L’astio, il nemico dell’intimità

Non c’è cosa peggiore per l’intimità che l’astio. Quella sensazione rancorosa che cammina sotto pelle, che corrode le viscere e quaderna il cuore e che non abbandona il legittimo proprietario se non dopo una profonda chiarificazione e riconciliazione.
L’astio trova il suo posto in tutti i necrologi che raccontano la fine dell’intimità e la fine di un amore. Regna l’acredine e l’ostilità, le parole si fanno silenzio, e le carezze amarezze.
L’ostilità repressa è presente all’interno delle coppie che decidono di vivere nelle maglie stringenti di un rapporto stabilmente conflittuale. I loro litigi non approdano a nessun chiarimento. La loro vita di coppia è un braccio di ferro continuo ed estenuante. Vivono il gusto della cattiveria reciproca, degli sgambetti, dei tormenti che si infliggono quotidianamente a vicenda. Queste coppie, solitamente, sono erose dai conflitti le cui origini sono ormai dimenticate. Mi capita spesso in seduta di chiedere alle coppie che seguo i motivi del litigio. Spesso non li ricordano, li considerano addirittura futili, ma ricordano perfettamente i toni che hanno usato e il malessere che gli è rimasto appiccicato addosso e dentro. I loro modus operandi sono ormai cristallizzati nell’abitudine, non riescono a porsi in maniera diversa, a leggersi dentro e a non reagire per ogni battito di ali.
A volte chiedo a queste coppie perché continuano a vivere insieme nonostante tutto, e quali sono invece i motivi che li hanno portati da me in studio. Le loro risposte sono vaghe. Molto spesso si scopre che i motivi sono in parte economici e in parte morali, tirano in gioco il famigerato bene dei figli. Altre volte non esistono fattori esterni coercitivi: la coppia si è semplicemente abituata a erotizzare il rancore e il litigio, elementi che aumentano a dismisura mentre l’attrazione fisica e l’armonia diminuiscono tristemente e pericolosamente.
L’ostilità repressa nutre il rancore e alla lunga erode la reciproca stima e la reciproca attrazione. È impensabile essere attratti da un partner che non si stima, che diventa offensivo e respingente.
L’astio, quindi, è decisamente antiafrodisiaco.

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