Ci sono molti elementi che tengono unita una coppia, alcuni afrodisiaci altri demoniaci. Uno di questi è la distanza. La distanza può essere euforizzante e straziante. Indispensabile e opinabile.
Può essere di corpo e di cuore, entrambe letali per un legame d’amore.
Quella di cuore è pericolosissima, appartiene alle persone infelicemente coniugate che nonostante si ostinino a vivere sotto lo stesso tetto non condividono più lo stesso letto. La distanza di corpo, nonostante tutto, può diventare un collante: coniugi che non riescono a separarsi, a scegliere, ad andare altrove, a ritrovare loro stessi senza l’altro. Si sentono invischiati in una sorta di colla appiccicosa e protettiva che non li rende né felici, né tristi. La distanza, per loro, è un elemento quasi euforizzante. Senza questa distanza non riescono a stare insieme, e anche se stanno insieme in realtà non si guardano e non si sfiorano.
È se per un motivo o per un altro si sfiorano sul piano emotivo, sentono il bisogno cocente di ritornare in quel luogo chiamato distanza.
L’altro tipo di distanza è la distanza di corpo, e a seconda della dose adoperata può anche far bene al legame d’amore. È un elemento euforizzante e afrodisiaco che tiene unito le coppie Lat (a distanza: LAT è l’acronimo di Living Apart together).
Le coppie che per un motivo concreto o logistico, o per esigenze di cuore, scelgono di vivere a distanza e la distanza. Questa è una distanza calorosa da accarezzare con dedizione e pazienza, da abitare con desiderio e da erotizzare. Sono esclusi da questo luogo i frettolosi e gli affettivamente sbrigativi.

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