Bello e dannato. Il narcisista patologico

//Bello e dannato. Il narcisista patologico
  • Narcisista patologico

Bello e dannato.
Tenebroso, misterioso e tremendamente affascinante.
Inafferrabile ed inaffidabile, non matrimoniabile, o coniugato altrove.
Potente e prepotente.
Istrionico e sicuro di se.
Egocentrico, grandioso,  perennemente al centro dell’attenzione.
Sicuro di se? No, è un narcisista.
Cavalca la scena, abita il palcoscenico. Non sta mai dietro le quinte.
Sa sempre tutto di tutto, ed ovviamente il suo tutto è assolutamente esatto.
Ha davvero sempre ragione? No, è un narcisista.
Talmente tanto sicuro di se da obbligare l’altro – soprattutto la sua donna – a credergli, ad attuare un vero atto di fede, a mettere in discussione se stessa ed il resto del mondo, fuorché lui.
Vive su un piedistallo, sapientemente costruito negli anni, con dedizione, successi e meccanismi di difesa.
Ecco a voi il narcisista patologico.

“Odio chi mi toglie la solitudine senza farmi compagnia”.
Nietzsche

Il narcisista patologico e l’amore

Ipnotico come un incantatore di serpenti.
Ricorda il pifferaio magico con le sue alchimie e destrezze.
Le donne del narcisista patologico, rapite dal suo canto sensuale – un po’ come le sirene per Ulisse -, si fanno incantare, sedurre, e credono di brillare di luce riflessa, perché scelte e prescelte.
Lui le scruta, spesso da lontano, capta con un potentissimo radar inconscio le loro debolezze, le seduce, e le cattura mentalmente ed emotivamente.
Sono donne deboli, con delle pregresse fragilità psichiche, o voragini affettive d’infanzia.
Donne che, grazie a questo amore, credono di poter sanare le vecchie cicatrici.

In realtà, con il passare del tempo e con l’andare avanti di questo amore malsano, alle vecchie cicatrici ne aggiungeranno di nuove.
Un amore vissuto con un narcisista è un amore letale.
Un amore che può prendere per mano dolcemente, e crudelmente condurre alla sofferenza o alla morte.
Manipolazioni psichiche e sevizie dell’anima.
Trappole infernali.
Spirali di seduzione e di manipolazione, messe appunto con acute strategie comunicative ed affettive.
L’amore viene tessuto, esattamente come la ragnatela di un ragno, insieme ai sensi di colpa.

La passione si alterna alla prepotenza, la seduzione alla cura, la dominanza alla sottomissione.
Il tutto amplificato ed ed arricchito da un sentimento di totale sottomissione della donna che si concede a lui.
Lui la sceglie. Tra tante.
La fa sua.
Le fa credere che è stata scelta tra mille, o forse un milione.
Le altre, tutte, non hanno nessun valore.

È spesso dispregiativo, offensivo. Adopera un linguaggio astuto, meticoloso, e puntuale.
La donna, ormai sua, crede di meritare questo amore, ed inizia a vivere di luce riflessa.
Ma, in realtà, è lei che illumina lui.
Lo fa con le sue cure, con la sua dolcezza, con la sua amorevole sottomissione ed arrendevolezza.
Si fida, e si affida.
Nutre il suo delirio di onnipotenza, e depaupera se stessa.
Ma lei è affamata d’amore, è bulimica di emozioni, così crede che grazie a quell’Amore eccessivo, atipico e fusionale, potrà curare se stessa.
Adesso lei merita amore, e per di più di un uomo così istrionico.

“Non essere amati è una sfortuna: non sapere amare una tragedia”.
Camus

La trappola dell’amore letale

Il narcisista non è una persona innamorata di sé, ma è innamorato dell’immagine idealizzata di sé.
Quell’immagine che mostra all’esterno per evitare di essere ferito nelle sue fragilità.
Le ferite più profonde, ricordiamolo sempre, gli sono state dolorosamente inflitte dai genitori, o da uno dei due.
Il narcisista ha una difficoltà relazionale notevole che compensa diventando istrionico.
Non riesce a mantenere in vita relazioni affettive importanti, perlomeno non a lungo, se non con le sue regole.
Le donne diventano strumenti da adoperare, da prosciugare di energie psichiche, per nutrire se stesso, un po’ come Dracula o i vampiri.
La donna ideale del narcisista è una donna sottomessa, che lo assecondi in tutto, che non lo contraddica mai.
Ricordiamoci che il narcisista non  tollera  i difetti e gli aspetti negativi – o meglio, negativi per lui – dell’altro, chiunque esso sia.

