Il like tattico. L’amore e i social

Una mia giovanissima e dolcissima paziente, e mia figlia della sua stessa età lo conferma, mi fa sapere che esiste il like tattico.
Da troglodita dei mezzi informatici e da amante delle parole, non pensavo che il semplice like potesse avere un’anima.
Ebbene sì: abbiamo il like semplice e quello tattico!
Il like tattico ha un significato importante e lo si mette con parsimonia e con strategia seduttiva.
Su Instagram o su Facebook, per esempio, i post che compaiono in bacheca sono sempre gli ultimi pubblicati in ordine di tempo, seguono infatti un ordine cronologico, non emozionale.
Il “corteggiatore muto” spulcia tutta la pagina della sua possibile Giulietta e mette il suo like su foto e post datati, facendo capire grazie alla moderna gestualità e all’attuale simbolismo che non si è fermato all’oggi, ma il suo interesse aveva spinto la sua affettuosa navigazione verso terre remote dei fatti vostri.
Si era addentrato e attardato ovunque, giungendo sin agli albori della tua pagina.
Io che sono un’inguaribile romantica, che credo fermamente nel potere erogeno di un congiuntivo e che sono una fan del sapiosexual, non riuscivo a credere alle mie orecchie.
Il like tattico – non tattile – rinforza e nutre il corteggiamento senza contatto fisico della rete, e adesso appartiene al mio patrimonio di informazioni sull’Amore.

Seguimi su Facebook (clicca qui) e su Instagram (clicca qui) e guarda le mie foto.

2 Commenti. Nuovo commento

  • Giancarlo Romano
    4 Aprile 2018 09:05

    Il fenomeno Facebook e’ oramai invasivo e mi sembra abbia trovato terreno fertile soprattutto in quella fascia di eta’ compresa tra i 40 e 55 anni in cui le crisi esistenziali si possono manifestare.
    Il like o il cuoricino con tanto di contro like creano uno stato di eccitazione temporaneo, talvolta di pochi secondi. Ma se esteso ad un numero elevato di contatti permette di stabilire uno stato semi costante di soddisfazione. Come una flebo iniettata ad un malato che necessita idratazione continua.
    La problematica che ne scaturisce e’ l’assenza di emozioni dal vivo a causa del limitato coinvolgimento. Quando poi FB e’ l’unico mezzo in grado di procurare emozioni, il pericolo e’ l’oscillazione tra uno stato di felicita’ (effimero) e la depressione dovuta alla caduta di attenzione, cioe’ alla mancanza dei like.
    Se tutto questo possa nuocere alla societa’ e’ ancora da valutare. Sicuramente nuoce alla vita, influenza la capacita’ di reazione dell’individuo in caso di avversiita’ proponendo una dipendenza che limita o impedisce la scelta di cambiamento. A mio parere, una vera piaga moderna.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      4 Aprile 2018 09:24

      Buongiorno e grazie per le Sue riflessioni, assolutamente condivisibili; ed alle quali non ho altro da aggiungere.
      Un affettuoso saluto.

      Rispondi

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