Dalla radice latina sapiens, saggio, intelligente e sexualis, nasce una nuova definizione di sessualità. Il sapiosexual. Cambiano i tempi e le mode, e cambiano le necessità più profonde dell’animo umano. Dal fast food e dal cibo spazzatura siamo passati allo slow food; dalla cena propedeutica al sesso alla cena con “pane e cervello”, anche senza sesso. Approdano in Italia i sapiosexual, e molti di loro non sanno nemmeno di esserlo. Rimangono inespressi e inappagati finché non incontrano la loro mezza mela cognitiva compatibile.

Sapiosexual, l’incontro tra due intelligenze

Il sapiosexual potrebbe essere definito come un incontro tra intelligenze, come una relazione basata sull’attrazione mentale e cognitiva, come se l’intelligenza fosse la caratteristica sessualmente più attraente dell’altro. Uomo o donna che sia.

I sapiosexual amano fare l’amore con la mente altrui. Lo scambio cognitivo e di contenuti intellettuali diventano dei veri e propri preliminari d’amore. Il desiderio si accende e il corpo si infiamma quando le parole, quelle parole, con quel contenuto, con quell’intonazione, intercettano il mondo interno dell’altro. Percorrono strade invisibili ai più e regalano emozioni e sensazioni a tinte forti. L’appagamento dei sensi mediante l’intelletto è sicuramente un’importante novità di questo momento storico che fino ad adesso è stato caratterizzato da tanto apparire, da un’assenza di seduzione, anzi da un’importante anti-seduzione, dalla fisicità ad oltranza, tra media e nuovi modelli di femminilità e mascolinità, spesso fusi e confusi tra loro. Una forte attrazione erotica per l’intelligenza, al di là della fisicità e degli standard estetici universalmente riconosciuti, diventa più eccitante di un incontro tra due corpi, o peggio ancora, tra due genitali.
Dopo veline e letterine, calciatori, tronisti e simili, sembra che appaia all’orizzonte qualcosa di diverso, di inedito.

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Dal metrosexual al sapiosexual

Bicipiti scolpiti faticosamente in palestra. La tanto desiderata tartaruga e gli addominali obliqui da far intravedere strategicamente dal pantalone a vita bassa. Pelle lucida e senza un pelo, ovviamente abbronzata tutto l’anno. Profumi, addirittura trucchi e accessori moda. Questa è la descrizione del metro-sexual, un uomo modaiolo, abitante della metropoli ma non troppo della sua mente.
La versione corretta e aggiornata dell’uomo che non deve chiedere mai. Il neologismo metrosexual è stato coniato nel 1994 dal giornalista inglese Mark Simpson; termine che traduce perfettamente una nuova generazione di uomini, eterosessuali, che vivono nelle grandi città, appunto le metro, e che vivono all’insegna dell’apparire. Uomini che oscillano tra narcisismo e salutismo estremo, tra tagliandi estetici e abiti alla moda, perdendo di vista la relazione profonda e intima con il pianeta donna, talvolta anche con loro stessi, con la loro profondità della psiche e dell’inconscio. Questa nuova modalità di apparire, tra egocentrismo e narcisismo, dilaga da continente a continente, ma inizia a non soddisfare più le esigenze femminili. Il fascino del palestrato lascia lentamente il posto al fascino della mente. Oggi, l’intellettuale batte il palestrato uno a zero.

L’uomo che non deve chiedere mai va in pensione

Cambiano i tempi e cambia anche l’immaginario erotico collettivo.

I muscoli e l’abbronzatura sembrano essere desueti e la seduzione cambia veste, passando dall’incontro tra due menti. Anticamente la donna era attratta e sedotta da un uomo rude, poco attento alle sue esigenze emozionali, talvolta scarsamente sensibile, una sorta di uomo con la clava. L’intelligenza, in questo gioco di seduzione, sembrava non essere contemplata, veniva considerata come non indispensabile.
L’uomo che non deve chiedere mai, icona sexy dalla pubblicità di un profumo, era un uomo rude, autoritario, scarsamente attento alla gentilezza e alle strategie intellettive di seduzione. Oggi l’uomo diventa un esteta, esteticamente femminilizzato, che imita la donna in tutto e per tutto. Modelli estetici proposti dai media e dalle passerelle di moda, che hanno sdoganato immagini di uomini truccati, depilati e palestrati. Il contenuto intellettivo e cognitivo non era assolutamente pertinente e auspicabile. Oggi cambiano i parametri dell’attrazione e della seduzione, e la mente con il suo fascino e contenuti (più contenuti, più fascino!) diventa la protagonista assoluta di uno scambio amoroso.

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Approda in Italia il Sapiosexual

La sessualità cambia veste: da ginnica diventa ironica, da performante diventa cerebrale e da una dimensione quantitativa trasloca a una dimensione affascinate e qualitativa dell’intimità. Fare l’amore con la mente dell’altro diventa la nuova meravigliosa tendenza del momento.
È una forma di sessualità che va oltre il coito e che parte da lontano, fa il giro largo e implica il coinvolgimento mentale, emozionale e soprattutto cognitivo di entrambi i partner. Queste nuove intriganti relazioni amorose vanno ben oltre la mera fisicità. Includono una mente incisiva e curiosa, perspicace, irriverente e decisionista. Uomini e donne che sappiano sedurre con “altro” dalla semplice corporeità. Relazioni empatiche, scandite da battute simpatiche e umoristiche, che arricchiscono chi ha la fortuna di sperimentarle. Reazioni ed emozioni dove parlare del senso della vita o di filosofia diventa un preliminare amoroso. Il sapiosexual è una nuova modalità di stare in coppia, una nuova forma di erotismo, meno ginnico e più cerebrale, in chiara contrapposizione al metrosexual del passato.

Il sapiosexual è, però, una pratica erotica patrimonio esclusivo degli adulti. I ragazzi non sono interessati e si sentono anche minacciati dalla possibilità di incontrare la loro mente con i suoi confusi e confusivi contenuti. Parlare di sapiosexual ai ragazzi equivale al farsi prendere per deliranti. Le loro richieste di consulenza non si spostano di molto dal concetto di quantità dei rapporti sessuali, di dimensione dei genitali, di tempo ottimale di un rapporto sessuale. Prediligono la dimensione chiaramente quantitativa della sessualità a scapito di quella qualitativa.
Non sono interessati all’immaginario, alla relazione, talvolta, neanche al piacere femminile. Figuriamoci all’incontro tra le loro menti e quelle dei loro partner.

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Come appagare i sensi mediante l’incontro tra due menti

Due intelligenze e due linguaggi affini possano unire così tanto da non dover adoperare altre attrazioni come complementi. Le parole, infatti, sono strettamente correlate all’eros.
Anche e soprattutto sotto le lenzuola le parole hanno il significato di vero amplificatore del desiderio e delle emozioni. Le parole nutrono l’attesa e il desiderio, concimano l’eros e l’affettività. Le parole tengono per mano il partner – a prescindere che sia un sapiosexual o meno – e lo conducono in quel giardino segreto che è l’immaginario erotico.
L’intelligenza non è più l’ultima spiaggia seduttiva dei brutti, ma un ingrediente centrale per sedurre e per incontrare l’altro nell’intrigante e misterioso sotto bosco della sua mente.

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