Dipendenza affettiva, fame d’amore, love addiction. Guarire è possibile

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  • Dipendenza affettiva

La fame d’amore o dipendenza affettiva, è una malattia dell’anima che da vita ad amori malsani, dipendenti ed in bilico tra fusione e separazione, tra bisogno di controllare l’altro e possibilità di tradimento.

“Finché non prenderai coscienza, l’inconscio governerà la tua vita e tu lo chiamerai destino”
Jung.

  • Ritarda nello scrivere, segue un buco allo stomaco, i primi segnali della dipendenza affettiva.
  • Condivide post su Facebook o linkedin, un altro buco allo stomaco, un altro segnale chiaro di fragilità e di dipendenza affettiva.
  • Apre whatsapp ad un orario inconsueto o che lasci presagire aria di intimità, il respiro si blocca.

La diagnosi è chiara: soffri di dipendenza affettiva, concimata da gelosia e da fragilità, oltre che da un’importante fame d’amore.

Si chiama fragilità, insicurezza, ansia, Love addiction, fame d’amore, o dipendenza affettiva

Trattasi di un amore malsano, esagerato, dove – solitamente uno dei due protagonisti di questo amore – vive in funzione dell’altro, vive l’amore all’insegna della fusione e confusione tra ruoli, identità e spazi.
La dipendenza affettiva da vita ad un amore cieco e sordo, un amore che si nutre delle insicurezze e delle fragilità psichiche di entrambi i partners: uno solitamente dominate e l’altro sottomesso.
L’uno esiste perché esiste l’altro.
I ruoli però possono anche invertirsi.

Qualche elemento, anzi qualche segnale, della dipendenza affettiva

Un amore esagerato.
Eccessivo.
Malsano.
Un amore doloroso e dolorante.
La paura, anzi il terrore, di essere abbandonati che, solitamente, si riaggancia ad antichi copioni d’infanzia.
Ed ancora, una gelosia immotivata, folle, corrosiva, eccessiva.
Un vuoto interiore, o meglio, una voragine che, con modalità ancora più malsane e dipendenti, si tenta di riempire, in realtà rinforzandolo.
Il bisogno dell’altro, più dell’aria che si respira, diventa un elemento che appartiene chiaramente alla dimensione amorosa della dipendenza affettiva.

Genitori e figli

Solitamente le voragini odierne partono da terre lontane: le terre dell’infanzia.
Terre fragili, paludose che danno poi vita alla dipendenza affettiva.
Il ruolo dei genitori nella crescita e dell’accudimento, è davvero centrale nell’organizzazione, o meno, della futura dipendenza affettiva.

  • Trattasi di genitori che hanno barattato l’amore con la bravura.
  • Le attenzioni con qualcosa in cambio.
  • Le carezze soltanto se meritate.
  • L’amore con i buoni voti.
  • L’amore con l’ordine, e così via.

L’amore non si merita, non si baratta, non è una moneta di scambio.
Si ama e si viene amati, in maniera circolare e simmetrica e, teoricamente, quando un amore giunge alla fine lo si accompagna alla morte salvando se stessi.
Ma la fame d’amore e la dipendenza affettiva, sono terribili e non c’è nulla di razionale nei comportamenti di chi ne soffre.
Antichi copioni che si ripetono immodificati e dolorosamente presenti.
La paura di perdere il partner e di non essere amati a sufficienza.
La fame d’amore e la dipendenza affettiva partono da lontano, e da lontano vanno curate.
Questi bambini diventano poi adulti, ma rimarranno dei “pulcini nell’anima”; anagraficamente adulti, ma psichicamente fragili e bisognosi.
Quando poi questi pulcini dell’anima si innamoreranno, davvero, tutto diventerà faticoso, eccessivo, destabilizzante.

La paura dell’abbandono regna sovrana

La paura del distacco, le mille ansie e gelosie sono i protagonisti di questi amori malsani.
Il dolore dell’anima si trasforma in dolore fisico, in crampi all’addome, in dolori al petto, in cefalee ingravescenti.

La tematica del controllo

La  dipendenza affettiva su nutre della fragilità di entrambi i partner – come abbiamo detto più volte perché  trattasi di partners collusivi, si cercano e si incastrano in funzione delle fragilità di entrambi i protagonisti di quell’Amore – e porta a fare tutto per l’altro, ad occupare ogni spazio della vita altrui.
Il partner dominante –  o onnipotente – colonizza ogni possibile spazio della vita psichica del partner bisognoso, affamato, dipendente.
Questo meccanismo porta, in una prima fase del legame, un fittizio nutrimento dell’anima sofferente, ma senza dubbio rinforza la dipendenza affettiva e nutre la gelosia ed il bisogno di controllo e di possesso dell’altro, facendo vivere l’altro in uno stato di bisogno costante ed assoluto.

Qualche strategia per  guarire

  • Il vuoto interiore va ascoltato, analizzato, concimato e nutrito, non soltanto donato al partner tentando che sia lui a coltivarlo, regalandogli lo scettro del comando; anche perché è un dono impegnativo.
  • Ascoltare e prendere coscienza della paura dell’abbandono. La paura non può regolamentare i pensieri, non può diventare un disturbo ossessivo, intrusivo, non può vincere sulla serenità e compromettere la qualità di vita.
  • Non barattare l’amore con la bravura, con la perfezione; si può essere amati anche se imperfetti. Questa è una trappola d’amore che rinforza la dipendenza.
  • E, come doveva Jung, “finche non prenderai coscienza l’inconscio governerà la tua vita e tu lo chiamerai destino”.  Il lavoro psicologico in questi casi diventa indispensabile se non centrale per l’esistenza di tutti, e la longevità della coppia.
By | 2017-02-14T18:01:57+00:00 2 agosto, 2016|Categories: Psicologia|Tags: , |

4 Commenti

  1. Mauro 3 agosto 2016 al 8:05 - Rispondi

    Un contributo interessante, che con poche “pennellate” delinea i motivi profondi e lontani del disagio affettivo. Grazie

    • Valeria Randone 3 agosto 2016 al 13:12 - Rispondi

      Grazie a lei per essere intervenuto.
      Mi fa piacere che abbia delineato la complessa tematica della dipendenza affettiva.
      È stato scritto sullo spartito del cuore.

      Un cordiale saluto.

  2. Mirco 5 gennaio 2017 al 14:14 - Rispondi

    Dottoressa Randone molto chiaro , ho buone possibilità di esserlo Dipendente è così mi voglio impegnare per guarire e imparare a stare solo . Mirco

  3. Valeria Randone 9 gennaio 2017 al 7:30 - Rispondi

    Gentile Mirco,
    Se soffre di fame d’amore, dovrebbe valutare l’ipotesi di farsi aiutare da un professionista, solitamente sono problematiche che partono da lontano: dalle terre dell’infanzia, e proprio da quel luogo vanno curate.
    Soltanto così potrà vivere serenamente da solo, ed anche in coppia.
    Una coppia però che sia generatrice di benessere e non di ansie ed angosce abbandoniche.
    Un cordiale saluto.

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