Come riconoscere un narcisista patologico, e come evitarlo

Il narcisista patologico è un seduttore.
Si esercita con le sue svariate prede, mettendo a punto strategie e tecniche.
È un manipolatore della mente altrui: seduce, affascina ed è sempre sul podio.
Insomma, brilla.
Parla spesso di se, di quanto è acuto, bravo, colto, diverso dal resto della plebe, e del mondo.
Lui è lui.

Il partner del narcisista patologico

Nel tempo però, giorno dopo giorno, e mese dopo mese, il narcisista patologico verrà smascherato, e questo lo farà molto infastidire.
Il modus pensandi – ed operandi – è sempre lo stesso: la colpa è degli altri, lui è intoccabile, inattaccabile, ha sempre ragione, ed il resto del mondo è decisamente ad un livello inferiore rispetto a lui.

Il narcisista quando  è interessato ad una donna, è in grado di farla sentire speciale, unica, molto desiderata.
In realtà ama se stesso in lei, l’immagine che lei amorevolmente – ed i consciamente – gli rimanda.
La sua donna, o appartiene al suo mondo – ma per appartenere si intende: una sua costola, che gli consenta di giocare al Demurgo-, in modo da assumere un “valore riflesso”, oppure è da disprezzare e declassare.
Quando la sua donna inizia a prendere coscienza delle dinamiche di questo amore malsano, e decide di appendere al chiodo le scarpette della sottomissione e della venerazione, diventerà la sua peggior nemica.

La manipolazione è per lui un’arte

Il narcisista patologico usa gli altri – soprattutto gli affetti – come un prolungamento di se.
Può adoperare il proprio partner, o addirittura i figli, per soddisfare le proprie esigenze.
Nel suo immaginario chi gli sta accanto dovrebbe essergli grato della sua presenza, e brillare, di conseguenza, di luce riflessa.
Il narcisista patologico può arrabbiarsi con i  sui figli se questi non diventano ciò che lui pensava che diventassero.
Se si innamorano di un partner che lui non gradisce, se deragliano, se decidono di testa loro, in totale autonomia, senza consultarlo o ascoltarlo.
Lui ha sempre ragione, e dal podio dell’egocentrismo non si schioda.

Il narcisista ed il senso di colpa

Uno dei tanti modi con cui il narcisista patologico  manipola, è instillando nell’altro il senso di colpa.
Il senso di colpa è la sua arma segreta.
Insomma, lui fa tanti sacrifici e non viene ricambiato con l’obbedienza e con la sottomissione.

Carismatico, brilla come una stella cometa

Come tutti i narcisisti, il narcisista patologico da sempre il meglio di se.
O, almeno, così crede.
Il palcoscenico della vita lo padroneggia con maestria: è sempre il più bello, il più intelligente, il  più potente ed astuto, e così via.
Il mondo ruota attorno a se, come la terra ruota attorno al sole.

Il narcisista patologico e la tematica del controllo

Tu, povero mortale, non puoi cambiare idea, perché nel farlo fai vacillare il suo potere – e controllo – su di te.
Cambiare idea è visto infatti dal narcisista, come un affronto.
“Mi hai detto che saresti andata in palestra alle 20,00 ed invece sei a casa.”
Se vivi un amore con un narcisista patologico, e vuoi rimanere la sua donna, devi consegnarti a lui.
Fare tutto quello che lui ti chiede.
Ascoltarlo, non contraddirlo.
Insomma, eseguire come un soldato.
Se diventi autonoma, pensante, e perché no ribelle, l’amore – che amore non è, ma trattasi di possesso – si trasformerà in un inferno, per deragliare poi, in una deriva della coppia, passando dalla manipolazione della tua mente, dagli efferati attacchi ed insulti, e dall’abusato senso di colpa.

Il narcisista patologico ed il denaro

I narcisisti sono avari.
Lui dona se stesso, parti di se, non pensa mai cosa ti farebbe davvero piacere ricevere.
Tu hai tutto: hai lui.
Un amore vissuto con un narcisista sarà spoglio di quelle piccole attenzioni e doni che scaldano la coppia.
Niente fiori, ne cioccolatini, ne sorprese, tanto il dono più grande è la sua presenza nella tua vita.

La paura dell’abbandono

Ci sarebbe veramente tanto da dire quindi suggerisco la lettura di questo articolo sulla paura di essere abbandonati.

