Gli amanti al tempo del coronavirus

Briciole di presenza, macigni di assenza. Passione e strazio. Desiderio e proibizione. Notti di passione e notti insonni. Orgasmi da pausa pranzo, strappi e strazi durante i giorni rossi. Niente pizze del sabato sera, carrelli della spesa, pranzi domenicali. Severamente vietate le vacanze, agosto, Natale, Pasqua, i compleanni. Tutto ciò che è rosso sul calendario. L’assenza diventa presenza e impara a trasformarsi in un malsano e patogeno surrogato di compagnia. Niente figli né mutui. Imperversa l’attesa e la malinconia. La vita degli amanti non è certo delle più facili. Camminano in equilibrio tra le linee guida della ragione (poche) e gli strattoni del cuore (tanti).
Il cielo in una stanza e tutto il mondo dentro. In realtà, senza cielo e senza stanza, se non a ore. Niente cene, vacanze, progetti, futuro. Vivono in un eterno presente, con più ieri e meno domani: addosso e dentro.
Sono delle anime in affitto. Un affitto cronico, dispensatore di un ansiogeno precariato amoroso. Vite ad alta intensità erotica ma a bassa stabilità emotiva. Acrobati del desiderio, fanno dei giri mozzafiato sulle loro giostre molto nevrotiche ma poco panoramiche, senza quasi mai riuscire a scendere. Si nutrono di chat e di attesa.
Annusano dentro una email il fiato dell’amato. Vivono di stenti e di espedienti. Attimi rubati a un quotidiano impolverato dal tempo che passa e che tutto ammanta: mancanze, crisi di vita e di coppia. Ma non scendono e non scelgono. Si lasciano, si stanziano, tentano di ricominciare altrove, o da loro stessi, ma ci ricadono. Respirano a pieni polmoni e a cuore aperto l’altro per poi riconsegnarlo alla sua vita familiare per ripiombare poi in una perenne attesa.
In tempi di quarantena, la vita e i decreti hanno scelto per loro.
Due case, due vite, un chiaro spartiacque tra passione e ragione. Separati a tempo indeterminato, e per di più, sorvegliati speciali.
La macchia della verità del coronavirus obbliga all’introspezione e alla coerenza, all’assoluta distanza dall’altro ma non da sé stessi.
Il coronavirus ha messo tutti in quarantena, e la distanza, si sa, è come il vento: spegne i fuochi piccoli e accende quelli grandi. Nello spazio di un decreto, abitano tanti tagliandi emotivi, tra errori di convivenza e altri di felicità.
A virus debellato e a vaccino trovato, il tempo farà l’inventario dei presunti e presenti amori per consegnarli all’abbraccio del futuro.
Gli Amori importanti rimarranno stabilmente sull’Olimpo dell’eternità, gli altri verranno archiviati con il timbro dell’oblio.

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