiamo caso che una persona manipolatrice distorca alcuni episodi del passato e ti attribuisca delle colpe che non hai e dei gesti che di fatto non hai compiuto. cosa le permette di continuare a sostenere la propria versione (falsa) dei fatti a testa alta?
    Sa di aver ritoccato i fatti ma non se ne vergogna perché crede di avere il diritto di farlo (“te la sei cercata, te lo sei meritato,etc etc”) oppure può credere davvero a quello che dice?

    Rispondi
    • Valeria Randone
      5 Maggio 2020 19:58

      Buonasera,
      non so rispondere alla sua email. Ogni persona, per fortuna, è diversa da un’altra.
      Anche le bugie, se si tratta di bugie e non di altro, hanno una logica di tipo compensatorio.
      Ma senza il paziente in consultazione la mia lettura degli eventi diventa un esercizio di fantasia.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Buongiorno,
    sono uscita da qualche mese da una relazione con un narcisista (ne ho avuto conferma all’epoca dalla mia psicologa) e ho iniziato poco dopo una storia con un altro ragazzo. Volevo chiedere: potrebbe essere che io abbia assorbito dei comportamenti dal narcisista e li usi, mio malgrado, col mio ragazzo? Temo che potrei avere ancora strascichi della vecchia relazione che danneggino o creino effetti malsani nella attuale relazione, e l’ultima cosa che vorrei è fargli del male.
    Grazie per eventuali chiarimenti

    Rispondi
    • Valeria Randone
      7 Maggio 2020 07:42

      Buongiorno,
      gli atteggiamenti non equivalgono alla struttura di personalità di tipo narcisistico.
      Se è stata seguita da una Collega, dovrebbe chiedere a Lei, ha più elementi sulla sua psiche.
      Un caro saluto e auguri per la sua nuova coppia

      Rispondi
  • In pochi riescono a dare una descrizione cosi precisa.. torna sempre, alla fine delle sue storie, mai per un interesse reale, sembra voglia vedere a che punto sei della tua vita.. la tua vita continua, ma non incontri nessuno o non vuoi , e ci sono giorni in cui ti accorgi che è sempre presente.
    Come ci si libera?

    Rispondi
    • Valeria Randone
      14 Dicembre 2020 07:27

      Buongiorno,
      grazie per l’apprezzamento.
      L’unica strada per liberarsi dal male oscuro è lavorare di di sé, fare una psicoterapia e capire perché lei è caduta in trappola.
      Curare le crepe della sua psiche e le zone di vulnerabilità.
      E se torna, perché tornerà, a Lei non farà più nessun effetto.
      Lei sarà guarita e lui rimarrà, tristemente, infelice.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Grazie Dottoressa, sono stato per 4 anni insieme ad una donna sposata e narcista patologica. Prima non conoscevo nemmeno questo termine, se non le due parole separate.
    Ebbene questa donna mi ha fatto innamorare di sé, avrei fatto qualunque cosa per lei, perché mi sentivo finalmente vivo, anche se ogni tanto c´era qualcosa di strano nei suoi comportamenti, come quando spariva per un periodo di tempo e non si faceva nemmeno sentire, ma io ero così innamorato che le perdonavo tutto e non vedevo neanche i difetti di lei.
    In questi 4 anni ci siamo lasciati e ripresi alcune volte, poi ho letto qualcosa sul narcisismo patologico e questo mi ha aperto gli occhi. Adesso sono quasi 3 mesi che non ci vediamo, a volte penso ai momenti passati insieme e mi viene la nostalgia, ma ho deciso di adottare il no-contact (anche se è veramente difficile, ma ci sto provando seriamente).
    Queste persone purtroppo non cambiano mai, all´apparenza sono persone empatiche, ma solo per raggiungere il loro scopo. Non riescono ad amare, se non loro stesse.
    Mi sento vuoto dentro, ho dato tutto me stesso e per cosa? Per ritrovarmi a 50 anni solo e deluso.

    Rispondi
  • Dott.ssa Randone,
    grazie per questo articolo che descrive alla perfezione lo stato in cui una persona legata ad un narcisista si trova e dispensa anche utili consigli.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      27 Gennaio 2021 07:17

      Lieta di essere utile a chi viene rapito e fagocitato da amori letali.
      Un caro saluto.