Le dinamiche di dominanza-sottomissione che caratterizzano gli amori malsani spesso – quando la donna ha uno sprazzo, o più d’uno, di lucidità -, tenderanno ad essere evase, e la coppia naufragherà in tempi brevi.
Quando però, il narcisista patologico avverte che la sua donna sta per andare via, non farà nulla per mettersi in discussione, anzi, si arroccherà sempre di più sulle sue posizioni, sul suo podio, sulle sue verità assolute.
Talmente tante verità, e talmente assolute, da condizionare se stesso.
Lui crederà ciecamente in quello che prova e che pensa.
Il beneficio del dubbio è davvero il grande assente.
Cercherà in ogni modo, e con ogni strategia, di riportare a se la sua preda, diventando anche uno stalker, camuffando però la persecuzione per amore, ed il possesso per protezione.

Conclusioni

Una persona con un disturbo narcisistico di personalità non cambia, ne per amore ne per altro.
In amore tenderà a  ripetere immodificato e rinforzato, lo stesso copione comportamentale.
Si chiama “coazione a ripetere”.
Solitamente di fronte ad una nuova difficoltà di coppia, può reagire ancora più violentemente rispetto all’ultima volta.
Quindi, amare un narcisista è decisamente affascinante, ma mettersi in salvo lo è ancor di più.

By | 2017-07-13T16:50:35+00:00 27 marzo, 2017|Categories: Psicologia|

12 Commenti

  1. Patrizia Garelli 29 marzo 2017 al 11:30 - Rispondi

    Conosco molto bene il “narcisista” . Le sue sicurezze sono millantate. In realtà non le ha, ma lo nega perfino s se stesso. Cambia donna in continuazione perché non vuole lasciar loro tempo di accorgersi di come è veramente, giacché vuole essere un MITO. Finisce per stare con la donna zerbino che lui disprezza ma che è l’unica che non lo metterà mai in discussione. Consiglio: allontanarsi in tutta fretta ai primi sintomi di narcisismo, perché finiremmo per farci del male

    • Valeria Randone 30 marzo 2017 al 7:35 - Rispondi

      Gentile Patrizia,
      grazie per le sue note che condivido.
      Il narcisista per le donne con qualche fragilità psichica, o fame d’amore, è davvero letale.
      Un caro saluto

  2. Aurora 7 maggio 2017 al 19:53 - Rispondi

    Ho purtroppo riscontrato queste caratteristiche in una persona che ho conosciuto.
    Questa persona, dopo un periodo di corteggiamento intenso nella fase della conquista, ha rapidamente cambiato atteggiamento alternando bastone e carota, fughe e ritorni, giocando come il gatto con il topo.
    Questo comportamento tipico del narcisista perverso però non lo ha riservato alla propria moglie, la quale invece vive felice ed ignara, contenta di svegliarsi la mattina con lui accanto.
    Quindi, mi chiedo, è possibile che un narcisista perverso possa comportarsi in maniera diversa con l’amante e con la moglie? Riservare il suo comportamento perverso con quella disgraziata che ha avuto la sfortuna di innamorarsi di lui e che è caduta nella sua rete di menzogne ed invece comportarsi in maniera gentile ed affettuosa con la propria moglie senza che lei si accorga mai della maschera che porta?

    • Valeria Randone 8 maggio 2017 al 11:38 - Rispondi

      Gentile Aurora,
      si, è possibile.
      Molti uomini soffrono di una malsana scissione tra affettività e sessualità.
      Non so su cosa si fondi la vostra relazione da amanti: se sessualità, empatia, scambio o conforto, alleanza?
      Mi chiedo invece cosa la lega a quest’uomo?
      Come è stata amata da bambina?
      E che rapporto ha con se stessa, con la sua autostima?

      • Aurora 9 maggio 2017 al 7:17 - Rispondi

        Eh bella domanda!! Cosa mi lega a quest’uomo? Ho sempre pensato di essere follemente innamorata di lui, lui mi ha sempre detto di amarmi e di amare anche lei. Sicuramente c’è tra di noi una forte attrazione fisica, ma il sesso non è mai stato la componente principale del nostro rapporto. Ho sofferto da bambina di carenza affettiva da parte di madre, di continue svalutazioni e confronti con altri, sempre perdenti. Non so se questo possa influire sullo stato di dipendenza affettiva in cui mi trovo, fatto sta che non mi ero mai sentita così prima d’ora. Lui mi tiene costretta in questo stato di continua attesa alternando momenti di dolcezza (sempre più brevi) a periodi di fuga (sempre più frequenti) con reazioni che sfiorano il sadismo (mi è capitato di pensare che provi anche un sottile piacere perverso nel vedere quanto soffro per i suoi comportamenti). Lui è diventato per me come una droga. Lei parla di scissione tra sessualità e affettività, quindi amore nei confronti della moglie e perversione nei miei? Un narcisista è in grado di esserlo a compartimenti stagni? O non si può parlare in questo caso di narcisismo? Cerco di documentarmi il più possibile per riuscire prima o poi ad uscire da questo stato di dipendenza che mi impedisce di vivere.

