La prematura scomparsa dell’intimità

L’intimità è ormai questa sconosciuta. Stiamo assistendo a una prematura e drammatica scomparsa dell’intimità. Quella sensazione che si prova sulla propria pelle e nel proprio cuore quando, lentamente, grazie a una danza reciproca, ci si avvicina a un’altra persona. Quando si sente di stare bene in sua compagnia, quando non ci si sente invasi, disturbati, profanati, fuori posto.
Quando, nel rispetto delle diversità e paure reciproche, ci si accosta – non si pascola, sono due cose molto diverse – al mondo dell’altro, con interesse e non con bieca curiosità.
Intimità e pudore sono strettamente legate tra di loro, più di quanto si possa immaginare. Cresce una e diminuisce l’altro (ma fino a un certo punto, s’intende).
Un eccesso della prima porta un decesso del secondo.
Mi capita spesso di aprire whatsapp e di trovare messaggi lunghissimi di perfetti sconosciuti che si raccontano, con tanto di audio (una violazione totale del buongusto), come se fossero in studio alla settima o decima seduta, quando l’intimità è raggiunta e il cuore si schiude.
Nel leggerli mi sento a disagio, provo impaccio e persino imbarazzo. Mi sembra di vedere una persona sconosciuta nuda nel mio cellulare, che non conosco, che non ho mai visto prima e che, probabilmente, non vedrò mai.
Il grado di apertura e di chiusura verso l’altro si stabilisce di volta in volta, emozione dopo emozione, racconto dopo silenzio, silenzio dopo parola, non prima, non a priori, non con sconosciuti.
Whatsapp non è un palcoscenico dove esibirsi, ma uno strumento per comunicare, preferibilmente tra persone che si conoscono, pressoché amiche o almeno che vivano nei paraggi di un legame intimo o reciprocamente gradito.
Lo stesso vale o dovrebbe valere per i social. La mancanza di pudore nel mostrare le proprie fragilità, nel darle in pasto a sconosciuti, non è una conquista ma una sconfitta.
Le fragilità si custodiscono, si consegnano a pochi eletti, si trattano con cura, garbo e rispetto, non sono un mezzo per aumentare i follower.
Le persone intime, coloro che hanno avuto accesso alla vera e reale intimità, non sono mai perone sole, si incontrano nel sottobosco delle loro solitudini, e lì le condividono con affetto e rispetto. Ci sono confidenze che solo i cuori si scambiano, oltre ogni nudità, oltre ogni coito, al di là delle parole e del silenzio. Ma affinché questo accada bisogna essere intimi.
Come diceva il Piccolo Principe alla volpe: “Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. E io sarò la tua volpe. Conoscerò il rumore dei tuoi passi, che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra, il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica”.
Parole e concetti unici, drammaticamente e pericolosamente fuori uso.

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