      Rispondi
      • La ringrazio per il Suo saluto gradito e gentile! Non fa terapia via telefono o video? Mi era parso di leggere fosse contraria(comprensibile!).
        Nel caso avesse cambiato idea con la rivoluzione del covid valuterei un Suo supporto; nel caso non dovessi farcela a uscire da sola dal mio pantano.
        Cari saluti anche a Lei!

        Rispondi
        • Valeria Randone
          28 Gennaio 2021 07:09

          Ho dovuto cambiare idea causa pandemia, anche se non ho mai chiuso gli studi.
          Tanti pazienti vanno aiutati e molti non si possono spostare dalle loro case. Ma le confermo che è una gran fatica, soprattutto per il professionista.
          Se ha bisogno mi chiami pure.

          Rispondi
  • Ho 49 anni, sto con lui da 33.
    Sono stata in terapia nel 2012 dove purtroppo per me ho tirato fuori di aver subito violenza da mio nonno.
    La mia relazione sta degenerando. Da gennaio mi sto rendendo conto di quanto tutto questo sia orribile.
    Abbiamo una cagnolina che necessita di intervento ma lui non ne vuole sapere.
    Scontri su scontri, ed è proprio da qui che ho compreso.
    Ho compreso che sono una vittima, anni fa avevo gli strumenti per poter in qualche modo reagire ma ora sono annientata.
    È subentrata la paura, quella che paralizza.
    Lui diventa violento urla se la prende con il cane.
    Ecco sto cercando di prendermi del tempo per me ma ho sempre ansia.
    Difficile spiegare un queste righe, ma sono consapevole che lui sia un narcisista forse dei peggiori.
    Temo di richiedere di nuovo aiuto in quanto le sue reazioni ad oggi mi terrorizzato.
    Temo di potermi prendere del tempo per me sempre per paura delle sue reazioni.
    Temo per la mia 4 zampe.
    Mi rendo conto di quanto sia distorto tutto questo.
    Sono annientata triste svuotata.
    Credo di non avere la più la forza di reagire in quanto mi sono resa conto dell’enorme danno fatto a me stessa.
    Ho paura per me è per la mia vita ma soprattutto ho paura che possa prendersela con la mia cagnolina.
    È intestata a lui e se la sua rabbia dovesse mai ledere la sua vita?
    Mi sento morta dentro

    Rispondi
  • Gentile dottoressa Valeria,
    la ringrazio per il suo scritto. Sono stata sette anni in una relazione narcisistica con lui Narcisista patologico e manipolatore e io, donna sola, con un prima infanzia affamata di amore, sono stata la perfetta complementare. Un mese fa sono stata sostituita con una donna più giovane di lui di trent’anni, in un giorno mi ha cancellato e sostituito.
    Il trauma è stato enorme: dopo un calvario di sette anni che lei ha descritto perfettamente, l’ultimo colpo di grazia è quello più pesante; l’ossigenatore ha smesso di funzionare alternativamente, ora si è rotto del tutto.
    Ho bisogno di imparare a respirare da sola, ma è molto faticoso. Ho iniziato un percorso di terapia, un percorso olistico per ritrovare energia ed equilibrio e risvegliarmi dall’imposizione in cui ero caduta.
    Grazie enormemente, il suo articolo mi ha aiutato a sopravvivere nel momento in cui sono sprofondata nella disperazione, mi sono sentita persa, sbagliata e fallita; Lei dottoressa Valeria con questo articolo mi ha salvata!

    Rispondi
    • Valeria Randone
      14 Giugno 2021 14:02

      Lieta di averla salvata a distanza, in silenzio, ma con il mio cuore sempre dentro i miei scritti.
      Auguri per il Suo nuovo cammino, sono certa che troverà un paesaggio meraviglioso e inesplorato: sé stessa!
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Anch’io mi sono ammalata di una malattia autoimmune e costretta ad un immunosoppressore per infelicità cronica.
    Un padre narcisista, un marito dolcissimo ma che a quarant’anni si è ammalato di schizofrenia, morto di recente e una figlia da accudire e anni persi con una persona narcisista che ho colmato di amore ma che ho dovuto condividere con altre mentre invano invece speravo scegliesse me.
    Ora raccolgo i pezxi e cerco di rinascere.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Menu
error: Il contenuto è protetto