  3. Giuseppe 30 maggio 2017 al 1:01 - Rispondi

    Cara Dottoressa,
    l’articolo è visto dalla parte della donna. Ma un uomo che sia in questa situazione cosa può fare per “guarire”.
    Si dice che dal disturbo narcisistico non si esca mai. E’ quindi una condanna definitiva? Non c’è possibilità di costruire una relazione sana e felice per entrambi? Vengono definiti come mostri, ma c’è chi è nato e cresciuto così, magari per carenze affettive infantili, e vorrebbe uscire da questa insana condizione.
    Grazie

    • Valeria Randone 30 maggio 2017 al 9:02 - Rispondi

      Gentile Utente,
      l’articolo può essere letto al maschile ed al femminile, la condizione del narcisismo patologico non correla obbligatoriamente con il genere.
      Chi ha la consapevolezza di sentirsi intrappolato in alcuni schemi comportamentali – che in psicoanalisi si chiamano coazione a ripetere – può rivolgersi tranquillamente ad un clinico competente per farsi aiutare.
      Anche ad amare, e ad amare bene, si può imparare.

      • Giuseppe 31 maggio 2017 al 0:46 - Rispondi

        La ringrazio.

  4. Cristina 24 agosto 2017 al 3:29 - Rispondi

    Gentile Dottoressa,
    vorrei sapere se una vittima del narcisista può a sua volta diventare narcisista con un altro partner? Le violenze subite nel precedente rapporto, possono influenzare negativamente quello successivo, trasformando la vittima in carnefice?
    Porgo queste domande perché temo di essere incappata in un secondo narcisista, che ha distrutto la mia autostima a tal punto da farmi pensare di avere atteggiamenti sbagliati nei suoi confronti, facendomi sentire tremendamente in colpa, quando espongo i miei disagi all’interno della relazione.
    Grazie.

    • Valeria Randone 24 agosto 2017 al 10:08 - Rispondi

      Cara Cristina,
      solitamente si tende a ripetere quello che si è obbligati a subire, soprattutto da bambini.
      Quando i traumi non vengono adeguatamente elaborati, vengono tramandati da generazione in generazione.
      Nel suo caso però, rifletterei sulle sue scelte.
      Un partner narcisista può anche capitare nella vita – anche se io non credo nella casualità, ma nelle scelte inconscio e “collusive” , che alcuni chiamano fato, destino – il secondo invece, lo ha scelto con il suo lanternino inconscio.
      Evidentemente, per caratteristiche psichiche sue, lei è attratta da uomini così.
      Deve lavorare su se stessa con un mio collega, per evitare la “coazione a ripetere”.
      Cioè scegliere ancora ed ancora altri uomini narcisisti che la danneggerebbero senza pietà.
      Lei si sente in colpa e sbagliata perché è lui, da bravo manipolatore, che la fa sentire così.
      Le auguro di prendersi davvero cura di sé.
      L’Amore è un’altra cosa.

      • Cristina 25 agosto 2017 al 10:43 - Rispondi

        Cara Dottoressa,
        La ringrazio vivamente per la sua risposta.
        Mi rendo conto che non c’è amore, in un rapporto, se si esercitano pressioni o atteggiamenti che vanno a ledere l’altro, ma non credevo fosse il mio caso. Forse perché, troppo bisognosa d’affetto, ho finto a me stessa di non vedere tali comportamenti. Il problema è che credevo di essere finalmente sfuggita dalle grinfie del narcisista proprio grazie al nuovo partner, che ha saputo starmi vicina, con empatia, in alcuni momenti difficili della mia vita. Evidentemente ha usato questa “tecnica” per catturarmi anche lui e adesso mi ritrovo più incastrata di prima.
        Seguirò il suo consiglio perché devo sicuramente lavorare su me stessa, con l’aiuto di un bravo terapeuta, per avere più stima e più rispetto per la mia persona.

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